Dopo la Geografia, eliminata anche Storia alla Maturità. La scuola prepara la società del silenzio

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di STEFANIA PIAZZO – Caduti i confini dell’ignoranza, si possono anche eliminare i compleanni che hanno cambiato la faccia della Terra. Via la geografia alle superiori e ora via la prova di storia all’esame di maturità. Sapere da dove si arriva e in che tempo si vive non è poi così importante. Per farsene una idea basta andare sul web e vedere cosa ne pensano gli altri. Se quello che leggi è approssimativamente l’idea della maggioranza, ti sei formnato una coscienza critica digitale. Quella richiesta per stare al mondo senza poter decidere.

Cade il valore della democrazia rappresentativa, a riempirla ci mettono la nuova generazione di  nativi digitali che pensano come un pc, che scrivono mutilando la parola, che agiscono secondo le viscere dei like.

Il ministero dell’Istruzione ha deciso che la prova di italiano deve cambiare. E’ stata bandita la traccia di argomento storico. E sapete perché? Perché ogni anno era sempre meno il numero di studenti in gradi do affrontarla. Si legge sulla testata specializzata orizzontescuola.it che “nei dieci esami di Stato dal 2008 al 2017  ben otto volte il tema storico è stato praticamente ignorato. Facendo una media complessiva, solamente il 3% dei maturandi ci si è cimentato. Il record negativo? Anno 2010: traccia sulle ‘Foibe’. È lei l’opzione meno scelta tra le settanta esaminate (tra analisi del testo, saggi brevi, temi di storia e d’attualità): ha provato a svolgerla meno di 1 su 100, lo 0,6%. (fonte SKuola.net)”.

Un vuoto cosmico che si riflette nella competenza e capacità di collegare gli eventi delle nuove generazioni. “Le tracce di storia hanno sempre proposto argomenti relativi alla seconda metà del Novecento, spesso non affrontati in classe per mancanza di tempo te comunque con documenti di difficile interpretazione, spesso non alla portata degli studenti”. E perché mai? Cosa è difficile da capire? Per molti ragazzi poi cittadini adulti le date sono un cappio angoscioso, per altri confondere la collocazione di Hitler nel ‘900 è ancora una questione aperta da risolvere. Figuriamoci comprendere il presente. Per altri ancora, il secolo scorso e il tempo contemporaneo sono veloci immagini. “C’era una volta” ma tanto è cosa passata quindi non conta più. Il mondo chiede altre competenze.

Il dramma contemporaneo è proprio la negazione delle verità storiche, dove si può insinuare la menzogna e, come nei Gulag, la dissimulazione, l’annientamento della vittima.

E’ il disegno per arrivare alla società del silenzio. Senza argomenti non ci sono risposte, non ci sono strategie di difesa, ma solo insinuazioni. Spariscono le categorie bene-male. Esiste solo il non sapere che non può opporsi più a nulla,

 

Non esiste a queste condizioni una società non solo della conoscenza ma della resistenza. Il mondo che ci avevano spiegato, era un mondo liquido perché doveva circolare anche il sapere. Così, invece, è solo liquidità che scorre su una superficie liscia, le nuove teste vuote.

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4 Comments

  1. giancarlo says:

    Concordo pienamente sul regresso della scuola italiana.
    I giovani d’oggi sono diventati degli automi comandati dai telefonici, tablet, smartphone come fossero drogati, schiavi e imbavagliati per evitare i rapporti sociali diretti, a quattro occhi , anziché continuare con i megahertz o le onde corte o lunghe come fossero delle protesi cerebrali per comunicare.
    Materie come l’educazione civica, la geografia o la storia, ma anche materie come il disegno, la calligrafia, la musica, una vera educazione fisica, la dattilografia, la stenografia e altre ancora sono state eliminate o sono in via di eliminazione. La “buona scuola” come qualcuno spudoratamente l’ha voluta chiamare non sa nemmeno cosa vuol dire se non un semplice proclama propagandistico del proprio partito.
    Il degrado in cui versa la scuola italiana di ogni ordine e grado è la testimonianza di come le nuove tecnologie abbiano obnubilato ed oscurato le menti anche di professori, docenti e soprattutto politici.
    Fa comodo tenere le nuove generazioni il più possibile ignoranti e lontani dalla vita reale. Si evitano problemi, proteste o richieste…ed allora avanti con il solito metodo inutile e funesto di una scuola fatta per i docenti o professori e non per gli studenti. Avanti così è sarà la tomba di questa italia degradata a paese mediterraneo sottintendendo che siamo più vicini all’Africa che all’Europa e quindi denigrando la nostra posizione geografica.
    La scuola italiana da sempre ha cancellato secoli di storia delle regioni o stati preunitari che facevano parte della penisola iniziando così ad annullare quel retroterra culturale necessario ai giovani per avere un passato da ricordare e un presente e futuro da costruire con un bagaglio pieno di notizie ed informazioni e non vuoto del nulla o di dati costruiti a tavolino o peggio di falsità e bugie.
    Lo schifo di questa scuola è che anziché preparare le nuove generazioni ad affrontare un futuro pieno di incognite e di sfide, nonché di fornire loro una corazza ben costruita, quindi di un bagaglio culturale all’altezza dei compiti, pensa bene di destrutturare le menti con continue riforme della scuola atte ad annullare ancora quel poco di buono che c’è e quindi rendere i nostri ragazzi sottomessi agli eventi tecnologici o a quelli mediatici o a quelli politici. Insomma rendere inermi coloro che dovrebbero essere le classi dirigenti del domani. Anzi, si perpetuano a livello della società i nepotismi e con essi il proseguo delle carriere o delle professioni senza alcuna garanzia che ciò sia un miglioramento o un peggioramento. Temo un peggioramento. Verrà il giorno in cui al Ministero dell’Istruzione potremo avere un luminare della cultura e dell’istruzione che sappia quello che si deve fare ? Di questo passo i giovani saranno talmente drogati dalle nuove tecnologie e non sapranno più rapportarsi personalmente con gli altri e cadranno inevitabilmente nella droga, nella depressione o nella violenza gratuita non distinguendo più nulla tra reale e virtuale. ( Sta già accadendo purtroppo) Tutto diventerà virtuale e con esso avremo definitivamente posto le basi non solo per la fine della nostra civiltà europea ma anche mondiale.
    WSM

  2. Riccardo Pozzi says:

    Come … non esiste una app per la storia?

  3. mumble says:

    I dati statistici parlano da soli. E tuttavia questo scenario chiama in causa, senza più appelli, il ruolo dei genitori che devono – PER FORTUNA – “sostituirsi” alla scuola che per eccesso di buonismo e political correct, abdica al ruolo di insegnare la storia.
    Questo fatto è SUPER POSITIVO: ATTENTI a non farvi travolgere dall’educazione del 900 che ci ha fatto credere che senza scuola non ci sia istruzione e che lo Stato ha il monopolio della didattica.
    Pensiamo un attimo alla fanta-storia zeppa di fake sul risorgimento e a come è narrato in Austria, per esempio, lo stesso fenomeno visto da oltre le Dolomiti: pensiamo alle lezioni di storia di Gilberto Oneto che sono su youtube, dove il Maestro ci racconta la vera – misera e a tratti fantozziana – storia dell’unità d’italia.
    Io ho due figli e rivendico – io – il ruolo di spiegare loro la storia, senza dare versioni univoche come quella italiota, ma comparando i vari filoni di pensiero, premettendo sempre una cosa: la storia è un caotico succedersi di eventi spesso casuali che poi, a posteriori, gli uomini cercano di razionalizzare e spiegare – col senno del poi – in base alle loro credenze.

    • Riccardo Pozzi says:

      Sono certo Mumble che lei è un ottimo genitore ma dopo trent’anni di insegnamento del coniuge raccolgo l’affranto auspicio che i genitori si occupino almeno di insegnare un po’ di buona educazione, sarebbe già qualcosa perché la realtà ci dice che siamo messi molto male.

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