Dopo la Polverini avanza il “nuovo”: i democristiani Casini e Buttiglione!

di GIOEGIO CALABRESI

Il giorno dopo il ‘niet’ di Casini alla Polverini, l’Udc resta con il fiato sospeso a valutare le conseguenze di quella che e’ stata una rottura traumatica non solo con gli alleati alla Regione Lazio, ma anche nei rapporti con le nomenclature locali. Se Renata Polverini si dice ”dispiaciuta per gli amici dell’Udc” ed assicura di non avercela con loro ”anzi…”, e’ Francesco Storace che punta l’indice contro i centristi. ”Sono arrabbiato da pazzi: ho scongiurato Renata fino all’ultimo di andare in aula a guardare in faccia i consiglieri regionali, a partire da quelli dell’Udc, ai tre eletti nel suo listino che alla Pisana ci stavano grazie alla sua vittoria. Per dire loro di far ricacciare in gola a Pierferdinando Casini quella parola, cupola, che piuttosto potrebbe riguardare un candidato che impose in Sicila, Cuffaro. Vergogna!”. Ed anche Luciano Ciocchetti, vicepresidente Udc della Regione, non nasconde il malessere per quello che e’ stato un improvviso voltafaccia del suo partito. ”L’Udc della Regione Lazio non avrebbe fatto mancare l’aiuto e l’appoggio alla Polverini, al di la’ del dibattito interno del partito. C’e’ stata sintonia con Casini e Cesa, ma non con Buttiglione, Adornato e Pezzotta: potrebbero informarsi presso i vertici locali prima parlare e di prendere posizione per un falso moralismo” dice.

Di certo nel partito le bocche sono cucite: l’ufficio politico che era stato convocato per questa mattina per un valutare il da farsi in Regione e’ stato infatti annullato, essendo venuta meno la ragione dell’incontro dopo le dimissioni volontarie della governatrice. Ma il confronto, politico, e’ solo rinviato. Ed oggi Casini e’ stato notato a Montecitorio in una lunga conversazione con il senatore del Pdl, Beppe Pisanu, da tempo un interlocutore privilegiato nel progetto di costruzione della nuova casa dei moderati. C’e’ il tema delle alleanze in vista del voto, quello nazionale e quello regionale. Con il terremoto che lo scandalo del Lazio provoca in casa Pdl e che rischia di scompaginare il panorama con cui fino ad oggi i centristi pensavano di doversi confrontare. Casini, in un’intervista, spiega che e’ ancora presto per valutare una riproposizione dell’asse con il Pdl per il governo del Lazio. ”E’ chiaro che ci sara’ un election day con il Comune di Roma e bisognera’ fare una riflessione molto seria” dice.

Anche il presidente del partito, Rocco Buttiglione, non fa previsioni. Lui, che e’ stato il primo a sollecitare dimissioni per fare fronte alla deriva che stava prendendo il caso laziale. Il futuro in politica di Renata Polverini potrebbe essere tra le fila dell’Udc? ”Questo non lo so. So soltanto che dando le dimissioni la governatrice del Lazio e’ risalita nella mia considerazione” si limita ad osservare l’esponente centrista che non si sbilancia neppure sulla possibile alleanza con il Pdl nel Lazio. ”Ci sara’ ancora un Pdl nel Lazio? ” si domanda.Quel che appare chiaro è che agli ex Dc non sembra vero di poter mettere presto le mani sulla Regione Lazio, questa è la loro speranza…

Intanto, mentre la guerra dei dossier tira in ballo anche il segretario dell’Udc, riparte la battaglia a livello nazionale con i rispettivi leader che non lesinano colpi bassi. E’ Berlusconi ad attaccare: ”Cosa potra’ mai accadere all’Italia governata da un’armata Brancaleone che comprende Vendola e Casini, Bersani, la Bindi e Di Pietro?”. Casini non si scompone e gli risponde per le rime: ”Silvio – dice – vive da tempo una realta’ immaginaria. Mi dispiace deluderlo ancora una volta: noi saremo in campo con i moderati italiani delusi dalle sue promesse mancate”.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

One Comment

  1. lory says:

    Casini,Butiglione, De Toni, ecc. sono stati dei veri campione del debito pubblico, ora sono diventati dei rigoristi, appartengono alla vecchia porcheria democristiana.

Leave a Comment