Draghi, ci mancava giusto un banchiere al Quirinale

di CRISTINA MALAGUTIdraghi

Draghi pronto a lasciare la Bce? La voce circola in più ambienti. E considerando tutto potrebbe in effetti non essere un mero pettegolezzo. Anzi, ha più l’aspetto della classica pulce nell’orecchio, diffusa ad arte per diventare realtà accettabile, Soprattutto in Italia. E del resto, a voler ben vedere, i conti ancora una volta quadrerebbero. Secondo alcune fonti il governatore della Banca Centrale Europea sarebbe arrivato al limite della tensione (e sopportazione) con i tedeschi. Opzione plausibile, data la forte politica di allentamento monetario operata dal numero uno dell’Eurotower in più occasioni contrastata da Berlino. L’Opzione più spendibile, la più facilmente accreditabile nell’opinione pubblica. Specie se in ballo c’è la carica più alta dello Stato italiano, la successione a Re Giorgio. L’Europa, i tecnocrati di questa Unione, non potevano collocare pedina migliore sullo scacchiere della “partita euro”. Perché con la mossa di un Draghi stanco di lottare contro lo strapotere tedesco si aprono due squarci importanti: la possibilità di attuare politiche monetarie più incisive (e devastanti per i Paesi in difficoltà) e il controllo di un’Italia in bilico tra la sfiducia totale nella moneta unica e lo “spettro” di nuove elezioni.

Il fronte europeo – Se Mario Draghi lasciasse la poltrona di Francoforte, con ogni probabilità i piani per implementare le ambiziose ed eterodosse misure di allentamento monetario verrebbero rimandati dai falchi dell’inflazione tedeschi e le politiche di austerity continuerebbero a minacciare la stabilità socio-economica dei paesi meno virtuosi. Il che farebbe di Draghi stesso un “santo benefattore” dei poveri dell’Unione, insomma un volto davvero spendibile per l’Italia, almeno nell’immagine (nei fatti resta tutto da vedere). Mentre resterebbe libero il posto a Francoforte proprio nel momento in cui la Grecia (ma non solo) fa scricchiolare l’euro. Riprendere le redini dei paesi ribelli, potrebbe di fatto rimettere in sesto una partita, quella dell’euro appunto, che rischia di essere persa.

La Grecia – Lo spettro delle elezioni anticipate in Grecia, con il rischio per il Paese di rimanere a corto di liquidità, apre uno squarcio inquietante tra i sostenitori della moneta unica. L’allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze Guikas Hardouvelis, in una intervista al quotidiano Naftémporiki. La probabilità di un ritorno alle urne non è da sottovalutare. Se il Parlamento non dovesse riuscire a eleggere un nuovo
presidente della Repubblica, si rischierebbe lo scioglimennto anticipato e dunque sarebbe necessario tornare al voto.
In questo caso ci sarebbe “uno scarto finanziario, che sarebbe gestibile fino a febbraio, ma poi a partire da marzo il fabbisogno aumenterà”. E allora Atene potrebbe decidere di avviare le procedure per l’abbandono dell’euro. L’Ue trema, la Commissione sta lavorando perché la Grecia resti “saldamente” nella moneta unica.

L’Italia – La situazione italiana non è molto diversa da quella della vicina Grecia. Il Belpaese continua ad arrancare tra riforme impossibili e malaffare, mentre la crisi non accenna ad allentare la morsa. Visto da Bruxelles Renzi non basta a tenere saldo il timone, Napolitano è sul ciglio della porta con un piede ormai fuori dal Quirinale e se la sempre più odiata Ue non troverà un rimedio l’Italia potrebbe rappresentare una minaccia per l’euro al pari di Atene.

Draghi al Quirinale – Ecco perché la pedina Mario Draghi al Quirinale potrebbe essere la “soluzione” per l’Unione monetaria. L’uomo “giusto”, speso nel modo “giusto”, al momento “giusto”. Soprattutto se spacciato come l’uomo che dalla Bce si oppose allo strapotere tedesco. In Italia sono numerosi gli osservatori che riconoscono come Draghi pensi di aver fatto tutto il possibile come presidente della Banca centrale europea. E da Bruxelles c’è assoluto bisogno che in Italia ci sia un presidente in grado di “rassicurare”. Insomma, in una classifica del genere Draghi si piazzerebbe di sicuro molto in alto. Agli italiani, invece, mancava giusto un presidente banchiere.

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Il mio INCUBO e’ proprio il prossimo presidente.

    Sto per andare nell’Aldila’ e proprio mi devo sorbire il “nuovo” presidente… sul colle..?

    E pensare che starnazzano sempre largo ai giovani, change, riforme e ma i “SENATORI” tipo impero romagno sono sempre gli stessi..!!

    Ho visto una “foto” di rcente: Giorgio con Casini… un komunista kon un demoniokristiano… AMIKONI SOGNO..??

    Ma non era fermo il BAGAGLINO..?

    Ma che ATTORI VERACI DE RASSA sti componenti la BANDA DEI QUATTRO..?

    VIVA LA MENZOGNA, L’OMICIDIO (maschio e femmina) e tutto il peggio del mondo intero… visto che la va al CONTRARIO…???

    Ma che buon natale, cattivo natale si deve augurare… IL MONDO E’ GAY..!!

    Va ben, forse non saro’ capito.

    Salam

  2. Dan says:

    I palazzi della politica italiana sono peggio di un porto di mare.

  3. Dan says:

    E’ incredibile come noi tutti lasciamo il nostro destino in mani a simili ominicchi…

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