Dopo la Carità S.P.A, la Carità per decreto degli Stati canaglia

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di MARCELLO RICCI – La Carità sotto il profilo religioso  è la più grande delle tre virtù teologali. Ma qual’ è la sua essenza? È un’idea? È un sentimento? È un atteggiamento interiore di tipo metafisico, trascendente? È un moto dell’animo umano? Senza voler dibattere sulla tematica è evidente che riguarda strettamente la sfera individuale. Non esiste e non può esistere una carità istituzionale, disciplinata da leggi e regolamenti. Se così fosse verrebbe degradata ad elargizione, sovvenzione o robe del genere. La carità non può essere imposta individualmente e ancor meno collettivamente. Quando una qualsivoglia istituzione distrae risorse collettive per “fini caritatevoli” compie un abuso, un indebito uso del pubblico denaro con possibili rilevanti conseguenze penali.

L’azione illecita non può trovare giustificazione nel potere politico delegato, proprio perché streamente ascrivibile alla sfera personale. Resta in capo al singolo decidere se vuole e a chi vuole fare la carità. Ciò premesso ci si chiede quanti e quali rilevanti abusi sono compiuti da chi usa il denaro di tutti per salvare, accogliere , rifocillare , mantenere i disertori che fuggendo lasciano le loro terre, le loro patrie in balia di occupanti senza scrupoli, attenti al solo profitto.

Questa è la radice degli stati canaglia che turbano l’ordine mondiale. L’industria dell’accoglienza sfrutta la povertà e paradossalmente ne crea una maggiore, economica e spirituale. Il mercato dei poveri, dei malati, il traffico d’organi, della prostituzione, della pedofilia sono tutti collegati con mercato dei migranti. Le considerazioni sull’invasione migratoria, non debbono fermarsi all’aspetto pietistico di chi fugge per fame, per terrore o altro , ma debbono spingersi ad individuare chi affama, chi opprime, chi ruba.

A qualcuno vengono in mente le multinazionali del turbocapitalismo eredi legittime del più bieco colonialismo inglese, francese, belga, etc.? Gli autori della carità per decreto sono talmente falsi che hanno tradotto il termine carità in solidarietà, aggirando e mistificando i molteplici crimini,   che ogni giorno compiono con la cosiddetta “accoglienza” (molto remunerativa).

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