DRAGHI: MILIARDATA PER GLI AMICI BANCHIERI. SI ALLE “LIBERALIZZAZIONI”

di CARLO CAGLIANI

Mentre il governo Monti ottiene la massima esposizione mediatica, e continui scrosci di applausi, grazie ai quattro “pannicelli caldi” impropriamente definiti “liberalizzazioni”, la vera partita sulla crisi economica la si gioca in Europa, non a Roma (leggi articolo in basso).

Da oggi, la Banca centrale europea offrirà, per la seconda volta, fondi illimitati triennali alle banche per fermare la stretta creditizia dell’area euro e sostenere i titoli di Stato dei Paesi ad alto debito. Che tradotto significa che Draghi stampa moneta per sostenere gli insostenibili debiti dei PIIGS. In prima fila, ovviamente, le banche italiane saranno nuovamente in prima linea nell’accaparrarsi i fondi, spinte da Bankitalia e protagoniste assieme alla Spagna, a gennaio, di acquisti record dei titoli di Stato nazionali. Da stamane, si bissa “LTRO” (long-Term Refinancing Operation) con cui la Bce, al tasso agevolato dell’1%, offre agli istituti di credito tutto il denaro che queste chiedono (scadenza tre anni), in cambio di titoli dati a garanzia, la cui platea è stata allargata in modo da dare ossigeno anche alle banche minori.

L’asta di oggi è la seconda nel suo genere nella storia della Bce, preceduta soltanto dall’operazione di dicembre con cui l’Eurotower ha sborsato ben 490 miliardi di euro. Le banche italiane e quelle spagnole, quelle con maggiore bisogno di ossigeno, parteciperanno con volumi importanti. A dicembre del 2011 le banche tricolorite hanno chiesto ben 116 miliardi, un quarto dell’ammontare totale del LTRO1. Gongola il presidente della Bce, Mario Draghi: “Abbiamo evitato un credit crunch (stretta del credito, nda) ancora maggiore”. Sarà, ma tra gli operatori economici (imprese) non si ravvisa l’ottimismo che sprigiona Draghi.

Nonostante il fallimento della sua gestione ai tempi del governo Berlusconi, torna a parlare anche l’ex ministro Giulio Tremonti, che ha buon gioco a dar sfogo alla demagogia: “E’ una follia quella di regalare soldi alle banche come sta facendo la Bce: la via dell’Europa sono gli Eurobond (come se non fossero anch’essi un regalo, nda), che però la Germania non accetta”.

Dopo Bruxelles – come dicevamo all’inizio – il resto della partita della crisi economica si gioca a Berlino, la quale frena sul rafforzamento del fondo salva Stati, e di conseguenza fa saltare il vertice dell’eurozona previsto per venerdì prossimo. Il problema sarebbero appunto le riserve (e i risparmi) dei tedeschi sull’ampliamento del fondo. Angela Merkel, nonostante abbia chiesto l’ok all’opposizione per approvare l’elargizione alla Grecia – si è espressa in modo chiaro: “Non vedo motivo per ora per un dibattito sull’aumento del fondo salva Stati”. Dal G20 in Messico, però, il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha detto: “Marzo è fatto di 31 giorni”, il che significa che la porta rimane aperta e il dibattito verrà ripreso.

Gli aiuti alla Grecia, comunque, sono costati alla Merkel la maggioranza per una manciata di voti, che le ha garantito una parte dell’opposizione. Per la potentissima Csu (ala bavarese del partito della cancelliera) è arrivato il messaggio che Atene starebbe meglio fuori dall’euro. Insomma, nonostante i sondaggi le diano ragione, la Merkel non ha comunque vita facile in casa. Tanto meno ne avrà man mano sarà costretta a decidere che fare nel prosieguo della crisi europea. L’aver mantenuto i cordoni della borsa abbastanza stretti, nonostante le richieste dei paesi meno virtuosi, le ha garantito, per ora, il gradimento dei suoi concittadini.

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IL DECRETO “LIBERALIZZAZIONI” APPROVATO IERI DAL GOVERNO

Separazione di Eni da Snam entro settembre 2013, contributo per le società di capitale per finanziare l’Agcm, 20 tribunali per le imprese, multe per chi inserisce nei contratti clausole vessatorie e stretta sulle frodi assicurative. Sono alcune delle modifiche al decreto legge liberalizzazioni, approvate nel corso dell’esame in commissione Industria al Senato. Restano però alcune norme ancora da approvare prima dell’arrivo del provvedimento in Aula, previsto per domani mattina. L’accordo trovato per le farmacie prevede l’aumento del tetto di abitanti necessari per l’apertura di una nuova attività. Rispetto a quanto previsto nel decreto legge uscito da palazzo Chigi (3.000 abitanti) si sale a 3.300 abitanti. Inoltre si propone di introdurre il farmaco monodose. Il nodo taxi si scioglie lasciando ai comuni i poteri in materia di licenze, con il depotenziamento dell’Autorità per i trasporti. Sulla tesoreria unica si propone invece di inserire le modifiche (chieste dalla commissione Bilancio) in un ordine del giorno e la norma potrebbe essere inserita nel decreto fiscale alla Camera. Ecco nel dettaglio le norme approvate fino a ora.

AFFITTI COMUNI: Obbligo per gli enti locali di pubblicare on line, sui propri siti, quanto spendono di affitto. Contributo da parte delle società di capitale, per finanziare l’Antitrust. La norma prevede che «all’onere derivante dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato si provvede mediante un contributo di importo pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato dalle società di capitale, con ricavi superiori a 50 milioni di euro».

BANCHE: Stop alle clausole su tutte le linee di credito. Con il provvedimento diventano «nulle tutte le clausole, comunque denominate, che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamento in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido». Per i vecchi mutui, saldati prima della lenzuolata Bersani, non sarà più necessario andare dal notaio per estinguere l’ipoteca.

C/C GRATIS PER PENSIONATI: Gli istituti di credito dovranno garantire la «gratuità delle spese di apertura e di gestione dei conti correnti di qualunque genere, qualora destinati all’accredito della pensione per gli aventi diritto a trattamenti pensionistici fino a 1.500 euro».

CLAUSOLE VESSATORIE: Le clausole vessatorie potranno essere sanzionate, con multe fino a 20.000 euro. Se le informazioni e le documentazioni fornite non saranno veritiere, invece, la sanzione potrà variare tra 4.000 e 40.000 euro. Per chi ha trasgredito la legge e non rispetta norme sanzionatorie la multa potrà variare da 5.000 a 50.000 euro.

FRODE ASSICURAZIONI: Fino a 5 anni di carcere per chi froda l’assicurazione. Le sanzioni, che attualmente vanno da 6 mesi a 4 anni, vengono elevate e arrivano da uno a 5 anni. La norma interessa chi «al fine di conseguire per sè o per altri l’indennizzo» da parte dell’assicurazione «distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione relativi al sinistro».

GAS: Arrivano misure per la riduzione del prezzo del gas naturale per i clienti vulnerabili. I prezzi di riferimento del gas naturale dovranno essere adeguati a valori europei.

PMI L’AQUILA: Arrivano gli aiuti ‘de minimis’ (previsti dalla normativa Ue) per le Pmi che si trovano nella zone franche urbane della provincia de L’Aquila. Le imprese dovranno costituirsi entro il 31 dicembre del 2014.

MUTUI: Mutui non vincolati all’apertura di un conto corrente e polizze vita scelte direttamente dal cliente. L’istituto di credito che concede un mutuo dovrà sottoporre al cliente «almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari stessi». Il cliente sarà comunque libero di «scegliere sul mercato la polizza sulla vita più conveniente». L’erogazione di un mutuo non potrà essere vincolata «all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario».

NOTAI: Aumenta il numero dei notai e si rafforza la concorrenza nei distretti.

RATING LEGALITÀ: Per le imprese arriva il rating di legalità. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato dovrà segnalare al Parlamento le modifiche normative necessarie al perseguimento dello scopo. Del rating attribuito «si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti pubblici nonchè in sede di accesso al credito bancario».

RC AUTO: È ricco il pacchetto di modifiche che interessa l’rc auto. Gli automobilisti virtuosi pagheranno la stessa tariffa rc auto su tutto il territorio. Nasce inoltre la banca dati anagrafe testimoni e la banca dati anagrafe danneggiati, che consentirà di ridurre i prezzi dell’rc auto. Stop alle lesioni permanenti, per i danni biologici lievi che non possono essere verificati e le compagnie assicurative dovranno fornire informazioni «dettagliate circa il numero dei sinistri per i quali si è ritenuto di svolgere approfondimenti in relazione costi» all’Isvap. Inoltre nessuna penalità per chi deciderà di far riparare la propria auto, in seguito a un incidente, dal carrozziere di fiducia.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Via libera alla norma per promuovere la concorrenza nei servizi pubblici locali. Le regioni avranno il compito di organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali. La norma, inoltre, assoggetta le società in house, le aziende speciali e le istituzioni degli enti locali agli oneri cui sono tenuti gli enti locali in tema di patto di stabilità interno, appalti, contratti e personale.

SNAM: Via libera alla separazione di Eni da Snam, che dovrà diventare realtà entro 18 mesi dall’entrata in vigore del decreto legge liberalizzazioni (cioè entro settembre 2013). La «piena terzietà dei servizi regolati di trasporto, di stoccaggio, di rigassificazione e distribuzione delle altre attività» della filiera, sarà fisasta con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri entro il 31 maggio del 2012.

SRL GIOVANI: Arriva un tetto massimo di 10.000 euro, per le srl avviate dai giovani, che potranno partire con un capitale sociale minimo di un euro. Le quote, si precisa nel testo, «non potranno essere cedute a soci non aventi il requisito dell’età e l’eventuale atto è conseguentemente nullo». L’atto costitutivo, che dovrà essere redatto per atto pubblico presso un notaio, è esente dai diritti di bollo, di segreteria e dalle spese notarili.

TARIFFE PROFESSIONI: Stop alle tariffe professionali regolamentate dal sistema degli Ordini. Il preventivo non dovrà essere in forma scritta e non ci sarà illecito.professionale per chi non rispetta la norma.

TRIBUNALI IMPRESE: I tribunali per le imprese complessivamente saranno 20. Oltre alle 12 sedi, dal dl uscito da palazzo Chigi, vengono istituite altre sette sedi (in Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria e Sardegna) più una sezione specializzata presso la corte d’appello di Brescia. La norma prevede, inoltre, che il contributo unificato per i processi che interessano questi tribunali sarà raddoppiato.

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One Comment

  1. Alessandro P. says:

    Ogni volta che Draghi emette moneta (a costo bassissimo 1-2%) tutti quelli che possiedono euro perdono potere d’acquisto.
    Più Draghi stampa soldi e più gli europei si impoveriscono e le banche si arricchiscono.
    In tempi di crisi (vista la non sovranità monetaria), sarebbe necessario alzare il costo del denaro a un livello vicino all’euribor, ma in quel caso le banche piangerebbero e per ritorsione chiuderebbero ingiustificatamente il credito alle aziende: a quando una giusta reazione a tali soprusi?

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