Dopo referendum. Regionalismo o federalismo?

di STEFANIA PIAZZOitalia-storica

Expo. Mose. Rifiuti. Alluvioni. Rimborsi. Indennità. Pensioni. Sanità. Fate il nome di una regione virtuosa. Che non sia finita in Procura per mangerie, raccomandazioni, favori, sprechi, rimborsi gonfiati o peculato. Che sui rifiuti faccia da sè, senza l’aiuto della camorra locale. Che sulla sanità non abbia mangiato. Trovata una? Mezza? Per 40 anni, poi, nessuno le ha messe in discussione, ben sapendo che nel Mezzogiorno accadeva di tutto e di più. Poi, hanno mirato più su e al Nord hanno trovato diverse gradazioni di furbescherie. Come a dire: così fan tutte.

 

Le Regioni dovevano aiutarci a sfuggire dalla tirannia fiscale, a rivendicare l’autonomia.

Invece, si è diventati prigionieri prima di uno Stato inefficiente e poi delle sue Regioni inconcludenti, moltiplicatori di spesa. Nessuno si è accorto che le Province non ci sono più. Chi potrebbe accorgersi che anche le Regioni potrebbero essere sostituite da semplici uffici decentrati di spesa, svuotate di competenze e poteri?

La storia dice che gli Stati nazionali sono falliti e che avanzano le piccole patrie. Vero, ma per ora senza una classe politica all’altezza, il mostro che avanza è quello del neocentralismo, con venature dichiarate di nazionalismo.

“Padroni a casa nostra” sono ancora i partiti. La questione meridionale o settentrionale è la questione di come sistemarsi meglio al Sud o al Nord. Tutto lì.

Vale la pena ricordare  la già citata (su questo giornale) profezia di Giuliano Amato quando riportò, nel 1990, ad appena 20 anni dal disegno costituzionale delle Regioni, i mali che affioravano. Figuriamoci a 40 anni e più che cosa è uscito dal pozzo…

“Le Regioni che abbiamo costruito non sono né quelle che volevamo né quelle che potevano servire all’Italia. Sono dei corpi asfittici… Si è realizzato il peggiore dei mondi possibili”. Si leggeva già allora dell’”interesse nazionale che penetra ovunque” o dell’inesistente “indirizzo e coordinamento che ha sostituito le circolari dei prefetti, i poteri sostitutivi senza confini. E il corpo delle Regioni vi apparirà ridotto a piccoli brandelli”.

Del processo di devolution-revolution neppure una pallida ombra. Seppellito da destra e da sinistra ma soprattutto smorzato dalle contraddizioni della politica fatta al Nord.

 

Oggi, nel nostro Nord, che trasversalità esistono per mettere insieme forze federaliste? In Lombardia con Fratelli d’Italia? In Piemonte col Pdl? In Veneto col Pdl? O, in futuro, con Renzi? O con nuove alleanze attraverso i cartelli delle listone civiche modello Csu, dove convogliare dalla destra più radicale al centro postdemocristiano le istanze autonomiste? O la Lega nazionale?

Qualcuno aveva detto che avrebbe voluto importare il modello bavarese, stile Csu. Ad oggi gli alleati sono la destra estrema, ed è ancora un po’ poco per pensare che da qui  ad una temperata autonomia, ci si arrivi presto.

Gli stati non sono eterni, anche se si autocelebrano ogni anno con le parate, fregandosene dei morti dei terremoti, preferendo lo sfilare allo spalare. Lezione che hanno imparato bene anche le Regioni, soprattutto il far spalare ai cittadini vuoi i rifiuti vuoi il fango, vuoi l’acqua alta, vuoi le macerie.  O no?

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3 Comments

  1. FIL DE FER says:

    Senza nulla togliere alle verità che Stefania Piazzo ha elencato bisogna anche dire che l’unica via di salvezza, parlo per il Veneto, è l’indipendenza. Ma, ci potrebbe stare anche un federalismo puro che tenga insieme tutte le regioni tipo Germania R.F. o Svizzera….
    L’unico vero problema è la classe dirigente.
    Servirebbe una classe dirigente ed un leader per regione che siano persone oneste, competenti ed abbiano il senso del servizio alla comunità. Non vorrei sembrare pessimista, lo sono…., ma gente del genere è rara e soprattutto se ne sta rintanata perché capisce che i tempi non sono ancora maturi per uscire allo scoperto.
    Tutti ormai capiscono che l’italia è alla frutta ma soprattutto che gli italiani, tutti, compresi quelli che fanno politica da poco o da tanto tempo sono compromessi sino al midollo. La maggioranza arraffa, fa la furba, ruba, corrompe, si mette con la mafia o i poteri finanziari e via dicendo…..come uscire da questo groviglio di immoralità ??
    Semplificando al massimo perché coloro che vogliono mettersi in politica o fare gli amministratori pubblici non vengono sottoposti ad un rigido protocollo che chiarisca che personalità abbiano e soprattutto se il loro curriculum è all’altezza del compito e soprattutto controllati i loro averi all’entrata in politica e alla loro uscita, seriamente ?!
    I Grillini, ma si potrebbe benissimo parlare anche di molti altri politici regionali e centrali circa la loro incompetenza, , sono persone arrivate via internet…..senza che abbiano avuto esperienze significative in campo privato o pubblico di amministratori capaci e senza macchia. Pur sbagliando comunicazione, Berlusconi ne parla, perché non si denigra mai l’avversario o la concorrenza, alla fine ha ragione da vendere.
    Qui in italia i mafiosi, i delinquenti, i farabutti etc.. possono entrare in politica solo perché sono capaci di parlare o di vendersi bene ai Capò dei partiti. Forse meglio chiamarli padroni dei partiti o lacchè dei poteri finanziari e bancari ed europei o imprenditori di sé stessi.
    Dunque senza questa possibilità di poter far passare persone oneste e competenti la politica sarà sempre in mano a gente che cura più i loro interessi che quelli dei cittadini o del paese.
    A cosa serve dare 80 euro alle famiglie……meglio abbassargli le tasse o no ?
    A cosa serve ad ogni tornata elettorale comprarsi i voti con mance irrisorie che non risolvono un bel niente sul fronte della ripresa del mercato domestico ?
    Lo vediamo che questa classe politica arranca ma non molla. Anche i referendum per l’autonomia…(.meglio tardi che mai ) di Veneto e Lombardia non era meglio farli anni or sono ? Cosa è cambiato affinché Zaia e Maroni si decidessero a fare qualcosa di veramente concreto tirando fuori le palle ??
    Da qualsiasi parte la si giri, anche ringraziando coloro che finalmente hanno avuto il ” coraggio” di fare un passo in avanti e non più all’idietro, si deve constatare che il sistema italia è rotto, fracassato.
    Aggiustare costa più che farne uno nuovo. Quindi perché non rivoluzionare la costituzione e mettere finalmente fine a questo sistema ormai avviato alla sua morte naturale ??
    Ma il cane si morde la coda. Con questi politici al cui interno si trovano molti, moltissimi farabutti come possiamo pensare di cambiare e mettere al servizio del paese che per me è il VENETO , gente onesta e competente e con il senso del dovere civico e altruistico ?
    Come si vede i tempi non sono ancora maturi. Lasciamo che coloro che non trovano da sbarcare il lunario si mettano in politica, anche se mediocri e magari incompetenti pur facendo confusione ed errori alla fine magari qualcosa di buono ne potrebbe uscire qualcosa. L’importante sarebbe che quelli che si sono adesso andassero tutti a casa. E’ una speranza.
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Si Stefania, siamo al tempo di Sodoma e Gomorra.
    Dio a Lot disse che se ne trovava 10 (vado a memoria e posso sbagliare sul numero) di giusti sarebbero state salvate. E’ o non e’ segnata la nostra sorte..?

    Poi noi non riusciamo a far a meno di voltarci indietro: siamo sempre li’ a commemorare e mai a pensare di andare avanti e lasciare li’ le rovine delle due citta’.
    QUANTO MARTELLANTE E’ LA TV italiana..?

    E dunque, su, dai, guardiamo avanti verso la nostra terra promessa. Tutti ce l’hanno perche’ noi no..?

    Siamo arrivati al punto che da tanta “DEMOKRAZIA” che abbiamo, andare a votare e’ come andare a masturbarsi. Si. Nella -gabina- elettorale noi godiamo…
    Una volta usciti, dalla postazione intima, la realta’, solitamente nefasta, ci scuote violentemente tanto da impaurirci.
    E si torna a come si era prima: e’ come se ci si voltasse indietro ed allora scatta il CASTIGO DI DIO, li’ tutti IMPIETRITI… dalle tasse e dagli scandali quotidiani.
    Ma arrivano sempre i nostri e cosi’ ecco che gli eventi ti portano notizie che fanno discutere e pensare. ORIENTANO LA GENTE e perche’ no a farla sorridere..?
    Qualcuno prova anche prima del voto e in parte ci riesce: ormai uno su 5 crede, e ci casca, a loro e cosi’ per noi rimane il Calvario e per loro la soddisfazione di aver vinto.
    Davvero simpatico il mondo della demokrazia. Meglio. Dittatura demokratika.

    Pero’ io non vedo l’italia ma SPARTA e li’ vivevano gli ILOTI. Come qua da noi. Grande cultura arriva da quelle parti.
    Penso che non ci si fermera’ facilmente, il processo RIVOLUZIONARIO IN ATTO continuera’ per diversi anni. Beh, diciamo che siamo agli albori, quindi..?
    Preghiamo e speriamo…

  3. michelelfer says:

    Certo che il Pdl o i vari movimenti di destra più o meno eatremista non fanno tanto piacere….. ma le sinistre europee internazionaliste non potranno mai sposare un disegno politico identitario .

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