Draghi: “Economia ancora debole, ma la ripresa arriverà nel 2013”

di REDAZIONE

Economia ancora debole nel 2013 ma la ripresa, seppur “molto graduale”, arriverà nella seconda metà dell’anno: sceglie la linea della cautela il presidente della Bce Mario Draghi, che oggi al Parlamento europeo lancia un appello ai Governi, affinché “perseverino nelle riforme”. Anche se queste significano, a breve termine, costi per i cittadini. Ma per Draghi è fondamentale che non si ripetano più gli squilibri del passato, e per questo non si può deviare dal percorso di risanamento in atto. Tantopiù che “già se ne vedono i risultati, ad esempio nell’aumento degli export di Paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda”. “La debolezza economica si estenderà ancora nel prossimo anno, con una ripresa molto graduale nella seconda metà dell’anno”, ha detto Draghi, sottolineando come ripresa ci sarà se le riforme andranno avanti. “Le riforme economiche danno frutto anche se, nel breve termine, il costo per i cittadini è considerevole. Ma le riforme sono il giusto corso, sono inevitabili e i governi devono perseverare”, ha spiegato.

E se non fa troppe previsioni per il 2013, Draghi si sofferma sul 2012, un anno “non facile”, l’anno dei “progressi dolorosi”, dove l’eurozona ha preso importanti iniziative per arginare la crisi che hanno portato al fiscal compact, al fondo salva-Stati Esm e al primo passo dell’unione bancaria. Per Draghi proprio quest’ultimo, cioé la supervisione unica delle banche europee, può essere “un punto di svolta nella soluzione delle nostre sfide attuali, e contribuirà a restaurare la fiducia nel settore bancario dell’eurozona”. Perché “aiuterà a rimettere in sesto i prestiti interbancari e i flussi finanziari tra Stati, con effetti tangibili sull’economia reale”.

La Bce, incaricata della supervisione, aspetta ora il via libera definitivo del Parlamento Ue e del Consiglio per avviare le manovre per mettere in piedi il sistema immaginato dalla Ue, e prevede di essere pronta dopo circa un anno, cioé intorno a marzo 2014. E il presidente assicura: ci sarà una “effettiva separazione tra politica monetaria e supervisione finanziaria”, distinzione “essenziale” per Francoforte, convinta che comunque una “supervisione più forte faciliterà l’azione di politica monetaria”. Un modo per rassicurare i tedeschi che hanno fatto resistenza fino all’ultimo, temendo che compiti di supervisione per la Bce avrebbero messo a rischio la sua principale funzione di responsabile della politica monetaria. Ma per Draghi la supervisione unica non è sufficiente: la priorità per il 2013 è mettere il secondo tassello dell’unione bancaria, cioé il meccanismo unico di risoluzione che consentirà il default ordinato di una banca.

Seconda priorità, il rafforzamento dell’unione monetaria: per il presidente, la proposta di “contratti per le riforme” tra Stati e Ue è “un percorso promettente”, soprattutto per quei Paesi messi peggio sul fronte della competitività.

 

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2 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    guardate cosa diceva Cossiga di Mariuolo Draghi nel 2008.
    Una vera profezia. 120 secondi di verità
    guardatelo
    http://www.youtube.com/watch?v=fKaO4BiAwOQ

  2. lumbard says:

    Qualcuno mi sa indicare le riforme fatte in itaglia?
    Se riformare vuol dire inventare nuove tasse, allora la rep.delle banane itagliota è la migliore del mondo

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