Dov’è la novità? Documenti rubati per i terroristi, Napoli dalla camorra alla Jihad

di GIOVANNI D’ACQUINOcanzone_napolitana

“Ecco come si fanno i documenti falsi per i terroristi in Italia”, titola il Corriere. La domanda è allora subito questa: perché non si sapeva che in certe zone del paese, Napoli come viene confermato, c’è la vocazione a contraffare? Se lo fanno per la camorra, che ci vuole a farlo per un altro cliente, arabo?

L’inchiesta, infatti, conferma che il mercato del sottobosco lavora anche per la jihad, per tutta Europa. Una fonte racconta al quotidiano che non si tratta di documenti fatti in cantina, tutt’altro: “I documenti sono originali – dice – perché provengono direttamente dai comuni e da altri enti dove corrompiamo dipendenti, vigili o poliziotti. Le carte d’identità per esempio, vengono compilate con falsi nomi e dati ma per il resto sono “originali”. Beh, una verifica, comune per comune, sulla destinazione dei numeri di serie rispetto ai cittadini residenti?

“Nemmeno le nuove carte d’identità con i microchip hanno rappresentato un problema: il metodo è lo stesso e cioè le card arrivano dai comuni e i microchip invece vengono realizzati dai falsari”. E i passaggi avvengono poi tra gli stranieri in loco e i basisti delle organizzazioni terroristiche.

Che vi sia da sempre, da quanto l’uomo è sulla terra, un sistema per spostare le persone attraverso documenti falsi o veri sottratti con dolo, è fisiologico. Meno lo è che il timone dell’operazione passi attraverso mani straniere per arrivare agli islamici. Mica male.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment