Dopo Jesolo il silenzio. Indipendentisti, diamoci una mossa!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

E’ passato ormai un mese e mezzo dalla Convention di Jesolo, ma purtroppo durante tutto questo tempo non si è visto uno straccio di iniziativa presa dai movimenti ivi presenti, soltanto alcuni articoli sul tema del direttore di questo giornale e di qualche singolo individuo.

Bisogna di conseguenza concludere che è stata tutta una perdita di tempo e nient’altro? E tutta la rabbia, la frustrazione, l’incitamento a fare che erano stati espressi dai relatori che fine hanno fatto? E’ così difficile che ci si contatti tra noi patrioti indipendentisti?

Oggi giorno anche la tecnologia può venirci in aiuto, basta solo un po’ di buona volontà. D’altronde chi di noi non avverte la difficoltà di fare politica e combattere contro il sistema italiano quando si è in pochi e da soli e, di conseguenza, il bisogno di collaborare tra noi e di creare un percorso comune?

Anche il recente articolo  di Fabrizio Dal Col (L’indipendenza verrà solo se i Cittadini saranno protagonisti) ci ha portato a domandarci come sia possibile che nulla riesca a smuovere gli indipendentisti e a far sì che, quantomeno, si parlino.

Rammentiamo, allora, quello che hanno fatto i Serenissimi e la loro celebre frase “Il segreto della felicità è la libertà, della libertà il coraggio”.

Nella speranza di essere contattati a breve, cordiali saluti indipendentisti.

Ufficio Politico Fronte Indipendentista Lombardia

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14 Comments

  1. Di sicuro, è sempre difficile iniziare qualcosa, se non c’è una forte leader. Parlare è facile, ma per fare qualcosa è più difficile.

  2. marco podavini says:

    a jesolo e’ stata una ottima occasione di confronto tra movimenti indipendentisti ed autonomisti e di questo dobbiamo ringraziare gli organizzatori.

    ma invece di parlare dell’unico obbiettivo importante ossia arrivare al referendum di autodeterminazione ed organizzare le iniziative per centrare l’obbiettivo si e’ parlato solo di portavoce e poco altro di piu’.

    ecco perche’ l’iniziativa e’ miseramente fallita inutile aspettarsi evoluzioni non ci saranno mai manca la progettualita’ alla base di tutto

  3. Roberto Porcù says:

    Premetto che io “sarei” unitarista “se ve ne fossero le condizioni”.
    Tutta la indipendenza, autonomia, voglia di libertà che vedo in tanti amici che sputano sangue in partiti venetisti è destinata a rimanere lettera morta o tutt’al più di far guadagnare a qualcuno di loro uno scranno nei comuni o comunque sempre “localmente”.
    La richiesta comune di tutti noi è di pagare tasse accettabili, non da strozzo, affinché i quattrini rimasti possano finanziare altro sviluppo nel territorio.
    Per pagare di meno, bisogna pagare tutti ed i servizi resi ai Cittadini devono esserlo in proporzione.
    Vado indietro con la storia: per lo sbarco angloamericano, la Sicilia fu la prima regione ad essere liberala dal fascismo. Prima l’intelligens americana l’aveva infiltrata di americani con radici sicule (cosanostra) che si riappropriò dell’isola nella quale il fascismo l’aveva ferocemente combattuta (prefetto Mori). Dopo la conquista vi fu il consueto abbraccio con i vincitori e tutta l’isola voleva staccarsi dall’Italia per divenire uno stato americano. Gli americani abbozzavano e lo lasciavano credere ché la guerra era ancora in corso e loro avevano ben altro da pensare. Fu il tempo del bandito Giuliano. Sta di fatto che nacque politicamente la Sicilia come stato indipendente. Quando alla fine del conflitto nacque infine anche la repubblica (si fa per dire) italiana, essa inglobò la Sicilia assicurandole tanti di quei privilegi ché le permettono di vivere di rendita.
    Tutte le leggi emanate dal parlamento italiano, devono, per essere valide, essere approvate dall’assemblea dei “deputati” della regione sicilia. Che la consuetudine faccia che le lascino correre tutte, poco importa, hanno sempre la possibilità a bloccare ciò che andasse contro i loro interessi.
    Che poi il fiume di denaro che va in Sicilia non migliori la vita dei siciliani tutti, ma solo una parte di essi, è altra cosa.
    Le regioni del sud si trovarono in disparità e nacquero la Cassa per il Mezzogiorno ed altri fiumi di dissipazione.
    Il fiume di denaro in discesa, da qualche parte deve essere prodotto.
    Vorrei che fosse chiaro, che una qualunque legge indipendentista, autonomista o comunque che autorizzasse le regioni produttive, non dico a tenersi i loro quattrini, ma solo ridurre i finanziamenti alla Sicilia, sarebbe di sicuro invalidata dalla Assemblea Siciliana.
    Questo per rimarcare, a chi non lo avesse capito, la nostra condizione di schiavitù e che da questa non ci si libera con assemblee e volantinaggi.
    Io spero nel default prossimo venturo e nello sfascio di tutto che ne farebbe seguito.

    • Domenico says:

      In effetti il default ed il crollo del sistema è l’unica speranza che abbiamo di riappropriarci della nostra libertà. Non c’è più molto da aspettare… Sarà dura, ma anche i cagasotto saranno costretti a rimboccarsi le maniche e a ripartire su nuove basi e diverse aggregazioni territoriali.
      Bisogna però avere pronti bozze di statuti (Lombardo, Veneto, Friulano etc..) ed una bozza di costituzione confederale, da proporre al voto dei cittadini. Altrimenti arriverà “l’uomo del destino” e la dittatura conseguente sarà l’esatto opposto di quello che desideriamo. Ma il famoso Tavolo deciso a Jesolo che doveva occuparsi proprio di questo, che cacchio ha fatto? Oltre che capponcelli i vari pseudoleader autonomisti dimostrano di essere degli incapaci di livello bassoliniano!

  4. maurizio ratti says:

    In un mio intervento precedente menzionavo : la Lega Nord potrà avere mille difetti ma almeno esiste. Attorno a lei il nulla e sono passati ventanni dai primi esodi. I gruppi di area indipendentista se non si coalizzano assieme in un progetto di sintesi con o senza la Lega rimarranno sempre la somma di tanti zero, cioè zero.

  5. Teresa Micheli. ( Unione Padana Alpina) says:

    Scusate,Jesolo secondo me e’ servito,ci siamo sentiti e capiti,vorrei comunque specificare che sul territorio molti si muovono per crescere numericamente condizione necessaria e non e’ semplice dopo 25 anni di Lega!

  6. migotto sandro says:

    io a Jesolo c’ero. Mi e’ stato pubblicato oggi un articolo che sostanzialmente dice le stesse cose che voi sosteente nel Vs. articolo.

    Siete voi disposti, come gia’ abbiamo fatto noi, ad approvare la “bozza di Jesolo” che prevede la creazione di comitati cittadini che abbiano come unico scopo sociale ‘indipendenza? Tali comitati saranno liberi ed indipendenti. Nessuna gerarchia, zero generali. Solo un coordinamento tra i vari comuni.

    Tutta la documentazione necessaria per creare tali Comitati (semplicissima..) ve la forniamo ni. La proposta di delibera di iniziativa popolare comunale ve la forniamo noi…voi dovete solo adattarla al vs. Comune.

    Tali associazioni o comitati non dipenderanno da alcun partito. Se vi interessa, la Redazione di questo giornale ha tutti i miei recapiti.

    • Domenico Galluzzo says:

      ne vale la pena?
      Forse dobbiamo renderci conto che i nostri popoli non si muoveranno mai. Non meritano che ci si agiti tanto per dimostrare loro i vantaggi di una indipendenza che non desiderano ed anzi temono. Come temono tutti i cambiamenti. Scusate ma per credere ancora nell’euro bisogna proprio essere microcefali, e il 62% vuole rimanere nell’euro. Mi rendo conto che nelle ultime settimane sono diventato un lettore meno assiduo e meno attento: mi sono rassegnato all’impossibilità di smuovere le ragnatele cerebrali dei Lombardi e dei Veneti. E nello stesso tempo mi preparo ad andarmene, come tanti altri. Non vale più la pena di combattere per questa gente e nemmeno per il territorio. Se lo tengano stretto (fino a quando l’islam non prenderà il sopravvento) e buon pro gli faccia.
      Le tasse le pagherò all’estero, come all’estero le pagheranno tutti quelli che se ne sono già andati (tante aziende produttrici di ricchezza) e che se ne andranno, così i vari terroni scandalizzati dalle nostre sacrosante lamentele si accorgeranno che non potranno più sfogliare verze: roma capitale gli sprechi bokassiani delle loro regioni di appartenenza se li pagheranno da soli…

  7. Franco says:

    L’individualismo non deve essere confuso con l’indipendentismo.Quando si capirà che si PUO’ essere indipendenti all’interno di una CONFEDERAZIONE di entità LIBERE e AUTONOME,si potrà avviare e realizzare quell’ORDINAMENTO che è ormai CONDIZIONE INDISPENSABILE per SOPRAVVIVERE e SVILUPPARSI fuori dal giogo “romano”.Confrontarsi e trattare da posizioni diverse anche se molto distanti fra loro,non significa perdere l’IDENTITA’,al contrario vuol dire percorrere una strada diversa e alternativa a quella obbligata che attualmente dobbiamo seguire.La conquista della LIBERTA’ non è un probabile traguardo,è un passaggio obbligato per non morire,di certo non te la regala nessuno,bisogna lottare per conquistarla e credo fermamente che sia arrivato il momento di farlo.

  8. caterina says:

    è vero che la gente va in ferie ma…il 19 luglio mi sembra di ricordare che c’è un incontro che può diventare importante… nella speranza che qualche gruppo indipendentista almeno si sia nel frattempo coordinato per dare più peso alle proprie proposte avendo presente le due ipotesi, che il governo duri o che cada…

  9. Roberto Marcante says:

    Tre commenti (io non mi conto) su 506 lettori della lettera…questa cifra mi pare alquanto significativa!

    Va bene, continuiamo ognuno con le sole proprie esigue forze e il sistema ci dilanierà senza nemmeno muovere un dito!

  10. Dan says:

    Signori, c’erano gli europei e poi c’è il mare.
    Ma che credevate ?

  11. Antonino Trunfio says:

    i fatti attorno a noi indicano che il tempo delle parole è scaduto da un pezzo. La storia racconta da millenni, quale tempo è necessario dopo quello delle parole.

  12. Claudia says:

    Stavo per scrivere alla redazione ,perchè anch’io da tempo attendevo di vedere su queste pagine una chiamata ad iniziative intraprese dai gruppi presenti a Jesolo…erano così battaglieri durante quell’incontro….
    sembrano scioltisi come la neve al sole…oppure il germe delle politica italiana gli ha immobilizzati….credo che di questo passo non andremo da nessuna parte…
    ci sono feste e rievocazioni storiche che vanno bene per far conoscere alla gente la Ns. vera storia ,ma finito di mangiare e bere dobbiamo impegnarci assieme e coinvolgere le persone ,non lasciarle andare a casa con l’idea che gli indipendentisti siano dei bravi attori da teatrino,o degli utopistici intellettuali,ma dei coraggiosi che portano avanti l’idea di libertà per tutti,ma con tutti.

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