Dopo Schulz, Ciampi e l’Euro, il premio Carlo Magno a Bergoglio. Il Papa tra i campioni del totalitarismo europeo?

Papa-Francesco-foto-recente-620x264di STEFANIA PIAZZO – Prima era toccato al padre dell’euro, Ciampi, poi persino alla stessa moneta unica, infine al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy… E lo scorso anno a Martin Schulz, presidente dell’europarlamento. Prima ancora, il governatore della Bce, Trichet, che ricorderemo per aver alzato i tassi di interesse per salvare le banche e rovinare i nostri mutui ogni 15 giorni. Il 2016 il premio Carlo Magno, il padre dell’Europa unita sotto l’insegna della cristianità, della difesa delle identità e delle frontiere, è andato al papa che vuole  un’Europa “madre accogliente, dove migrare non sia un delitto”. Cambiano, i tempi.

“I progetti dei Padri fondatori, araldi della pace e profeti dell’avvenire – ha detto il Pontefice – non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri”. Serve però “‘aggiornare’ l’idea di Europa”. “Un’Europa – ha aggiunto – capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare”.

Ma forse l’idea che aveva Carlo Magno dell’Europa era un momento diversa. Herman Van Rompuy era stato premiato per la sua “capacità di cercare una soluzione condivisa” nelle situazioni di conflitto. Di quale unità si potesse parlare era già allora difficile dirlo. Il papa invoca da parte sua un umanesimo europeo, ma l’umanesimo, in Europa, era quello della cultura, dei piccoli stati, che battevano le loro rispettive monete, che difendevano con i ponti levatoi le loro città.

L’Europa non è più quella dell’unità carolingia, della libertà di culto introdotta da Costantino, ma è il suolo del politicamente corretto e del fiscalmente rintracciabile. E’ l’Europa delle banche che abbatte, elimina la moneta in cambio della tracciatura dei bancomat e delle carte di credito. E’ l’Europa che su 40mila migranti profughi non se ne prende neanche uno. La Germania, è notizia di questi giorni, ne ha presi appena 20.

Carlo Magno ha lasciato il segno di una civiltà, quella europea. A breve, che ne resterà con la politica dei premiati in suo nome?

L’Europa degli Schulz, dei Ciampi, dell’euro, premia Bergoglio.  Un motivo, ci sarà.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Chissa’ cosa direbbe Marco Da Aviano…
    Sara’ bene donare ai collaborazionisti degli INVASORI il DVD col Film di Renzo Martinelli dal titolo -11 Settembre 1683-.
    Dubito pero’ che serva a qualcosa perche’ nemmeno i fatti fanno si che cambino idea sul farsi massacrare.
    Ripeto, invitiamo i collaborazionisti di ogni ordine e grado a guardare, per trarne insegnamento, il film appunto -11 Settembre 1683-.
    Se non bastera’ il nostro destino e’ gia’ segnato e non ci rimane che la PREGHIERA..!
    Amen

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