Doddore prosegue lo sciopero della fame. E non accetta i domiciliari

di REDAZIONE

Prosegue lo sciopero del fame e della sete nel reparto di medicina dell’ospedale San Martino di Oristano, Doddore Meloni, l’indipendentista sardo leader del Partidu Indipendentista Sardu – Malu Entu, da 6 giorni agli arresti per ordine della magistratura oristanese. E domani non potrà partecipare alla festa del quarto anniversario della proclamazione d’indipendenza della Repubblica di Malu Entu, che “conquistò” coniando moneta e nominando ministri, dopo aver scritto all’Onu appellandosi alla Carta di San Francisco. La festa non si farà sull’isola, ma nei giardini di Mandriola (Oristano), per motivi tecnici e organizzativi. Non tutti i simpatizzanti che vogliono mostrare la loro vicinanza a Meloni, hanno il gommone o la barca per raggiungere l’Isola di Mal di Ventre, 11 km a largo della costa di Oristano.

Intanto stamani l’avvocato Cristina Puddu, legale e portavoce di Meloni ha presentato ricorso al Tribunale del Roesame contro la misura cautelare, non accettando neppure quella meno restrittiva dei domiciliari, che gli vietano ”vista la prescrizione contenuta nell’ordinanza del gip, di comunicare con terzi estranei al nucleo familiare, con qualunque mezzo, posta, telefono, mail, social network o qualunque altra connessione telematica”.

”Le condizioni sono stazionarie – spiega la Puddu all’agenzia Adnkronos – anche se è stato scongiurato il pericolo del blocco renale con le flebo che gli sono state somministrate. E’ fortemente debilitato, ha perso 8 chili in 5 giorni, ed e’ dispiaciuto di non poter partecipare, fisicamente, alla festa dell’anniversario della dichiarazione d’indipendenza di Malu Entu, ma sarà li idealmente. E’ deciso a non mollare”.

Non si conosce ancora quindi la data delle dimissioni dal reparto di medicina del San Martino, dov’è piantonato, ma ”dovrà fare sicuramente una tappa in carcere qualora fossero concessi i domiciliari per ritirare i suoi effetti personali”, poi dovrebbe andare nel suo domicilio, a Terralba.

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3 Comments

  1. gigi says:

    Procurade de moderare
    Procurad’e moderare
    Barones, sa tirannia
    Chi si no, pro vida mia,
    Torrades a pés in terra
    Decrarada est giaj sa gherra
    Contra de sa prepotentzia
    Incomintzat sa passentzia
    In su pobulu a mancare

    Mirade ch’est pesende
    Contra de bois su fogu
    Mirade chi no est giogu
    Chi sa cosa andat ‘e veras
    Mirade chi sas aeras
    Minetan su temporale
    Zente cunsizzada male
    Iscurtade sa ‘oghe mia

    No apprettedas s’isprone
    A su poveru ronzinu,
    Si no in mesu caminu
    S’arrempellat appuradu;
    Mizzi ch’es tantu cansadu
    E non ‘nde podet piusu;
    Finalmente a fundu in susu
    S’imbastu ‘nd ‘hat a bettare.

    Su pobulu chi in profundu
    Letargu fit sepultadu
    Finalmente despertadu
    S’abbizzat ch ‘est in cadena,
    Ch’istat suffrende sa pena
    De s’indolenzia antiga:
    Feudu, legge inimiga
    A bona filosofia!

    Custa, populos, est s’ora
    D’estirpare sos abusos
    A terra sos malos usos
    A terra su dispotismu
    Gherra, gherra a s’egoismu
    E gherra a sos oppressores
    Custos tirannos minores
    Est pretzisu umiliare

  2. sciadurel says:

    mi accodo anch’io alla richiesta di un’approfondimento sulla vicenda di Malu Entu …

  3. Alberto Pento says:

    Non so se questo Doddore sia un eroe puro o un furbastro che sfrutta l’indipendentismo par fare gli affari suoi … però di coraggio ne hà e sarebbe da approfondire la sua storia per capir meglio tutta la faccenda.

    Se fosse un puro sarebbe un eroe e farebbe bene a non versare un soldo ai ladroni italiani.

    Il fatto che sia stato arrestato e che faccia lo sciopero della fame e della sete mi fa supporre che non sia affatto un furbastro-evasore che sfrutta l’indipendentismo per gli affari suoi.

    Se la redazione volesse approfondire la questione e far luce non sarebbe male a cominciare dalla storia personale ed economica di quest’uomo.

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