DOPO JESOLO, ORA LA “TAVOLA ROTONDA” DE L’INDIPENDENZA

di GIANLUCA MARCHI

Perché la nostra convention di Jesolo non rimanesse un puro esercizio virtuale, avevamo concluso quella due giorni con l’elaborazione, da parte del sottoscritto, di una bozza di documento che è stata in queste settimane sottoposta all’attenzione dei movimenti partecipanti affinché ciascuno potesse fornire le proprie osservazioni. Rispetto alle indicazioni ricevute ho cercato di ricomprenderle nel documento che ora rassegno qui in quella che dovrebbe essere la sua versione definitiva. Tocca ora ai movimenti interessati condividerlo e procedere alla creazione della “Tavola rotonda de L’Indipendenza”.

“I movimenti firmatari sono accomunati dalla volonta’ di perseguire e raggiungere l’indipendenza delle comunita’ e dei territori in cui operano con tutti gli strumenti non violenti messi a disposizione dal diritto e soprattutto sensibilizzando la propria gente che questo e’ l’unico modo per salvarsi dalla catastrofe sempre piu’ evidente dello stato italiano.
Al fine di perseguire tale risultato in tempi non biblici i movimenti firmatari si impegnano a creare entro venti giorni da oggi la “tavola rotonda de l’Indipendenza” dove i propri rappresentanti, appositamente delegati, possano riunirsi sistematicamente per consultarsi, scambiarsi informazioni ed esperienze, concordare azioni comuni e strategie che possano favorire il raggiungimento dell’obiettivo fondamentale, ognuno preservando totale autonomia sul proprio territorio.
La “tavola rotonda de l’Indipendenza”, che potrà riunirsi anche in videoconferenza, indicherà un portavoce che assumerà il ruolo di segretario organizzativo, con la mansione di raccogliere le istanze e le segnalazioni, convocare i movimenti, redigere gli atti dell’ assemblea e parlare a nome della stessa limitatamente alle decisioni che essa assumerà. Tale portavoce non avrà ruoli politici e non sarà candidabile in elezioni politiche statali. L’incarico dovrà intendersi come transitorio fino alla costituzione della confederazione indipendentista e comunque non superiore a un anno.
La “tavola rotonda de l’Indipendenza” si ripropone la redazione di una bozza di costituzione confederale che consenta a ciascun soggetto di sciogliere qualsiasi contratto nel momento in cui i propri cittadini decidano liberamente di non piu’ condividerne le condizioni, bozza da sottoporre alla valutazione di una successiva adunanza dei movimenti firmatari. Inoltre si propone di mettere a punto un vademecum di disobbedienza e resistenza fiscale da diffondere e sostenere in tutte le rispettive comunita’.

I movimenti firmatari favoriscono la crezione sul territorio dei “comitati promotori de l’Indipendenza” allo scopo di ottenere dalle amministrazioni comunali, provinciali e regionali di riferimento l’indizione di referendum per l’indipendenza o l’adozione di delibere di iniziativa popolare con l’obiettivo di imporre ai livelli superiori l’indizione di tali referendum. I comitati promotori dovranno inoltre favorire il coinvolgimento delle singole comunita’ di riferimento in tutte le scelte importanti che li riguardano attraverso la promozione dello strumento fondamentale del voto.

I “comitati promotori de l’Indipendenza” avranno anche lo scopo, nelle realta’ di riferimento, di riunire gruppi di imprenditori al fine di individuare opportunita’ e strategie che consentano alle nostre imprese di uscire dalla crisi che le attanaglia e di tornare a essere il motore di benessere e di affermazione delle nostre comunita’ che sono sempre state. In questa specifica funzione si potranno rapportare con il quotidiano “l’Indipendenza” che si impegna a favorire tali scambi e l’individuazione di tali percorsi.
Ia tavola rotonda e i comitati promotori de l’indipendenza si impegnano a favorire, in tutti i modi possibili, la diffusione e il consolidamento del quotidiano online come strumento base per veicolare e diffondere idee, programmi, iniziative legati alle rispettive attivita’. Il giornale  fornira’ il supporto e la documentazione utile alla creazione dei comitati promotori e all’ indizione di referendum o di proposta di delibera popolare comunale”.

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8 Comments

  1. Castagno12 says:

    Rispondo a Liugi – 19.6.12 – 11:10 pm.

    Si capisce benissimo che Lei è molto “informato”.
    Le repliche andrebbero fatte portando almeno un elemento valido di contestazione.
    Va rispettato lo spazio che il quotidiano mette a disposizione.

    Dimentichi la mia segnalazione, ignori anche le numerose publicazioni (argomento Signoraggio e dintorni) che è impossibile contestare, come pure ciò che si legge sulla home page del blog di “Movimento Zero” (Massimo Fini): “Appello contro la Dittatura bancaria e tecnofinanziaria”.
    Tutti concetti troppo difficili per Lei.

    Da perfetto italiano, non riconosce detto problema perchè non intende affrontarlo per incapacità o per altre carenze.

    Tuttavia, ce la farà anche Lei a capire, molto presto, che non si tratta di paranoia.
    E c’è chi aspetta l’Indipendenza senza conoscere il problema che taglia le gambe alle imprese e con gli arrivi giornalieri di invasori che hanno programmi ben precisi in contrasto con i Suoi sogni.

  2. Castagno12 says:

    Bisogna tassativamente evitare di andare per farfalle.
    Tutto il documento richiama, dilatato ed elaborato, il vecchio principio utilizzato dalla Lega Nord: “Padroni a casa nostra”. Ed è insufficiente !

    All’ultimo paragrafo del documento si legge: ” … di riunire gruppi di imprenditori al fine di individuare opportunità e strategie che consentano alle nostre imprese di uscire dalla crisi … “.
    Sono più di vent’anni che se ne parla, “rilanciare l’economia”: risultati ZERO. Inevitabilmente, perchè non è mai stato affrontato il problema di base.
    Un imprenditore dovrebbe capire che, se non si riduce l’entità delle tasse e dei contributi, si chiude baracca e ci scappano dei suicidi inutili.

    Opportunità e strategie sono assimilabili ad un solo problema: “La gestione del Signoraggio, attualmente in mano ai PRIVATI, e non allo Stato”. Stop !

    Per affrontare questo problema, bisogna essere in tanti, meglio coinvolgere altri Stati.
    E’ sconsigliabile ed imprudente procedere uno alla volta !
    Si tratta “di portare via l’osso al cane”.

    In prima battuta non esistono altre opportunità e qualsiasi strategia sarebbe destinata al fallimento (vedi i precedenti).

    Napolitano ha imposto Monti per affrettare i tempi ed i desiderata dei Mondialisti, e voi avete ingranato un andamento lento, ricco di incontri e di improbabili soluzioni.

    Dovreste presentare subito una richiesta ufficiale – Problema Signoraggio – (imbottita di firme), al Governo e a Napolitano.
    Che rispondano o no, informate poi i lettori, in prevalenza disinvolti e sognatori. Chissa !

    • liugi says:

      Signoraggio bancario? Ci sono abbastanza problemi nella realtà. Perché infarcire l’indipendentismo di queste sciocchezze paranoiche?

  3. ferdinando says:

    Speriamo non sia solo un compitino da fare per casa.
    Qua bisogna che Facco e Chiavegato prendano in mano la situazione, altrimenti la faccenda molto seria dell’indipendenza diventa un’anguilla!

  4. Unione Cisalpina says:

    Bravo Gianluca Marchi … veramente !

    enkomiabile iniziativa … sani princìpi ben kodifikati

  5. Daniele Roscia says:

    I lombardi non hanno bisogno di confraternite guidate dai “libertarian”, Lombardia Stato non aderisce all’iniziativa politica suddetta, non condividendo la mission (Lega 3.0 la riscossa) ne tantomeno la linea d’azione. Aderiamo alla linea dettata, praticabile e formalizzata da Indipendenza Veneta, chiaramente per lo Stato Lombardo, e che mi sembra fatto propria, nonostante la divisione, da Veneto Stato. Auguro comunque, buona fortuna agli indipendentisti che accoglieranno l’iniziativa dell’Indipendenza.

  6. Teresa Micheli. ( Unione Padana Alpina) says:

    A Jesolo un po’ di palle le ho viste allora maschietti si comincia quando??Se aspettate noi patate va bene…..ma ditelo!!Così capiamo che uomini siete!!!

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