Domenica 20 ottobre, Grande Nord – Manifestazione davanti a consolato spagnolo. Visca Catalunya Lliure!

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Roberto Bernardelli, presidente di Grande Nord, sarà tra i primi ad aprire la manifestazione di domenica 20 ottobre a Milano davanti al consolato spagnolo, a sostegno del popolo catalano.  Intanto  si registra la terza notte di scontri in Catalogna, in particolare a Barcellona e a Girona, dopo la condanna al carcere dei leader indipendentisti. Nel capoluogo i manifestanti hanno eretto barricate in strada, dato fuoco ad alcune auto e lanciato oggetti contro la polizia che ha risposto con cariche e lancio di lacrimogeni. E’ di almeno 80 feriti, tra cui 46 poliziotti, il bilancio degli scontri nella notte più violenta da quando sono cominciate le proteste: la polizia ha arrestato 33 persone.

Le manifestazioni non si sono fermate con il nuovo giorno e i dimostranti hanno bloccato numerose strade in tutta la Catalogna, inclusa l’autostrada verso la Francia. Il premier ad interim spagnolo Pedro Sanchez presiederà una riunione con esperti del ministero dell’Interno ed altri ministeri sulla sicurezza.

Oriol Junqueras, ex numero due del governo della Catalogna e fra i leader indipendentisti condannati per il tentativo di secessione nel 2017, ha lanciato un appello via Twitter: “Dobbiamo restare mobilitati ma respingendo la violenza da qualunque parte essa provenga”, ha scritto sul suo profilo. Con lui, sempre su Twitter, anche Carles Puigdemont: “Non abbiamo bisogno della violenza per vincere, è lo Stato che ne ha bisogno per sconfiggerci. Mobilitazione e non violenza”, ha scritto l’ex presidente della Catalogna, fuggito in Belgio dopo il tentativo di secessione dalla Spagna nel 2017 e ora destinatario di un mandato d’arresto internazionale con le accuse di sedizione e appropriazione indebita, le stesse che hanno portato alla condanna gli altri leader.

“Non ci sono giustificazioni per bruciare le auto né per qualsiasi atto di vandalismo. La protesta deve sempre essere pacifica”, ha detto poi il presidente del governo catalano Quim Torra. “Non possiamo permettere che un gruppo di infiltrati danneggino l’immagine dell’indipendentismo”, ha aggiunto attribuendo la responsabilità delle violenze a gruppi estranei.

In precedenza, dalla Moncloa, il premier Sanchez aveva invitato il governo della Generalitat della Catalogna a “condannare con forza ogni atto di violenza”, sottolineando che il governo centrale avrebbe risposto con “fermezza, calma e unità” alle violenze, per le quali accusa “gruppi organizzati di estremisti”.

Lunedì scorso, la Corte suprema spagnola ha condannato 9 leader indipendentisti per il reato di sedizione a pene fra i 9 e i 13 anni di carcere. Tra questi, Junqueras (con la sentenza più pesante a 13 anni), la ex speaker del Parlamento catalano Carmen Forcadell, Jordi Sanchez, Jordi Cuixart, gli ex ministri Dolors Bassa, Joaquim Forn, Raul Romeva, Jordi Turull e Josep Rull. Gli altri tre imputati, a piede libero, Carles Mundó, Meritxell Borras e Santi Vila, sono stati condannati a delle ammende per il solo reato di disobbedienza. A nessuno è stato riconosciuto il reato più grave di ribellione, per il quale l’accusa aveva chiesto 25 anni.

 

 

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Prima o dopo ci saranno anche in Italia queste manifestazioni !!!
    Prima o dopo anche in Italia avremo dei nuovi Catalani !!1
    WSM

  2. caterina says:

    un popolo che riesce a mobilitarsi così compatto non potrà non vincere la sua battaglia! merita il rispetto del mondo e merita la vittoria!

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