Disoccupazione. Scopri le differenze: Romania 5,4%, Italia 11,3%

statalismodi ROBERTO BERNARDELLI – Il tasso di disoccupazione della Romania e’ stato del 5,4 per cento a maggio 2017, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo riferisce l’Istituto nazionale di statistica (Ins) con un comunicato. E l’Italia? L’Istat certifica che è salito all’11,3%.  Risultano in aumento da aprile solo gli occupati ultracinquantenni e i dipendenti con contratti a termine. Cioè che non può andare più in pensione e chi è assunto con il job’s act. Un affarone. L’ex blocco comunista riesce a fare meglio dell’Italia centralista.

In più, apprendiamo da Il Sole24Ore, che la spending review se l’è mangiata tutta la nuova contrattazione per gli statali. I risparmi sono stati consumati peer gli aumenti di stipendio. Ecco qua. “Il conto è presto fatto. Nel 2016, spiega l’Istat, le pubbliche amministrazioni hanno dedicato al personale 164,1 miliardi di euro, cioè il 3,3% in meno dei 169,6 miliardi spesi alla stessa voce nel 2011. Il risparmio nominale, insomma, è stato di 5,5 miliardi. L’accordo firmato con i sindacati il 30 novembre scorso promette aumenti medi da 85 euro al mese, che con i contributi producono un costo intorno ai 110 euro, cioè 1.430 euro per 13 mensilità. Per garantirlo ai 3,26 milioni di dipendenti pubblici in servizio servono circa 4,7 miliardi all’anno: aggiungendo al conto l’allargamento del turn over, che in pratica triplica gli spazi per le assunzioni nei Comuni con conti e organici in ordine, e le promozioni interne sbloccate dalla riforma, superare i 5 miliardi non sarà difficile”.

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