Dossier Idos 2018, “L’invasione di migranti non c’è stata”. Il problema è il lavoro

salvinidi ANGELO VALENTINO – La percezione frutto anche della campagna mediatica ormai martellante fa sentire imminente nel paese l’invasione dei migranti. Anzi, più che imminente, presente e crescente. Ma i dati reali dicono altro. A riportare il dossier Idos è il Sole24Ore che in un ampio documentato servizio dà i numeri e le proporzioni non solo italiane ma europee a confronto. Vediamo. Il pezzo di Andrea Carli sgombra il campo dal dubbio.

“La domanda è: in Italia c’è un’invasione di migranti? No, è la risposta che si evince dalla 28esima edizione del Dossier statistico immigrazione 2018 Idos (…). Non è così. Con circa 5 milioni di residenti stranieri (5.144.000 a fine 2017, secondo l’Istat), l’Italia viene dopo la Germania, che ne conta 9,2 milioni, e il Regno Unito, con 6,1 milioni, mentre supera di poco la Francia (4,6 milioni) e la Spagna (4,4). Anche l’incidenza sulla popolazione complessiva, pari all’8,5%, è più bassa di quella di Germania (11,2%), Regno Unito (9,2%) e diversi altri paesi più piccoli dell’Unione, dove i valori superano anche in maniera consistente il 10% (Cipro 16,4%, Austria 15,2%, Belgio 11,9% e Irlanda 11,8%).

La provenienza da 200 diversi paesi del mondo dice che in Italia per la metà (2,6 milioni) si tratta di cittadini comunque europei (di cui 1,6 milioni, pari al 30%, comunitari), mentre un quinto (1 milione) viene dall’Africa e una quota solo di poco inferiore dall’Asia. Poi ci sono 370.000 americani.(7,2%), latino-americani (6,9%) ma si conferma come la comunità più numerosa quella romena, con 1.190.000 presenze, il 23,1% di tutti i residenti stranieri. Solo dopo arrivano gli albanesi (440mila e 8,6%), i marocchini (417mila e 8,1%), i cinesi (291mila e 5,7%) e gli ucraini (237mila e 4,6%).

Ma ecco il dato che sovverte le percezioni e gli umori della politica della destra italiana: per quanto riguarda gli stranieri, “al netto dei movimenti interni il loro numero è pressoché stabile intorno ai 5 milioni dal 2013; e la loro incidenza, nell’ordine dell’8% sempre dal 2013, aumenta di pochissimi decimali l’anno, soprattutto a causa della diminuzione della popolazione italiana, sempre più anziana (gli ultra65enni sono 1 ogni 4, mentre tra gli stranieri 1 ogni 25), meno feconda (1,27 figli per donna fertile, contro 1,97 tra le straniere) e tornata a emigrare verso l’estero (quasi 115.000 espatriati ufficiali nel corso del 2017: un dato – rileva il dossier – sottodimensionato se si considera che molti, nel trasferirsi all’estero, trascurano di effettuare la cancellazione anagrafica, non essendo obbligatoria. Aggiungendo ai residenti stranieri la quota di immigrati che, alla data della rilevazione, non erano ancora iscritti nelle anagrafi, Idos stima in 5.333.000 il numero effettivo di cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia, 26.000 in meno rispetto alla stima del 2016″.

Ma ecco le altre cifre chiave. “I soggiornanti non comunitari, in particolare, sono – secondo il ministero dell’Interno e l’Istat – 3 milioni e 700mila, un numero sostanzialmente invariato da 3 anni, anche per la consistente diminuzione delle persone sbarcate: 119.000 (-62.000 rispetto al 2016). Un calo divenuto ancor più drastico nel 2018, al punto che – continua il Dossier – il boom di profughi che, attraversando il deserto e il Mediterraneo centrale, sono approdati sulle coste italiane può considerarsi esaurito proprio nel 2017, dopo quattro anni in cui ne sono giunti, nel complesso, circa 625.000. Infatti, secondo i dati Unhcr e Oim, mentre ancora nel 2017 l’Italia ha convogliato il 69% degli oltre 172.000 migranti forzati arrivati in Europa via mare, nei primi 9 mesi del 2018 il numero di persone sbarcate in Spagna (oltre 34.000) e in Grecia (più di 22.000) ha superato quello dell’Italia: poco più di 21.000, un dato “crollato” di circa il 90%rispetto allo stesso periodo del 2017″.

Insomma, la campagna elettorale che spinge sul sentimento dell’intolleranza, e che continua nel far credere ai cittadini che il problema numero uno sia l’immigrazione inizia a perdere colpi. Il problema è il lavoro, sono le tasse, e una classe politica inadeguata e pasticciona. Il governo più del popolo, direi della paura per generare consenso.

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One Comment

  1. Walter Zanier says:

    Io penso che a perdere colpi siano i numeri e chi li evidenzia in una certa maniera e questo non perchè i numeri non siano reali, ma per il semplice motivo che anche i numeri vanno analizzati nel contesto sociale dove incidono.
    Mi spiego: se in Germania 9 milioni di immigrati sono un problema controllabile, in Italia anche 1 milione di immigrati diventano un problema incontrollabile e questo per il semplice fatto che lo stato italiano non ha e non è in grado di controllare il suo territorio e quindi il problema diventa insormontabile.
    Non contestualizzare i numeri e fare paragoni non consoni è un problema di faziosità. 100 mila euro a un poveretto cambiano la vita, 100 mila euro a un miliardario non cambia niente.

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