Draghi parla di fallimento, le banche italiche tremano

di FABRIZIO DAL COL

La Bce fa tremare soprattutto le banche italiane, i cui titoli hanno reagito con pesanti ribassi a Piazza Affari. Gli istituti di credito, come in generale quelli internazionali e anche quelli europei, sono in ansia per gli effetti dell’asset quality review, ovvero gli stress test : si tratta di una revisione della qualità degli asset, che partirà ufficialmente a novembre e durerà 12 mesi, lanciata dalla Banca centrale europea. Per quanto concerne gli istituti bancari italiani, la notizia ufficiale conferma che saranno sotto esame in 15. Si tratta di Mps, Creval, Banca Carige, Bpm, Bper, Popolare Vicenza, Popolare Sondrio, Credem, Iccrea, Banco Popolare, Intesa SanPaolo, Unicredit, Ubi Banca, Mediobanca, Veneto Banca. Dal report dettagliato reso ufficiale dalla Bce, si apprende che il parametro di riferimento per determinare l’esistenza o meno di un deficit patrimoniale sarà il Common Equity Tier 1, che non dovrà scendere sotto l’8% dell’attivo ponderato per il rischio. A prima vista, si tratterebbe di una definizione un po’ più restrittiva di quella adottata dall’Eba (Core Tier 1) che, però al pari di quella dell’ Eba, non esclude, per le banche che stanno in piedi ma prive di accesso al mercato dei capitali, di colmare il deficit patrimoniale con all’aiuto statale.

Questo particolare punto è stato sottolineato e marcato più volte dallo stesso presidente della Bce, Mario Draghi. Ecco che, senza una garanzia pubblica certa pronta per un eventuale intervento, il cosiddetto “backstop”, banche sane ma sottocapitalizzate potrebbero subire gravi danni in reputazione capaci anche di alimentare ingiustificate fughe dei depositanti. Il ministro per l’economia Fabrizio Saccomanni sottolinea che l’Italia non ha nulla da temere, ma chissà mai perché, un rapporto di Goldman Sachs presenta invece una realtà diversa. Soprattutto se si considera che la BCE  attraverso il suo numero uno Mario Draghi è stata chiara, e ha affermato che alcune banche avranno bisogno di fallire. “Se devono fallire, dovranno fallire. Non c’è alcun dubbio su questo”, ha detto. Ecco che, ( come da tabella ) affinché tutto sia più chiaro, la Goldman Sachs ha stilato una sua previsione di massima : previsioni su esito asset quality rewiew/stress test.

•          11 banche falliranno i test;

•          da un punto di vista geografico, i deficit sono attesi in Italia (86%), Germania (57%) e Spagna (56%);

•          Riguardo alle banche italiane, i deficit patrimoniali interesseranno soprattutto Monte dei Paschi di Siena (74%)e Banca popolare di Milano.

Come si può notare dalla tabella, nella seconda parte sono state previste anche le relative conseguenze. Insomma, per l’Italia si prospetta un nuovo scenario inquietante, e come sempre è fin qui accaduto, non possono più essere sufficienti le garanzie di un ministro a tranquillizzare né i mercati e tanto meno i risparmiatori.

 

 

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2 Comments

  1. eridanio says:

    Devono decidere, o fanno le imprese o fanno il palo della banda dell’ortica

    (in verità non hanno molta scelta)

  2. Albert Nextein says:

    Le banche sottocapitalizzate devono rivolgersi a soci, obbligazionisti , mercato per effettuare aumenti di capitale.
    Possono ristrutturare.
    Possono ridursi.
    Possono fare come ogni altra impresa che sta sul mercato e lotta per sopravvivere.
    E possono anche fallire.

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