Tosi-Zaia, Salvini manda Dozzo osservatore Onu in Veneto

di DISCANTABAUCHIonu

Aveva detto: “Ho già subito troppi torti, il commissariamento sarebbe inaccettabile”. E tac… Liga Veneta commissariata, anzi no, mediata, con un “mediatore”, con un volto già noto nel cambio di mano: Gianpaolo Dozzo, che aveva sostituito Marco Reguzzoni da capogruppo alla Camera. Il Dozzo bis, già barbaro sognante, sarà l’uomo che riporterà l’ortodossia nel movimento per accompagnarlo alle elezioni regionali. Un uomo dai capelli grigi per i momenti grigi. Dozzo “mediatore”, dunque, tra Tosi e Zaia. Un po’ come gli osservatori dell’Onu negli stati a rischio democrazia, negli staterelli instabili.

Prendere o lasciare

E poi, prendere o lasciare: o lasci, caro Tosi, la tua Fondazione, “Ricostruiamo il Paese”, oppure lasci la Lega. Non si può appartenere a due partiti nello stesso momento. Ma come? Non è un po’ tardivo come motivo per giustificare l’aut aut? Comunque sia, così è andata al consiglio federale, l’organismo direttivo della Lega.

Ma la questione non è solo dentro o fuori Tosi. Oggi, incredibile a dirsi, un consiglio federale, della Lega, aveva il mano il futuro del Paese. Perché il bivio era questo: alleati con Berlusconi, con il centrodestra che si conosce, oppure Lega da sola, anche se con nessuna possibilità evidente di tornare al governo per chissà quanti anni?

La mossa di isolare Tosi dove porta? C’era chi pensava, fino all’ultimo: Salvini lo tiene dentro la Lega, perché quando hai un “oppositore”, lo controlli meglio cucinandolo da dentro. Ma c’era anche chi pensava ad uno strappo diverso: Salvini lo caccia. Soluzione finale. Invece?

Invece sia con Tosi che con Berlusconi le cose sono un po’ diverse.

Prima questione, Tosi. Le differenze non si espellono, si battono sul campo. E Salvini pare aver scelto questa opzione ma solo per metà: non ha espulso Tosi, lascia che si espella da solo. Se lo vuole, naturalmente. Ha tempo una settimana.  A lasciarlo subito fuori dalla porta ne avrebbe fatto un martire, ha trovato il modo per beatificarlo senza riconoscerli i miracoli della sua politica di sindaco. Ci pensi, lasci la Fondazione.

Seconda questione, che è la faccia della stessa medaglia, Berlusconi. E adesso? Se Salvini lascia Tosi al centrodestra, nasceranno due centrodestra. Il primo che correrà contro la Lega, con Tosi, se Tosi non lascerà la Fondazione.  Poi ci sarà la destra nazionale della Lega, fatta di nuovo ma anche di vecchio, con i politici parlamentari tra i più antichi di Montecitorio e Palazzo Madama. Il vero prossimo passo, per Salvini, dovrebbe essere svecchiare il movimento che non è più quello di Bossi, Calderoli, Giorgetti e compagnia cantante. Ma è un altro capitolo della storia.

Terza questione, l’apertura a Berlusconi. Salvini, a fine federale, spiega: “Non ho in programma nei prossimi giorni, alcun incontro con Berlusconi e Ncd ma siccome vogliamo costruire un’alternativa a Renzi per quanto riguarda Forza Italia, non c’è nessuna preclusione”. Insomma, porta aperta, non chiusa. Il che vuol dire restare ancora dentro la dialettica del passato, Lega e Forza Italia. Lo strappo dal sistema è ancora rinviato.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment