Dopo la Brexit, l’Ungheria: referendum per respingere i clandestini imposti da Bruxelles

ungheria1di ROBERTO BERNARDELLI  – “Volete o no che l’Ue possa obbligarci ad accogliere in Ungheria, senza l’autorizzazione del Parlamento ungherese, il ricollocamento forzato di cittadini non ungheresi?”. E’ il quesito del referendum indetto dal presidente della Repubblica ungherese Janos Ader.

Non possiamo che rivendicare come il popolo ungherese, il diritto a esprimere attraverso la volontà popolare, un sì o un no alle decisioni prese dall’Unione europea, che non è sovrana ovunque e comunque a casa nostra.

La consultazione è stata proposta dal governo di Viktor Orban, ed approvata dal Parlamento il 10 maggio. Sarà valida con l’affluenza di almeno 50% del elettorato (4 milioni di elettori). E scommettiamo che gli ungheresi non mancheranno alle urne. Secondo Orban, e il cuore della questione sta tutta qui, si tratta di decidere sull’indipendenza del paese, e di far valere il diritto di scegliere con chi convivere.

L’opposizione democratica accusa Orban di voler portare il paese fuori dall’Ue, seguendo l’esempio britannico. E anche se fosse? Nulla è immodificabile, nulla è eterno, non lo sono i trattati e neanche gli stati.

In base a quanto stabilito dalla Ue, l’Ungheria dovrebbe accogliere circa 1300 migranti da ricollocare, ma il governo teme un sistema di quote e con il referendum vuole mettere le mani avanti. Dopo l’annuncio della Presidenza della Repubblica, il ministro dell’Informazione, Antal Rogan, ha ricordato che l’Ungheria sarà il primo paese dove si voterà sulla politica europea di immigrazione, e gli elettori sono chiamati ad esprimere un messaggio di protesta contro questa politica. “Sono soltanto gli ungheresi a decidere con chi vogliono convivere”, ha detto. E noi siamo con loro.

 

Presidente Indipendenza Lombarda

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