Dopo Putin, io vorrei che tu Lapo ed io… andassimo con la Le Pen in Catalogna

di CRISTINA MALAGUTIsalvini le pen

Tutti in festa per la Catalogna. Adesso tocca al Veneto e alla Lombardia votare su…. Già, su cosa? In Veneto, consultazione sull’indipendenza, anche se il governo come ha fatto Madrid, ha detto che non si può fare. E in Lombardia, invece, si attende di potersi esprimere su una regione a statuto speciale. Autonomia al massimo regime, insomma.

Delegazioni di tutti i tipi hanno raggiunto in questi giorni Barcellona, tutti per solidarizzare con i fratelli catalani. Ma se oggi si presentasse Salvini, che accadrebbe? Farebbe la stessa fine del suo predecessore alla segreteria, Roberto Maroni, accolto con imbarazzo e silenzio stampa  dalla Generalitat (nessuna conferenza stampa, né foto né riprese), quando visitò le autorità indipendentiste?

Catalani imbarazzati con la Lega

La freddezza parlava da sè, e la Lega non aveva ancora sancito un patto di ferro con lady Le Pen. Leggiamo l’Ansa:

(ANSA) – MADRID, 16 GEN – ‘Una visita scomoda’: cosi’ titola oggi il quotidiano catalano La Vanguardia in un’analisi del direttore aggiunto, Eric Juliana, fra i maggiori conoscitori della realta’ italiana, della visita odierna a Barcellona del presidente della Lombardia e numero due della Lega Nord, Roberto Maroni. Invitato dalla Camera di Commercio italiana di Barcellona, Maroni presenta l’Expo di Milano in un incontro convocato al Museo Nazionale d’Arte della Catalogna (Mnac). “La Lega Nord ha un grandissimo interesse a identificarsi con la Catalogna – scrive Juliana – e le autorita’ catalane hanno pochissima voglia di apparire accanto a un movimento politico che chiama ‘orangotango’, la ministra di integrazione della Repubblica italiana, Cecyle Kyenge, nata in Congo”.

Noi siamo diversi da loro

L’articolo prosegue con l’elenco delle profonde differenze fra i due movimenti a favore della sovranita’. “Il catalanismo, con tutte le sue ramificazioni, complessita’ e gineprai, e’ una corrente politica e culturale con oltre cento anni di storia, europeista, democratizzatrice e tollerante”, rileva Juliana. “La Lega Nord ancora non ha compiuto 25 anni e ha dovuto inventarsi un passato medievale, dato che l’unificazione d’Italia nel 1861 fu volonta’ e impero delle regioni industriali del nord. La Lega, poi, oscilla continuamente fra la protesta fiscale, la xenofobia e l’attacco frontale all’Europa di Bruxelles”, aggiunge. Nel definire Maroni “il volto istituzionale della Lega Nord”, l’articolista passa in rivista la storia recente del partito di Bossi, gli attacchi alla ‘Roma ladrona’, “l’accordo strategico con Berlusconi chiave per l’egemonia del centrodestra nel nord d’Italia”, l’inchiesta giudiziaria che “due anni fa ha rivelato oscuri maneggi nelle finanze della Lega”. Per rilevare che il partito “si trova in ore basse e ha bisogno di nuovi riferimenti”. Per cui “mentre Salvini lavora alla connessione con il Fronte Nazionale francese, Maroni cerca il marchio catalano”. E ricorda come negli anni Novanta Jordi Pujol, lo storico leader di Convergencia i Union e “buon conoscitore della storia d’Italia”, rifiuto’ di ricevere Bossi, “cosa di cui e’ andato sempre orgoglioso”. (ANSA).

A nozze con nuovi amici

E dire che allora non era stato stretto neppure un accordo elettorale a Roma con Casa Pound. E che nessuno aveva immaginato che chi rimpiange lo stato centralista e nazionalista sarebbe stato il miglior alleato per far eleggere un proprio europarlamentare. O che Fratelli d’Italia avrebbe provato a giocarsi il ticket: Giorgia a Roma, Matteo a Milano per diventare sindaci. Mentre i fratelli catalani si sforzano di sfidare le loro corti costituzionali, le milizie pronte con 7 mila agenti, se fosse stato necessario, a bloccare la consultazione, mentre i partiti della destra catalana chiedono di incriminare Mas per alto tradimento della patria, i lombardi vanno a nozze con quelli che aderiranno alla Lega dei popoli. Quali popoli?

Un due tre prova

La prova del nove: basterebbe fare un altro viaggio, non solo da Putin,  con chi non sa una parola di russo, ma da Mas, Salvini con Marine Le Pen. Per dire che quella monarchia spagnola è così brutta e arrogante e che è meglio la repubblica della legalità, dell’uguaglianza e della fraternità dello stato nazionale. Che ci vuole?

 

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