Dopo Lega, quante generazioni per ricostruire il Nord?

di STEFANIA PIAZZO

In tanti ci si interroga su un perché. Ci sono cose che immaginiamo, che sappiamo e altre che mai sapremo sul perché del destino della Lega. Il Pd, nonostante Lusi, Montepaschi, Bersani, Rosi Bindi, le coop rosse, l’Unipol, resiste ed esiste. Il Pdl, nonostante Berlusconi, i processi, i pali per ballare, resiste ed esiste. Grillo, nonostante tutto, alle comunali non è sparito. Ma la Lega? Un tempo anche i non padani convinti, dicevano: piuttosto voto Lega. Oggi preferiscono votare Pd, Pdl o altro. Cioè hanno votato il “non Nord”.

Alla Lega l’elettorato non ha perdonato nulla. Né perdona il vuoto carismatico di un partito che aveva tenuto in gioco il sistema per 20 anni. Le responsabilità non stanno né tutte di qua né tutte di là. E nemmeno equamente vanno spartite. Ma la crisi della politica e della rappresentanza che investe il Nord è per questo di portata più ampia rispetto al resto del Paese. E va oltre i problemi della Lega, va oltre   un partito che non ha più potere contrattuale, che non può più dire “al Nord si vince con la Lega”.

Insomma, sbagliamo se siamo ancora lì a interrogarci su Belsito, la Lega, la Tanzania, Finmeccanica. Ma basta! Tanto, quel partito che ricordiamo non c’è più. Se anche per fantapolitica il suo ex leader volesse tornarne segretario, erediterebbe quel che resta. Dal 2.0 all’8.0 di Treviso. Il resto si sa. Giù uno, giù tutti, come birilli? Sarebbe l’ultimo atto. Mentre le ultime accuse dell’ex tesoriere che disegna un quadro compromissorio di “complicità” saranno giudicate dai tribunali, la storia sembra aver giù imboccato il rito abbreviato delle urne. Inevitabile. Forse perché è da qui, dal Nord, che si anticipano i tempi, i tempi della disgregazione della politica. Forse Pd e Pdl non spariscono, semplicemente perché sono uguali. E né l’uno né l’altro fanno la differenza. Sicché galleggiano. Mutano, transgender della politica.

Ma è il venir meno dell’unica forza che è stata realmente espressione di una ribellione, di un sistema competitivo per natura, di un mondo che va dai 35enni ai 55enni, ovvero chi è in età produttiva esplosiva, a creare il vero vuoto oggi della politica. Non esiste più un ago della bilancia. E’ la Lega che ha bisogno delle alleanze per non morire. O si trasforma in Liste Tosi, nella proiezione del soggetto erede, senza dimenticare però che la Csu bavarese non è un contenitore di partiti, ma un “luogo” politico tra simili identità culturali e territoriali. Oppure diventa un accessorio.

Ecco perché sbaglia chi spera in un ritorno di Bossi o dei “bossiani”. E’ storia, non torna. Il Nord deve costruire altro, la politica si costruisce con chi ha visione politica, non in virtù di una nostalgia. Ma sbaglia e ha commesso un errore fatale chi ha pensato che demolendo le statue, i simboli, i nomi, si vincesse ancora. Non si demoliscono le identità, non si commette l’errore di rimuovere col fondatore anche i valori fondanti. L’aver trasformato una successione in guerra di religione ha portato, diaspore ed espulsioni comprese, all’accelerazione di un processo che venne avviato da dentro e da fuori, per distruggere o per cambiare. Col risultato algebrico di questa “alleanza” di azzerare politicamente un mondo.

L’ultima opportunità, il palco di Pontida, lo stesso ex leader lo usò non per dare la carica ai suoi ma per raffreddare e tenere fermo il prato. Avrà avuto le sue ragioni “politico-contrattuali”. Era il 7 aprile. Il 10 aprile venivano decretate le espulsioni di massa. Neanche farlo apposta, la data in cui salpò il Titanic da Southampton. Una rotta davvero fortunata, partita anche un anno prima, il 10 aprile 2012, da Bergamo. Le coincidenze, anche se si ribadiscono, non sbiadiscono mai, l’iceberg è lì che aspetta.

Chi voleva dunque innocuizzare l’unica anomalia del sistema, c’è riuscito. Un pezzo alla volta, è venuto giù tutto. Era così difficile capirlo, fin da subito? E non è difficile da capire che la famiglia, a fine mese, non si chiede dove appendere la cartina della macroregione o la firma di una convenzione, bensì punta a due domande basilari. A quando: 1)il lavoro; 2) la giustizia sociale? Le parole sono come pietre e la gente non dimentica. Il Corriere della Sera, 24 aprile 1995, Elio Girompini, pagina 3: Maroni: Ah, se fossimo rimasti con Silvio… Adesso avremmo tre presidenti leghisti e con me al Viminale il federalismo sarebbe cosa fatta.

Ma ancora: Il Corriere della Sera, 6 febbraio 1995, pagina 5- “Umberto Bossi a l’Espresso racconta: “Per quanto mi riguarda, mi farei volentieri da parte se sapessi di lasciare il comando a gente fidata. No, non voglio che la Lega diventi un cagnolino nelle mani della canaglia berlusconiana”. (…)
Allora, quando si tornerà alle urne,(chiede il Corriere a Maroni, ndr) ci saranno due leghe, una di destra, e una di sinistra? “Oramai credo proprio di sì (…). Se diamo vita a una nuova Lega, ancorata al Polo, nel giro di pochi mesi dovremmo riconquistare gli elettori perduti, anche perché il 90 per cento era di centro destra, e solo il 10 per cento di sinistra”. (…) “Se noi gli diamo queste due condizioni, stare nel Polo della libertà, senza Bossi, tutti quelli che se ne sono andati dovrebbero tornare a votare Lega. (…)”. Ed era il 1995. Altri tempi, stessa storia.

Dopo 18 anni, un paio di ere geologiche dopo, leggiamo sulle agenzie che un altro ex ministro della Lega avrebbe affermato che Letta sfrutta il “fattore C”. Il fattore “fortuna”,  sperando di strappare un sorriso al Paese e al Nord, che ancora aspetta di aver fortuna puntando sugli uomini giusti. Rileggiamo l’agenzia e pensiamo sia roba per chi vive fuori dal tempo e dallo spazio. Il “fattore C” è quello semmai di cui ha beneficiato la politica tutta e qualcuno in particolare, senza esclusione di colori. Galleggiando per un trentennio e sfruttandone poi l’inerzia. Insomma, chiedersi: “Hanno voluto e vogliono distruggere la Lega?” è la domanda sbagliata. E’ come chiedere al lupo: ma tu vuoi mangiare cappuccetto rosso? Certo, è la missione del lupo,cosa ci si aspettava?

Resta ed è la disgregazione politica del Nord il cuore del problema, è da qui che è partito il focolaio di una più ampia faglia. L’anticipazione, forse, di una più diffusa “guerra civile molecolare”, un tutto contro tutti, che profeticamente anticipò nei primi anni Novanta Enzesberger. La democrazia è apparente, è finita da un pezzo. Lo Stato non è più l’elemento superiore che regola i conflitti, lo Stato è uno degli elementi in lotta e decreta vita e morte dei suoi prigionieri. Decine, centinaia di piccole guerre, con convinzioni sbriciolate e autodistruttive, sono in corso. Eliminato l’antidoto popolare dell’identità e di chi prometteva di difenderlo, spacciando promesse e incassando altro, per ambizione e fini diversi, il varco si è aperto. Non è dato sapere quante generazioni serviranno per richiuderlo. In nome di una indipendenza, soprattutto dal passato.

 

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41 Comments

  1. xyzxyz44 says:

    Interessante articolo.
    In sintesi vorrei aggiungere e riassumere con tre o quatteo punti la crisi di identità nordista (scegliete voi l’ordine di importanza):

    • la lega è venuta meno alle sue prerogative per i motivi che tutti sappiamo, non ultimo la cialtronaggine. senza dimenticare l’operato di certa magistratura meridionale che più mediaticamente che penalmente ha inferto a più riprese fendenti mortali alla lega (non che questa non ne abbia mai dato motivo e prestato il fianco)

    • al nord, in quell’ipotetica area cisalpina , si è perso molto di quello spirito di appartenenza reciproca. Si è persa in gran parte l’idea e l’esigenza di un nord ideale

    •l’incapacità dei movimenti indipendentisti di dialogare tra loro e creare classe dirigente nordista, con un leader comune capace di arrivare alla testa e al cuore della gente (alla pancia basta, abbiamo già dato).

  2. firmato winston diaz says:

    Ragione banale ma inconfessabile: la scoperta che il mondo e’ rotondo, cioe’ di essere anche sud.

  3. INDIEAHN says:

    tanto tempo fa Bossi disse che sarebbero serviti 500 persone disposte a perdere tutto per raggiungere l’indipendenza! Dato che sono tutti indipendentisti a parole e basta si è continuato a “fare” all’italiana, daltronde saranno almeno 50 anni che si mangia pizza più che ha napoli……altro che identità culturale tutto quello che è arrivato da fuori è stato accettato col cappello in mano e non solo la pizza…..!!

    • luigi bandiera says:

      Ottimo pensiero.

      Infatti abbiamo proprio accettato l’INVASIONE..!!

      Quindi e’ COLPA NOSTRA E NON DEGLI INVASORI..!

      Io so che mia sorella, morta in Canada purtroppo, dovette presentarsi in caserma dei carabinieri perche’, secondo la moglie di uno di loro, le avrebbe fischiato dietro, si dice, per KOJONARLA. La signora passava davanti casa nostra e noi ragazzi si era li’ per chiaccherare e giocare.

      Ad ogni modo partì il merlo a fischiare (cantare)… era una estate nel mese di giugno circa.
      Insomma non fu mia sorella che non lo sapeva fare ma fu il mio MERLO che aveva imparato a fischiare o cantare come noi ragazzi.
      Anni primi 50.
      Fini’ alle comike…

      Allora mia padre disse al brigadiere: mettiamo in galera il MELLO..?? (merlo).

      Tanto per dire come si parti’ per fare gli ITALIOTI DEL KAX a tre kolori.

      La signora moglie dell’appuntato (credo si chiamasse Catena) quando passeggiava non voleva sentire nemmeno CANTARE UN MELLO..!!

      Storia vera..!

      Bacio le mani e li piedi a duddis…

  4. arcadico says:

    Ottimo articolo quasi tutto condivisibile!

    Su cosa non concordo? Sul vuoto politico! Molto meglio avere a che fare con un vuoto di rappresentanza politica che dover votare turandosi il naso o peggio ancora dover dare il voto ad un finto-movimento!!!

    La fine della Lega non sono stati i Belsito o l’affare Tanzania ma il cortocircuitare con la società civile per real politic e peggio ancora per questioni di conto corrente personali!!!

    Scusate tanto ma da quando la Lega non si pone più in una posizione di cristallina purezza? Di più! Quando mai l’avrebbe fatto? E’ su questa mancanza di pulizia morale ed etica che ci si è suicidati politicamente!!!

    Ora, per almeno poter pensare di riuscire ad avere un minimo di fiducia (credibilità) presso l’elettore del nord andrebbero ‘mollate’ tutte le cadreghe, quelle che riempiono i conti correnti personali non certo dei poveri consiglieri comunali dei vari paesini quelli che ci mettono ancora la faccia nonostante tutto!!!

    Qui Ti Voglio!!!

    Oltre al dare di nuovo voce alla base invece che trattarla come pura manovalanza mili-tonta ed epurarla all’infinito!!!

    Basta con i danni territoriali fatti dai vari … mangia-con-la-politica!
    Quelli si che sono incommensurabili!
    Qui nel lecchese ne abbiamo visti e vissuti di tutti i tipi e di tutti i colori e …non contenti continuano a perpetrarne!!!

    Nel tempo Mandello, Lecco, Missaglia, Calolziocorte e fra poco Oggiono e Merate (l’an che vè)! Poi … il vuoto!!

  5. Alessandro says:

    Ma accidenti, la Padania, Longobardia, il Lomabrdo Veneto, il Nord o come caspita si voglia chiamare questa patria (inteso non come stato-nazione al quale si debba essere devoti per nascita ma come più moderno luogo degli affetti), sarà mica un isola nell’oggi? E allora, consapevoli del fatto che i luoghi degli affetti, uno, tanti, sono un tratto incancellabile nel sapiens-sapiens, consapevoli del fatto che il nostro è stato generato lungo il corso della storia europea, consapevoli del fatto che è sempre infinitamente divisibile ma evidentemente sintetizzabile nella Padania, per quale motivo sottrarci alla sfida del XXI? La fine della Lega, o di quella Lega, è anche l’inizio di un nuovo corso (che penso sia stato sempre presente nella mente di Bossi, pur ricca di difetti come quella di ciascuno di noi quando si fa politico). Un nuovo soggetto politico per fondare un nuovo stato padano o veneto o lombardo nell’epoca della fine degli stati-nazione? Ma per favore. La crisi della Lega Nord è, come la crisi di tutti gli altri partiti politici, una manifestazione della crisi dello stato-nazione, dell’idea di stato sovrano. L’indipendentismo, nel XXI, sarà lotta contro il globale, contro l’omologazione culturale, contro la cultura legittima, per i popoli antitesi della massa. non è questione di percentuali e di seggi in parlamento, non solo. Un movimento indipendentista non ostacola la Lega e tutte le Leghe di questo mondo, se gli obiettivi sono identici, se il nemico è comune. E pensare che con la crisi della Lega anche l’indipendentismo va in crisi è un errore.

  6. Amedeo says:

    Il lupo che si è mangiato la lega, è stato il nano che si è comprato i suoi uomini. La lega secessionista, il cui obiettivo era l’indipendenza del nord, non è stata più credibile da, quando si è messa insieme ai fascisti che sono statalisti. La lega, al nord piaceva più del nano e non doveva allearsi con quello e i fascisti. Simbolico è stato il lancio della statua del duomo e tanta gente, al nord, l’avrebbe fatto. Non si può essere un partito separatista e mettersi insieme con un fascista. Uno che possiede banche, giornali e televisioni, appartiene a quei soggetti che hanno interesse a sfruttare la gente e a tenerla nell’ignoranza ed è contro l’autodeterminazione dei popoli e la loro libertà, anche se vuole fare credere il contrario, è un soggetto che è contro il suo popolo e la gente ora odia la lega, perché si è sentita tradita e ingannata. Quello è un baro che ha creato dei posti di lavoro mandando la gente a combattere in tempi di pace e per fortuna che l’Italia ripudia la guerra!

    La gente gli ha dato fiducia, perché è stato un grande imprenditore, ma non si può dire, che sia stato un grande statista, ha governato servendosi di corruzione e prostituzione; i governi del nano e quelli dei comunisti, hanno contribuito a diffondere la disoccupazione e ad incrementare il debito pubblico, perché nessuno ha mai affrontato il problema della spesa pubblica e dell’occupazione.
    Si sono preoccupati soltanto di preservare i privilegi delle caste, facendo fallire le imprese e la gente, ma il più grave problema dell’Italia, è la spesa pubblica. Vi siete mai chiesti, perché chiudono solo le fabbriche e perdono il lavoro i lavoratori privati, mentre non è mai stato licenziato un dipendente statale? I fascisti e i comunisti, sono entrambi statalisti, e per venti anni, siamo stati governati da soggetti che sono stati i responsabili dei più gravi crimini contro l’umanità e anche la lega ne è stata complice ed ha le sue responsabilità.

    Il nano, più che uomo del nord, assomiglia ad un boss terrone, è furbo e malvagio, si è messo in politica per fare altri soldi e affari. La lega l’ha seguito e si è rovinata. Invece di rubare i soldi del partito, la lega doveva mettere in atto uno sciopero fiscale per salvare le imprese e la popolazione e doveva portare avanti il referendum per l’indipendenza del nord e l’autodeterminazione dei popoli, che è approvata anche dal diritto internazionale, prevalente sul diritto nazionale. Il nord, deve smettere di finanziare la burocrazia romana e i loro privilegi. Per chi ha il lavoro, la crisi non c’è,
    ma esiste gente che mantiene il suo lavoro, perché lo fa perdere agli altri, in Italia, la guerra non è mai finita e ci sono ancora tante vittime.

    Gli impiegati statali, i burocrati romani, sono contro l’autodeterminazione dei popoli, perché il nord garantisce il pagamento di pensioni e stipendi milionari di fannulloni vari e incapaci che mandano in fallimento lo stato. Vale la pena di rischiare. A non fare nulla, alla fine vi manderanno tutti sul lastrico. Un’arma potente, sarebbe lo sciopero fiscale, e se non basta, in Padania, ci sono tante fabbriche di armi… Servono soltanto idee chiare e determinazione, la lega, all’inizio suscitava l’entusiasmo e la speranza della gente, il nano, l’ha distrutta per salvare se stesso, ed ora, dopo la grande impresa, aspira a diventare senatore a vita, si sente un eroe nazionale.

    • lombardi-cerri says:

      Non sono qui a difendere Berlusconi, ma ricordo al colto ed all’inclita , che il suddetto signore ha comprato la Lega perchè qualcuno è andato a vendergliela (dopo il folle acquisto di bellerio), coì come una donna di malaffare è tale perchè , nella stragrande maggioranza dei casi è lei che cerca clienti.
      Vedo che la filosofia terrona del dare sempre la colpa agli altri delle sventure che mi sono capitate per esclusiva e mia precisa volontà, si fa strada.

  7. Giuseppe says:

    Cara Stefania, articolo bello e preciso, il tuo. Persino struggente. Ricorderai, però, che cose uguali o simili, pur dette meno bene e senza riferimenti nominativi, com’era ovvio, erano assai sgradite ai redattori del giornale del partito, già una decina d’anni fa. Dice nulla quest’osservazione?

    • luigi bandiera says:

      Giuseppe o Bepi in venetho,

      e’ da 40 anni che scrivo perche’ attivista sindacale ma in opposizione alla banda dei quattro: cgil cisl uil e D’Artagnan.

      Ma forse e’ di piu’… va ben, non mi fermo a fare i conti… no go tenpo.

      Insomma non volevano darmi spazio in BACHECA SINDACALE li’ nell’azienda. Democraticamente non avevo diritto.

      Allora dissi loro: io saro’ la mia bacheca..!

      E ogni giorno o ora mettevo esposto nel mio taschino il mio messaggio del momento. Tanto che fu una figata davvero.

      Venivano a vedere cosa io scrivevo sia i bassi che gli alti.
      Non e’ mai successo in nessun posto di lavoro.

      Il perche’ del diniego era chiaro: non volevano che io seminassi il mio pensiero che poi era quello che io RACCOGLIEVO DALLA GENTE. I LAVORATORI. Sia impiegati di ogni livello che produttivi.

      Ripeto, una faccenda simile al mondo NON e’ esistita.

      Andrebbe bene un bel film.

      E ma perche’ non volevano che io esponessi in bacheca sindacale, il piu’ eletto, i miei luridi scritti..?

      A parte che li distribuivo comunque, ma non li volevano vedere in bacheca perche’ sarebbe stato un messaggio ufficiale no. E perche’ avrebbero SMINUITO il RUOLO dei TRE MOSCHETTIERI. Kax.

      E poi, se io andavo a firmare accordi CONQUISTAVO I DIRITTI SINDACALI PER LA MIA ORGANIZZAZIONE.
      La legge sulle RSU era una legge AD PERSONAM e nessuno se ne accorse. Merda. Ma io si.

      Poi il napoleon parla solo dell’art. uno.
      Conosco un UNO ma e’ un TANGO.

      E ritorno sull’art. uno: fondata sul lavoro. Ma degli ALTRI..!!

      E parla chi ha lavorato davvero..?

      Nei giornali di orientamento TALIBANO di cui la diapositiva: komunisti di DX e di SX e di CENTRO, vige una regola che ho gia’ esposto richiamandomi al DIRITTO ROMANO: si applica contro il nemico e si ignora o ci si gira dall’altra parte se coinvolge o interessa l’amico.

      Mi avevano bandito perfino l’uso dei telefoni interni, che in pratica poi sono dei citofoni, perche’ dovevano controllarmi meglio. Quelli della triplice invece avevano CAMPO LIBERO.

      Glielo raccontai al dir del personale per dirgli, che scemi: a me vietano l’uso del citofono..? Io che col giro di un interruttore parlo col mondo intero..??

      Non vi sembra di ESAGERARE..??

      Questo vale con la stampa TALIBANA..! E ma dove esiste la demoniokrazia.

      VOGLIONO FAR SENTIRE SOLO LA LORO VOCE CHE SOLITAMENTE E’ TRASMESSA DALLA LINGUA BIFORCUTA..!!!

      ALTRO KE DEMOKRAZIA…

      IN KONFRONTO, IL KOMUNISMO URSS ERA ROSE E FIORI, VE LO DIKO IO..!!
      Almeno nei miei tempi.

      Ve l’ho detto: ho vinto contro i potenti ma ho perso contro l’IGNORANZA..!!!

      Stattemi bbene a duddi…

  8. lombardi-cerri says:

    Cara Stefania,
    Le cose stanno in modo lineare e semplice.
    Alcuni flash di sintesi.
    1.-La storia della Lega non va MAI dimenticata , per avere sempre presenti gli errori fatti ed essere pronti a riportarli davanti agli occhi di chi avesse la tendenza a dimenticare e a sgarrare.
    2.-Bossi è stato un importante catalizzatore ed ha radunato attorno a se persone di tutti i ceti e di tutte le levature culturali.
    Questa gente , che rappresentava e rappresenta la massa dei cittadini ONESTI ha creduto in un movimento SOPRATUTTO di ONESTA’ !
    E’ questa catastrofica mancanza che i cittadini non perdoneranno mai a chi ha diretto la Lega.
    Bossi in testa!
    3.-Questo l’inizio.
    Sull’onda del successo Bossi ha cominciato ad adorare se stesso eliminando con vari sistemi chi gli era culturalmente alla pari o,peggio, superiore .
    4.-La Lega è fallita per manifesta inferiorità gestionale in una percentuale non irrilevante di chi l’ha diretta e la dirige. (fuori i curricula !)
    Non sarebbero successi tutti i disastri se si fosse dato retta a chi dimostrava che le strambe proposte erano semplicemente disastrose (acquisto di Bellerio in testa )
    5.-Risorgere ?
    Sì a patto di cancellare tutto della Lega 2.0, selezionare continuamente persone oneste e capaci (anche e direi sopratutto se non yes man), con un solo preciso , ben dichiarato obbiettivo: l’indipendenza totale della Padania, accettando ogni tappa intermedia.
    6.- I nuovi leghisti dovrebbero essere disposti anche a sacrificare la propria vita ed i propri averi ,così come lo erano i vecchi, poichè verrà il momento che Roma , pur di farci tacere , ci farà sparare addosso.

  9. non apprezzo kuesto skritto … tanto nord poka Padania .. piagnisteo stankante… nessun abbrivio di kambiamento, indipendenza… nessuna proposta d’azione vera (x Indipendentismo Padanista, suoi ideali ed attese) da attuare attraverso il potere regionale ed amministrativo komunale diffuso ke hanno e ke malversano kuesti degeneri politikanti a buon merkato, teatranti inutili e dannosi pure…

    sprofondi bossi e la lega nel marciume romano ke sostiene …

    • luigi bandiera says:

      No Unione Cisalpina,

      Scusami se ti contraddico.

      La STEFY ha PIANTO..!

      Non come la fornera, non come la boldrina…

      Ha pianto come uno di noi: servono generazioni per RINASCERE. PER RISORGERE..!

      Per rifare una LEGA NORD o un FAC_SIMILE.

      Ma come ho scritto: non saranno le prossime generazioni a riscattarci, la KST lavora dì e notte per ELIMINARCI. Fa peggio di ADOLF HITLER, ma un SANSONE ci fara’ RISORGERE..!!

      Preghiamo

      • @Luigi,
        rifletti sul titolo:” Dopo Lega, quante generazioni per ricostruire il Nord?! …e ti pare ke la lega abbia rikostruito kualkosa !?

        si può konvenire invece ke abbia degradato la speranza nostra di libertà e l’ideale padanista ke xò non è morto xkè non era brevetto leghista, ankorkè sekuestrato dal boss e sua “lega espropriatrice e sodomizzante”…

        kuell’ideale appartiene al popolo e vivo è ankòra in noi kome lo era nei Miglio ed in tanti movimenti regionalisti pre_Lega ke, konfluiti nel karroccio bossiano x realizzare il motto ” e pluribus unum”, è rimasto l’unum ed estromessi i pluribus…

        il ciarlatano arraffatore e suo simulakro di movimento truffa del padanismo, devono sparire … solo kosì ci possiamo ritrovare e ripartire… e non ci vorrà molto tempo… la gestazione è già iniziata..

        ora la Piazzo lagnante è lì ke si trastulla kon l’amarkord del boss e della lekka nodde… BASTA !
        basta lega…
        basta maiali a passeggio in città e messe esorciste lefebriste celebrate nei mattatoi x skongiurare l’islamismo, basta gentilini trikolorati e fascisti nostalgici, basta demokristiani italianisti alla tosi… basta bossi l’elettromediko ciarlatano, basta calderoli, basta maroni, e basta anke a tanta kretinità ed idiozia avulsa dalla lotta di liberazione ke dobbiamo fare e ke, ti ripeto, prima ankora di ogni altro movimento, è nata, arde e vive nei kuori di ciaskuno di noi, patrioti cisalpini ! basta … bastaaa !

        l’ideale padanista è nostro, di tutti noi ke lo koltiviamo kon amore e dedizione… non è opera né copyright di nessuna lega del kazzo né boss alkuno … altro ke promuovere il padanismo, l’hanno ridikolizzato, storpiato, denigrato e strumentalizzato x fini osceni d’interessi personali merkantili …

        • luigi bandiera says:

          Unione Cisalpina,

          ho capito… ma io ho capito sul testo della Stefania, che per ritornare ai bei tempi, DOVE TUTTI NOI CI CREDEMMO dagli inizi, per tornare li’ cosa ci vorra’..?

          Quante generazioni appunto..?? Quali altri sacrifici..?

          E tu nel finale lo scrivi che non e’ di nessun altro se non NOSTRO:
          “l’ideale padanista è nostro, di tutti noi ke lo koltiviamo kon amore e dedizione… non è opera né copyright di nessuna lega del kazzo né boss alkuno … altro ke promuovere il padanismo, l’hanno ridikolizzato, storpiato, denigrato e strumentalizzato x fini osceni d’interessi personali merkantili …”

          La nostre LIBERTA’ NON CE LA REGALERA’ NESSUNO: primavere arabe docet.

          Cecoslovacchia e altre realta’ insegnano kax.

          Qua forse bisognera’ AZZERARE la lega nord, ma cosa mettere al suo posto..??

          Che squadra dirigente di saltimbanchi ci guidera’ per la meta della LIBERTA’..?

          Non vedo KAPIPOPOLO attorno a noi.

          Tutti e tanti bravissimi ragazzi ma poi..?

          La lotta o la PROPOSTA DI LIBERTA’ non e’ del tipo calcetto..!

          A pensarci io ho che mi tremano le gambe anche se sono gia’ passato per quel BUKO.

          Quando tremano tremano ne’..?

          Ho avuto minacce di botte da orbi perche’ parlavo a favore dei lavoratori… mica cose da nulla ne’.

          Le ho evitate per un pelo.
          Pero’ non ho evitato il fuoco amico… la schiena e’ sempre esposta purtroppo.

          Sebbene le mia schiena appunto fosse stracolma di buchi, kax, mi hanno beccato in pieno… quelli del belleriano regno. Li ho perdonati, ma mai dimenticherò il colpo che mi feri’ piu’ di tutti.

          E pensare che bastava una telefonata.

          La sorte no..?

          Ecco, mettiamoci nelle mani della SORTE: TESTA O CROCE… e a ramengo tutti.

          Saluti

  10. pinguinetto says:

    tosi è per la csu in salsa verde, maroni punta il 75%, poi vi sono i macroregionalisti, salvini è movimentista, gli indipendentisti ribollono di rabbia e frustrazione, ci sono quelli che tornerebbero ai manifesti ed alle scritte sui muri, ed infine ci sono i ramazzari. Obiettivi tutti diversi, anime inquiete senza un riferimento che deve restare l’articolo 1 dello statuto della Lega Nord. Recuperare la credibilità sarà dura avendo contro tutti i media, ma occorre trovare di nuovo un leader carismatico che sappia parlare ai padani ed infiammarne i cuori con azioni concrete (sciopero fiscale, benzina pagata defalcate le accise assurde, abolizione del bollo auto, espulsione coatta dei clandestini, referendum separatista….) e disposto a sfidare un sistema granitico che fa sponda con bruxelles. Bignasca in Ticino è riuscito a far parlare leghista un ticinese su tre!

  11. luigi bandiera says:

    KAX di Stefania (ho una figlia con lo stesso nome “Stefy”),

    ho letto tutto d’un fiato il tuo pensiero.

    Il tuo style lo trovo sempre come una cantante del coro solista…

    Purtroppo siamo in pochi a fare i solisti, non i veneziani.

    Abbiamo bisogno di AGGREGAZIONE… che nemmeno nei momenti tragici, come oggi, ci sono. Anzi. Ci si allontana dal prossimo.

    Prendesse fuoco l’intera penisola (convenzionale) a correre per dare una mano… i pompieri fin che ci sono, poi, spiace dirlo: NESSUNO..!

    E’ colpa dell’UNITA’ e della KST se siamo ridotti a 60 milioni di rimbambiti. Meglio: MINOTARI piu’ o meno sapienti.!!

    Quante generazioni..??

    TROPPE CE NE SERVIREBBERO.

    NON C’E’ PIU’ RITORNO… siamo solo in andata, cioe’: a fan… lo.

    Ringraziamo i KOMUNISTI e di DX e di SX e di CENTRO. NOTI anche KOME PATRIOTTICI..!

    Sono quelli che si fanno scudo col trikolore e le tantissime e bellissime parole.

    SANSONE SAPREBBE COME FARE… NOI NO, purtroppo..!

    Il disk continua ma a ke serve..?

    Preghiamo San Marko.

  12. Vercingetorige says:

    brava Piazzo! Articolo tanto inaspettato quanto lucido e veritiero.

  13. Giancarlo says:

    Gravi errori di impostazione dell’articolo: 1) l’ha stabilito la Piazzo che la Lega è il Nord e tutto il resto il Non-Nord? A parte che la Lega non è una categoria filosofica ma un partito fatto da uomini in carne e ossa spinti da interessi, ideali e (grossi) appetiti, per esempio anche il Banana è Nord. Infatti per tanti aspetti rappresenta l’imprenditore lombardo un po’ baüscia e un po’ da barzelletta, nonostante tanti qua dentro si affannino vanamente a dimostrarne le origini pelasgiche. Infatti i legaioli delusi dalla Lega, partito di destra e per certi aspetti di estrema destra, sono tornati alla casa madre, della serie: meglio l’originale che il surrogato., 2) cosa cavolo c’entra mettere in un calderone Bersani, la Bindi, il Montepaschi, l’Unipol, le coop rosse? Tipico discorso da lettore di Libero o de’ “Il Giornale”, con il che si dimostra ulteriormente che il legaiolo medio è un elettore di destra (vedi sopra). E semmai viene dimostrata anche un’altra cosa, che il PD è molte, molte cose insieme, mentre invece il Banana purtroppo è quello che è e che sappiamo fin troppo bene a nostre, spese, 3) dire che alla Lega non è stato perdonato nulla è una sciocchezza: tutti i partiti hanno perso milioni di voti tra le elezioni di febbraio e ora, molti si sono rifugiati nelle rispettive case madri (vedi sopra), molti nel M5S, moltissimi nell’astensione. E ora, visti l’insipienza e l’infantilismo misti all’arroganza dimostrati dal M5S, anche i loro elettori cominciano a scappare. Dove non si sa.

    • dubitaresempre says:

      difficile non darti ragione

    • luigi bandiera says:

      Lo so eccome, voi leggete il testo e lo CORREGGETE come dei prof d’i talibano. Per dimostrare che cosa..??

      Io ho letto il SENSO, che e’ quello che conta, e HA RAGIONE la STEFY. Per carita’ di Dio, mi posso sbagliare ne’.

      QUANTE GENERAZIONI SERVIRANNO PER TORNARE A COME ERAVAMO..????????????????

      Kax se non spuntano da tutti gli angoli sti patriottici…
      Ri Kax, qualche volta mi inkazzo davvero..!

      Perdonatimi… se potete.

      Io vi capisco e vi perdono tout court.

  14. Tito Livio says:

    Almeno 1 generazione.

  15. BRUNO DOLFINI says:

    LA BRAVISSIMA STEFANIA HA RAGIONE ,
    QUINDI ESISTE SOLTANTO UN’OPZIONE :
    — LEGA NORD 3.O — (Che sono io :Dolfini Bruno)
    PERCHE’ TI MERAVIGLI ? SIAMO O NON SIAMO
    IN UN PAESE LIBERO E DEMOCRATICO ?
    PENSACI !!!
    Saluti.

  16. gigi ragagnin says:

    la lega è diventata così oppure è stata creata apposta ?
    Stefania cosa mi rispondi ?

  17. paolo says:

    Giornali e tv sono occupazione del Pd o Pdl anche se meno!
    La lega è stata oggetto di accanimento perchè i suoi voti hanno fatto gola a tutti.
    Che fare?
    Eleggere un segretario che non abbia doppi incarichi con le primarie, coinvolgendo i militanti e simpatizzanti
    Militanza e pancia a terra, si torna alle Lega originaria, non con gli stessi uomini ma con le stesse battaglia e atteggiamenti!

  18. Marco Mercanzin says:

    Grande articolo !!!!!
    Di una lucidità inaspettata.

    Ben farcito di fatti e di rilievi storici precisi e intonati.

    Brava Stefania !!!

    Un solo appunto : non disperare sul tempo che servirà per ripartire.
    Una eventuale resurrezione della guerra indipendentista richiede solo un approccio diverso e coerente.
    Ma abbiamo un aiuto : gli errori fatti nel passato.
    Se si riparte da una seria autocritica, di tutti, la strada si manifesterà da sola.

    Non è poco.

  19. Luky says:

    Quali generazioni?

  20. Albert Nextein says:

    Se al nord hanno davvero coscienza di sé, e capiscono quanto pericoloso sia il sistema pubblico in senso generale, e si accorgono che stanno diventando poveri, se hanno presente queste tre cose, allora si può risolvere tutto in pochi mesi.
    Massimo un anno.
    E’ sufficiente cessare di versare le tasse che lo stato ladro chiede.
    In tantissimi e insieme , senza paura.
    Poi il destino ce lo facciamo noi, non equitalia.
    Anche con un’ italia, noto cesso internazionale, fallita.

  21. silvia says:

    ragazzi, fratelli e sorelle Nord, lasciamo un momento le nostre diatribe 8ci metto anch’io) e concentriamoci sun una osa sola, che deve essere per noi come un mantra: via da roma, via da roma, via da roma. Poi possiamo anche discutere deli nostri localismi. Ricordatevi che roma ci sguazza su questo. Creiamoci uno Stato, che si chiami Padania, Longombardia (anche da noi in Fiuli i Longobardi hanno lasciato tracce, anche nel nosto dialetto o lingua, se preferite…), quello che volete. Ma per favore non facciamo il gioco di roma.

    • luigi bandiera says:

      Brava Silvia.

      Ma sai, siamo in una terra MARTORIATA DA SEMPRE.
      Prima i barbari, poi i romani e adesso i TONTI.

      Ciao

      • silvia says:

        ma basta piangerci addosso! cosa credi, che i friulani se avessero fatto così, invece di occuparsi della ricostruzione nel post-terremoto sarebbero rimasti a fissare le macerie con le braccia conserte? e poi sempre meglio i barbari (ti riferisci ai celti, forse?)

  22. renzo says:

    Brava Stefania. Ottimo articolo. Che lo stato itagliano facesse di tutto per metterci i bastoni nelle ruote , era scontatissimo, ma chi urlava ROMA LADRONA ed invece in tanti dei suoi esponenti ( non i poveri e bravi militanti ) si comportasse come la banda bassotti, tradento completamente le aspettative del nord (PADANIA) questo no, non me o sarei mai aspettato. Per rimettere al centro la questione settentrionale bisogna inanzitutto che tutti i partiti ( partitini ) indipendentisti la smettano di martellarsi fra loro e si cominci una vera battaglia contro lo stato itagliano ( IL VERO NEMICO )

  23. Albert1 says:

    Il Pd resiste ed esiste non nonostante, ma proprio grazie ai fattori citati! Discorso analogo per il Pdl, dove il fattore – nel senso di direttore della premiata azienda agricola – è ancora prodigo di grana… e cetrioli per tutte e anche qualcuno.
    Al confronto, il poltronificio di gemonio è coi libri in tribunale. Questo è il fattore che influenza alla grande il voto: la capacità di soddisfare gli appetiti del ceto parassitario, che dall’ultimo dei bidelli fino ai megadirettori Cobram, risale il fiume della politica come manco i salmoni!
    Per un produttore – uno dei pochi – scegliere lega, di fatto, significherebbe scegliere il non Nord: sotto il vecchio volpone tesoriere&co eran tutti immigrati – geograficamente e politicamente. Poco è cambiato oggi, con le amoveroli cure della nuova badante, già musa di politicanti meridionalisti. I tosi e gli zaia? Ma per piacere: cosa c’è d’indipendentista in loro?

  24. FRANCO says:

    E’ ANCHE LA FINE DI QUESTA REPUBBLICA NON E’ SOLO PROBLEMA LEGA. DOVREMO ASSISTERE A GIORNI DIFICILI

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