Beggiato: Vicenza dedichi una via a don Giuseppe Marini

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Al Signor Sindaco Achille Variati, Palazzo Trissino, Vicenza; Oggetto: Proposta per intitolare una via a don Giuseppe Marini fucilato dai napoleonici a Vicenza il 19 agosto 1809. Egregio Signor  Sindaco,

l’idea di intitolare una via a Pontelandolfo, teatro di un orrendo eccidio compiuto dai bersaglieri italiani il 14 agosto 1861, fa onore a Lei e all’intera città, e dimostra come la toponomastica sia portatrice di messaggi importanti; l’aveva ben capito il nostro concittadino Giambattista Giarolli autore di opere fondamentali  sulla toponomastica vicentina. Proprio per questo mi permetto di rinnovare la mia proposta di intitolare una via a Don Giuseppe Marini,  giovane cappellano di Carrè, fucilato dalle truppe napoleoniche proprio a Vicenza il 19 agosto 1809.

Ecco quanto scrive il Tornieri nelle sue Memorie:

“1809, 19 agosto….Giorno infaustissimo per essersi, per la prima volta in Vicenza, veduto fucilare un sacerdote. Questo atroce spettacolo si è eseguito questa mattina in Campo Marzo, un’ora dopo terza (le dieci circa). Ritornata la formidabile Commissione Militare alle sue missioni ha condannato ieri, e perciò furono fucilati questa mattina per la solita accusa di sollevazione, i seguenti: Don Giuseppe Marini d’anni 29 di Carrè sacerdote e capellano di Carrè, diocesi di Padova  e Pietro Nicolati, d’anni 39, nativo dell’Ospedaletto di Valsugana di professione muratore.”

Nel 1809 ci furono sollevazioni violentissime in tutto il Veneto e, in particolare, nell’alto vicentino. Intere vallate  furono per diversi giorni in mano dei rivoltosi che, il più delle volte, innalzavano la bandiera di San Marco. Napoleone aveva portato la nostra regione in condizioni di miseria e disperazione come mai nella storia veneta  e il nostro popolo reagì con particolare vigore:  i francesi, in nome della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità, riportarono l’ordine con centinaia e centinaia di morti.

Una pagina, quella del 1809, che meriterebbe di essere conosciuta dal  popolo veneto; mancò una figura leggendaria come il tirolese Andreas Hofer che guidasse il nostro popolo, e mancò anche chi, come il grande pittore spagnolo Francisco Goya tramandasse ai posteri l’eroismo di chi lottava per la propria libertà  e contro i crimini dell’occupante napoleonico.

A don Giuseppe Marini il Comune natio di Carrè ha già intitolato una via; ed auspico che anche il Comune di Vicenza voglia  ricordare l’eroico sacrificio di un questo  giovane prete veneto.

La rigrazio per l’attenzione, cordialmente

Ettore Beggiato, già consigliere comunale di Vicenza 

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5 Comments

  1. giovanni says:

    Mmmm i CAPponi non erano quelli che proponevano come modello di indipendentismo la Slovacchia collaborazionista di Tiso e che ogni tanto finiscono sui giornali per i manifesti contro gli ebrei?

  2. Roberto Porcù says:

    Fammi capire.
    Già a me rompe le balle sentire le trombe suonare per il generale Dalla Chiesa, la moglie Setti Carraro … e la scorta, il giudice Falcone … e la scorta, il giudice Borsellino … e la scorta, …
    Praticamente anche nel morire, ci sono persone che passeranno alla storia ed altre ad un anonimo oblio.
    Persone vere, con le loro famiglie a carico lasciate nella disperazione.
    A me sta molto bene questo ricordo di Don Giuseppe Marini, ma vorrei il medesimo ricordo di Pietro Nicolati anche se solo “muratore” perché il suo fu un comportamento egualmente eroico.

  3. joe says:

    cappe? fuori usciti i fascisti dal mondo indipendentista!

  4. Paolo L Bernardini says:

    Gliela dedicherà sicuramente il Veneto libero…Perché chiedere riconoscimenti a istituzioni straniere?

  5. luigi bandiera says:

    “i francesi, in nome della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità, riportarono l’ordine con centinaia e centinaia di morti.” Aggiungo io: in nome della democrazia.

    Brutto vizio quello francese…
    Ma anche quello inglese…
    …e mericano.

    Comunque le vie dovrebbero essere rinominate come i tagliani rinominarono i nostri nomi e cognomi oltre che la nostra storia.

    Ed il sonno nostrum continua…

    Ma che ci avranno fatto mo me renderci cosi’ una sotto specie di pecore..??

    Saluti

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