DOMANI I FORCONI ARRIVERANNO A NAPOLI

di REDAZIONE

Il Movimento di Insorgenza civile aderisce alla manifestazione indetta dal gruppo Made in Naples, su Facebook, di solidarietà con i forconi siciliani prevista lunedì 23 gennaio, dalle 9 in poi, a piazza Garibaldi.

“Il salasso economico del sud non finisce anzi peggiora: hanno strangolato il piccolo commercio, hanno liberalizzato quello che conveniva alle banche e non hanno minimamento toccate le rendite dell’alta finanza. Napoli ed i napoletani non si riconoscono più nella politica nazionale ed è per questo che lunedì mattina Insorgenza Civile sarà al fianco di tutti i napoletani che scendendo in piazza dimostreranno che è l’ora di cambiare”.

“Napoli – spiega il presidente di Insorgenza, Nando Dicè – si associa alla protesta dei forconi siciliani, aggiungendo le sue motivazioni: questa è la città delle assicurazioni più care d’Europa, l’unica città dove si paga pedaggio per passare da un quartiere all’altro con la tangenziale, l’unica dove si paga l’acqua alle fontane pubbliche nonché una delle città del Sud con il più alto tasso di disoccupazione e di inquinamento, che attende soluzioni e bonifiche da decenni. Siamo stanchi della politica delle banche, della dittatura economica impostaci con la scusa della crisi, di questa politica serva dei poteri forti. Napoli non ha bisogno di ideologie al soldo dei banchieri ma di uomini liberi che si organizzino per riconquistare la propria sovranità per un Sud finalmente libero e non più colonizzato, sfruttato ed offeso quotidianamente”.

Appuntamento dunque lunedì 23 gennaio dalle ore 9 in piazza Garibaldi a Napoli con tutti i cittadini che vorranno manifestare il proprio dissenso sulle misure economiche e anticrisi a danno solo dei meridionali e che vorranno esprimere ai fratelli siciliani la propria vicinanza e solidarietà.

E la rabbia continua a montare…

 

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2 Comments

  1. Roberto Fedeli says:

    Napoli e la Campania tutta è un esperimento sociale consolidato, qualche eccezzione comunale virtuoso esiste ma la regola generale è lo sperpero il malaffare dei soldi pubblici in qualsiasi ambito. Vedremo anche qui le infiltrazioni nel movimento per distruggere e cavalcare la protesta e vestirla di sporco come nella lotta popolare sacrosanta contro la “munnezza” . In generale la storia ci racconta di movimenti genuini, proteste nate dal basso tasformate in bordelli sanguinosi a tutto vantaggio della classe distruttrice dominante. Questo è il grande pericolo che incombe, ci sono i pro nella protesta ma occorre vedere anche i tanti contro.

    • Dan says:

      Più che queste “infiltrazioni” temo più la possibilità che questo movimento dei forconi finisca a tarallucci e vino raccattando un po’ di poltrone in parlamento come nuovo partito popolare.
      Hanno sbagliato ad interrompere il blocco in sicilia: prima dovevano ottenere risultati concreti dallo stato e poi smobilitare.
      Dovevano essere d’esempio in modo che altre regioni al sud, al centro ed al nord si organizzassero allo stesso modo in maniera da mettere alle strette il governo e costringerlo ad ascoltare le ragioni della gente.
      Si sono accontentati di un incontro, di qualche promessa e per contro garantiscono solo una manifestazione a roma, pur raccogliendo qualche simpatizzante lungo la strada.
      Roma adesso non cederà, non darà loro niente di quanto chiedono perchè ciò si trasformerebbe in un precedente non da poco.
      Mi sa tanto che tra qualche tempo ci sarà una vera rivoluzione, senza tanti forconi e proclami vari…

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