Dopo la Brexit la Renzixit

renzi2di MARCELLO RICCI – Cosa unisce Renzi alla Brexit ? Il referendum, espressione massima e sovrana della volontà dei cittadini (salvo eccezioni come per la responsabilità civile dei magistrati).

La Brexit , dipinta da alcuni a tinte fosche, è letta da altri come una grande opportunità. L’ Europa divisa in stati di diverso peso e consistenza riproduce modelli medioevali o coloniali. Merito agli inglesi che hanno tagliato il nodo gordiano e creato il presupposto della ristrutturazione. La differenza di quattro punti tra i dentro e fuori, conferma la necessità di una rifondazione.

E’ nell’ordine delle cose in un mondo globale dove il piccolo non conta. Gli USA contano anche in virtù del loro potenziale umano oltre che tecnologico.
Analogo discorso per il continente russo – asiatico, per quello africano che se liberato da determinate catene e parassitismi si inserirà a pieno titolo sulla scena mondiale. La globalizzazione di tecnologie e culture annullerà velocemente molte differenze per cui anche l’Europa privata dei dominio coloniali dovrà per contare darsi un’unità federale. Sempre il referendum deciso per il prossimo ottobre segnerà la fine del regime renziano. E’ nell’ordine delle cose, per ragioni diverse. I poteri forti sopranazionali non gradiscono un’Italia con governi stabili e gli stessi governanti si fanno usbergo della brevità del mandato per non aver mantenuto l’impegni assunti.

I fatti lo attestano , tutti i governi hanno una vita di due, massimo tre anni. Situazione comoda per molti stati europei che non affrontano problemi collettivi epocali come l’invasine di migranti, ma li lasciano a carico dei più deboli esposti (Grecia e Italia).
Forse qualche mente illuminata, prendendo le mosse dalla Brexit getterà le basi per una Federazione Europea con in comune oltre la moneta, la fiscalità, il controllo dei flussi migratori, la politica estera e l’esercito. In modo analogo l’Italia potrà tentare un’unità maI raggiunta, realizzando una struttura federale in grado di gestire un paese disomogeneo gravato di retaggi borbonici, inefficiente e scialacquone. Il debito pubblico faraonico accumulato per finanziare uno stato assistenziale e improduttivo, è il male da estirpare.

Il referendum di ottobre tende a perpetuare gli sprechi fingendo di correggerli. Per superare il bicameralismo occorre abolire il senato, non semplicemente ridurlo senza poter cancellare la pletora di funzionari, impiegati e commessi collegati. Quale senso hanno i senatori a vita se non quello di mantenere in stanze dorate persone inutili, per non dire dannose, con l’albagia di sempre salire e mai discendere? Renzi, annunciatosi come rottamatore, è un accumulatore seriale di inefficienza , sprechi, grottesche figure, autentica marionetta di un teatro dei burattini, che come nel teatro dell’assurdo di Ionesco non necessita di confronti. Un segnale forte, una bocciatura decisa sarà decisiva per un cambio di rotta, sempre che i poteri forti che ci tengono per il collo recepiscano il messaggio e mollino la presa.

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