Dopo le tasse, anche Papa Bergoglio se la prende con la proprietà privata. A chi dobbiamo regalare la casa?

di MARCELLO RICCISTRANIERI

Molto apprezzabile il contenuto dell’ Enciclica nella parte che considera l’ambiente, il progresso scientifico, l’informatica e tante altre robe ed è giusta la considerazione che non è l’uomo che ha creato il mondo ; pertanto non ha il diritto di distruggerlo. Il corposo documento , 192 pagine, deve ancora essere analizzato e meditato. Tuttavia, da una prima sommaria lettura, emergono considerazioni sulla proprietà privata che sembrano ispirarsi alle vecchie e fallaci teorie destabilizzanti, che pongono in forse il diritto alla stessa, considerandola non intoccabile.

Come inconfutabilmente dimostrato da Konrand Lorenz ogni essere animale o umano lotta istintivamente per il ruolo gerarchico e lo spazio vitale. Il concetto di “proprietà” è di ogni specie, inclusa quella vegetale. Il punto è nel come si realizza e si usa. Per scendere nel pratico, quasi tutte le specie animali tracciano l’appartenenza del territorio in vari modi, frequentemente con l’urina. L’uomo l’afferma con il possesso della casa, dell’orto e via dicendo. La proprietà è sentimento giusto e nobile da incentivare e proteggere; traina il continuo miglioramento della condizione umana e senza questa molla il progresso avrebbe subito notevoli rallentamenti.

La proprietà è patologica quando supera determinati livelli, quando è improduttiva e parassitaria, quando la sua forza è usata per sottomettere e sfruttare. Bergoglio è nato e vissuto in terre dove sono enormi gli squilibri sociali, dove c’è un’infanzia abbandonata e generata solo per un occasionale soddisfacimento di un animalesco impulso sessuale, mentre in altra parte del mondo lo stesso istinto condizionato dalla prevenzione del concepimento, causa denatalità mettendo in pericolo la perpetuazione della specie.

Di fronte all’universalità della Chiesa e agli aspetti di realtà difformi e anche antitetiche si deve essere cauti nel giudicare. Tornando all’argomento base, quello della proprietà privata se ha inteso colpire quella individuale della famiglia che ha casa, campagna e laboratorio si è in netto disaccordo, ma se ha inteso bollare le multinazionali, veri stati merceologici si è in piena sintonia. Se poi intende aprire le porte agli invasori migranti è fuori di ogni realtà umana e religiosa perché se fuggono per motivi economici significa che non sanno difendere e sfruttare la ricchezza del continente africano che Dio ha loro donato, ovviamente diverso è il discorso per i perseguitati.

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3 Comments

  1. Toni says:

    Tranquilli ci pensa equitalia s.p.a & company.

  2. Dan says:

    E’ già arrivata la lista della spesa: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/06/18/profughi-a-roma-cosa-serve-quali-aiuti-portare_0e1b3c89-0ac7-4eea-ba7e-89a3b404f277.html

    Miraccomando, tutti a dare il proprio contributo !

    Tralasciando il piccolo dettaglio che mai si è fatto qualcosa del genere per le migliaia di famiglie italiane in difficoltà ne noto un’altro che potrebbe essere addirittura ironico:

    “Per l’igiene personale: […] lavande vaginali (numero limitato) […]”

    Ma come ? Non erano tutte donne e bambini ? O sono donne con la sorpresa ?

  3. Dan says:

    Uhm sarà “sicuramente” un caso ma ieri l’onu si scagliava contro il muro ungherese, oggi il papa blatera di regalare casa propria ai clandestini… ma come mai meno hanno lavorato in vita in propria, meno hanno contribuito a costruire materalmente qualcosa e più si sentono in diritto di filosofeggiare sul prodotto e sulle realizzazioni altrui ?
    In un mondo normale la gente lavoratrice e produttiva non ci penserebbe più di cinque minuti a delegittimare chi pensa di poter venire qui a dettare legge, inutili cicale che pensano di poter disporre del lavoro della formica.

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