CONTRO LA VIOLENZA DONNE IN PIAZZA IN 222 PAESI

di SILVANA STAZZONE*

Un ballo con gesti ritmati. Tante donne, serie, concentrate,  con fazzoletti rossi al collo.  E’ quasi una danza tribale, che vuole esorcizzare la violenza dell’uomo sulla donna. Paura dell’uomo, definita “ancestrale” un tempo non tanto antico, oggi dopo generazioni trascorse dall’emancipazione femminile suona anacronistica. Sono parole, definizioni che ci appaiono ormai vuote, inutili da pronunciarsi, mentre invece la realtà è tutta un’altra. Una donna su tre oggi è vittima della violenza dell’uomo carnefice, del suo uomo, fidanzato, marito, compagno, una violenza che è orrore di sangue o distruzione psicologica: negazione comunque di vita e libertà, di rispetto e amore, di amicizia e comprensione, proprio da colui che più vicino alla donna dovrebbe amarla e che invece sa esprimere solo un sentimento assassino. Così il giorno di San Valentino, una ricorrenza romantica,  d’amore e passione, si trasforma e si tinge di rosso non di gioia ma di sangue.

Un miliardo di donne oggi in 222 Paesi del mondo celebrano la tristezza di una crudeltà incivile che segna quest’anno il numero più alto di vittime  della violenza dell’uomo sulla donna. Un evento che si svolge con danze ritmate delle donne nelle piazze, nelle capitali di tutto il mondo, anche a Roma nell’ assolata Piazza di Spagna.

Tante associazioni femminili invocano  a gran voce leggi più severe, come quelle ottenute dalle coraggiose donne indiane che hanno stravolto le regole di una tradizione volta tutta al maschile. Femminili sono anche le  associazioni che  chiedono alla società più credibilità e fiducia nella donna stuprata, violentata,  uccisa, come l’Associazione “Doppia violenza” che da anni si batte per restituire dopo la violenza pure la dignitosa verità, spesso negata,  alle donne oltraggiate.

*News Media – stazzone.newsmedia@gmail.com

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One Comment

  1. Roberto Porcù says:

    Non sono andato a ballare in piazza, ma che siano necessarie leggi molto più severe per azioni di violenza contro persone indifese, è da tanto che lo sostengo.
    Non solo contro donne quindi, ma anche bambini ed anziani.
    Come maschio ho piacere che le femmine vestano come loro aggrada e vederle belle mi fa sempre piacere.
    Ritengo che gli autori di tante nefandezze, sempre maschi purtroppo, siano fondamentalmente dei grandi vigliacchi e sono a favore della pena di morte per simili reati nella convinzione che dall’eliminazione di certi individui l’umanità ne trarrebbe solo giovamento.

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