Disoccupati dell’UE in tenda in Svizzera in cerca di lavoro

di REDAZIONE

C’è crisi, è tempo di migrare. Nell’Europa della moneta unica si torna a parlare di immigrazione. E quella che in Svizzera era soltanto ritenuta presunta, oggi sembra sia diventata realtà. I disoccupati dell’Unione arrivano in Svizzera a cercare lavoro. La conferma arriva dall’Associazione dei servizi cantonali di migrazione e più precisamente dal suo presidente, David Keller. Nel Canton Svitto, dove Keller è direttore dell’Ufficio migrazione, sarebbero numerose le persone in Svizzera in cerca di un’occupazione arrivate dall’Europa Meridionale. Uomini, donne e famiglie intere che arrivano e alloggiano in campeggi del cantone. E non solo a Svitto. Come si legge sul Tages-Anzeiger oggi, questo fenomeno è riscontrabile anche a Zurigo. “Una situazione che negli scorsi anni non si era vista” ha aggiunto David Keller, che conferma le dichiarazioni di Mario Gattiker.

Il direttore dell’Ufficio federale della migrazione in un’intervista rilasciata al Tages-Anzeiger, aveva dichiarato che persone provenienti dagli stati in crisi del sud e dall’est europeo, arriverebbero in Svizzera in cerca di lavoro. I cittadini europei arriverebbero in Svizzera “per  verificare la situazione direttamente sul posto”. Ossia la Svizzera. Secondo Hansjürg Dolder, direttore dell’Ufficio per l’Economia e il Lavoro di Basilea città, sono arrivate nelle ultime settimane “numerose richieste via e-mail di persone provenienti dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Grecia. Richieste riguardanti informazioni generiche sul mercato del lavoro e sulle condizioni di vita in Svizzera”.

La precisa dimensione della nuova immigrazione è ancora tutta da definire. Se i disoccupati restano meno di tre mesi non necessitano di permesso di soggiorno alcuno. “Molte persone alla ricerca di lavoro non si preoccupano per nulla di ottenere un permesso” ha detto il presidente dell’Associazione dei servizi cantonali di migrazione David Keller. E sono pochi coloro che si rivolgono agli uffici del lavoro. Le statistiche ufficiali darebbero quindi un’idea limitata del fenomeno. Negli uffici di lavoro sono una trentina i disoccupati immigrati che ogni mese chiedono aiuto agli uffici di lavoro regionali  su come trovare occupazione. Nei cantoni come Berna, Basilea-Città o i Grigioni sono comunque casi ancora isolati.

Per il direttore dell’Ufficio federale della migrazione Gattiker il fenomeno degli immigrati senza lavoro non è da considerarsi “un fenomeno di massa, bensì di casi isolati”. La situazione, in tutti i casi, per Gattiker, non è da ritenere “in nessun caso allarmante”. Cifre a disposizione, però, l’Ufficio federale della migrazione, non ne ha. Nella banca dati dell’Ufficio federale i cercatori di lavoro con un permesso di lavoro di tre mesi sono disponibili, ma per ragioni tecniche non sono pubblicabili.

Nell’ultimo anno sono aumentati anche gli immigrati i lavoratori dagli stati dell’est facenti parte dell’Unione Europea che vengono soltanto per un anno. Ed è per questo motivo che i partiti borghesi chiedono al Consiglio federale di estendere la clausola di salvaguardia anche ai permessi di soggiorno di un anno.

Tratto da www.tio.ch

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