DISTRETTI: I MIGLIORI 12 AL NORD, I PEGGIORI 12 AL SUD

di REDAZIONE

È il metalmeccanico il primo settore per qualità della vita dei distretti, seguito dal sistema casa, dal sistema moda e, per ultimo, dall’alimentare. Confartigianato ha studiato, per l’Osservatorio nazionale dei distretti italiani, i fattori di successo a partire dal mercato del lavoro e dalla densità delle imprese fino alle infrastrutture e i servizi, la legalità e la giustizia, il fisco e la burocrazia. Ha incoronato così i 12 migliori distretti, tutti al Nord, e i 12 peggiori, tutti al Sud. Apre la classifica della qualità della vita il distretto trentino del porfido e della pietra di Borgo Valsugana, seguito da quello del ferro delle Valli Bresciane e quello delle confezioni e dell’abbigliamento della Bassa Bresciana. Risulta ultimo, invece, il distretto beneventano del tessile, preceduto da due distretti napoletani (tessile, abbigliamento e concia). «Nel Mezzogiorno sono pochi i distretti presenti e pesano per solo il 5% della realtà distrettuale italiana», si legge nel rapporto, che parla di dati da «medioevo». «Ma il ritorno alla crescita del’economia italiana non può avvenire senza un rinascimento del Mezzogiorno», conclude Confartigianato.

E tuttavia non bastano i risultati del 2011, altalenanti ma migliori di quelli del complesso dell’economia, a portare l’ottimismo nei distretti italiani. Il 22% delle imprese che ne fanno parte prevede un calo della produzione nel 2012 (era l’8% nel 2010) e il 25% si attende tagli del personale. L’Osservatorio dei distretti, presentato da Unioncamere, è la fotografia di un universo che, seppur in crisi, resta «lo zoccolo duro dell’Italia imprenditoriale», come lo definisce il presidente della Federazione dei distretti, Valter Teranzano, e con circa 1,4 milioni di lavoratori, rappresenta il 30% dell’industria manifatturiera. Nel 2011 le aziende distrettuali che segnalano un aumento del fatturato sono il 39,9%, oltre 5 punti percentuali in più rispetto al 2010 e oltre 2,5 punti in più rispetto alle aziende manifatturiere al di fuori dei distretti. Sono particolarmente positivi i risultati dei distretti della meccanica (fatturato in crescita per il 42,6%), del Nord-Ovest e del Centro (entrambi sopra il 45%) e delle imprese esportatrici (41,2%). Proprio il commercio estero si conferma il fattore di maggior dinamismo dei distretti: nel 2011 le aziende distrettuali che esportano sono il 78% contro il il 68% delle imprese non distrettuali. Le maggiori criticità, invece, sono nel recupero dei crediti commerciali (un problema per il 70% degli imprenditori) e nell’accesso al credito (per il 50%). «La medicina per abbassare la temperatura in tempi brevi è certamente un migliore rapporto con il credito – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – senza risorse finanziarie non solo non si cresce ma soprattutto non si riesce a tenere le posizioni e a garantirsi la possibilità di un rilancio».

 

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One Comment

  1. Marco says:

    OT: incentivo alle imprese della regione Campania per l’apprendistato professionalizzante: € 5000 (cinquemila euro) a fondo perduto per assumere un apprendista…misure forti!

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