DISOCCUPAZIONE RECORD. MOLTO PEGGIO PER I GIOVANI

di REDAZIONE

Uno spettro si aggira per l’Europa: la disoccupazione. L’Italia, che non si fa mancare mai nulla ha segnato un suo nuovo record: A dicembre il tasso di disoccupazione si attesta all’8,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 31,0%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto a novembre. Lo dice l’Istat.

A dicembre dell’anno scorso, gli occupati sono 22,903 milioni, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione diminuisce dello 0,1% (-23 mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, stabile nel confronto congiunturale e in diminuzione in termini tendenziali di 0,1 punti percentuali. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,2% (-34 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona al 37,5%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti su base annua. A dicembre la stabilità dell’occupazione rispetto al mese precedente deriva da una diminuzione della componente maschile (-0,5%) e da un aumento di quella femminile (+0,7%). Anche su base annua la diminuzione dell’occupazione interessa esclusivamente la componente maschile (-0,7%), mentre l’occupazione femminile aumenta dello 0,8%. Il tasso di occupazione maschile, pari al 67,1%, diminuisce di 0,3 punti percentuali rispetto a novembre e di 0,4 punti su base annua. Quello femminile (46,8%) registra un aumento di 0,3 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. La disoccupazione maschile cresce del 5,1% rispetto al mese precedente e del 15,1% su base annua; il numero di donne disoccupate diminuisce rispetto a novembre del 3,9%, mentre aumenta del 6,2% in termini tendenziali. Il tasso di disoccupazione maschile cresce di 0,4 punti percentuali nell’ultimo mese, portandosi all’8,4%; quello femminile segna una flessione di 0,4 punti e si attesta al 9,6%. Rispetto all’anno precedente il tasso di disoccupazione maschile sale di 1,1 punti percentuali e quello femminile di 0,4 punti percentuali. L’inattività diminuisce dello 0,2% in confronto al mese precedente, tendenza questa che interessa sia la componente maschile (-0,1%), sia quella femminile (-0,3%). Rispetto a dodici mesi prima gli inattivi diminuiscono dell’1,2%, facendo registrare una variazione di pari intensità sia per la componente maschile sia per quella femminile.

E nel Vecchio continente?

Sono Grecia, Cipro e Spagna i paesi Ue a registrare l’aumento maggiore della disoccupazione a fine 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. È quanto emerge dai dati Eurostat, secondo cui il record tocca ai greci, che sono passati da un tasso di persone senza lavoro del 13,9% ad ottobre 2010 al 19,3% di ottobre 2011. Seguono Cipro (da 6,1% a dicembre 2010 al 9,3% di dicembre 2011) e Spagna (20,4% a dicembre 2010 contro il 22,9% a dicembre 2011).

Il dato Ue è passato invece dal 9,5% al 9,9%, mentre nell’eurozona dal 10% è arrivato al 10,4%. Su base mensile, nell’eurozona, il tasso di disoccupazione a dicembre dell’anno scorso è rimasto invariato rispetto a novembre, al 10,4%. Anche nella Ue-27 il tasso è rimasto stabile a dicembre rispetto al mese precedente, al 9,9%. La maglia nera rimane alla Spagna, ferma al 22,9%. Per quanto riguarda i giovani, il numero di disoccupati under 25 nell’Ue a dicembre del 2011 è cresciuto di 241mila persone nell’Ue a 27 e di 113mila nell’eurozona, toccando quota 5,493 milioni di persone. Il dato più elevato è quello dei ragazzi spagnoli (48,7%), a cui seguono greci (47,2%), slovacchi (35,6%), italiani (31%) e portoghesi (30,8%).

Tornando al “Belpaese”, sarà effettuata, ha scritto in una lettera Barroso a Monti, una prima «visita di uno o due giorni» degli esperti di Bruxelles già a febbraio, con l’obiettivo di individuare «i necessari elementi di un piano sull’occupazione giovanile da includere nel programma nazionale di riforma».

Ci sarebbero, insomma, misure specifiche a livello di politiche e di bilancio per sostenere la creazione di posti di lavoro e la formazione per i giovani, cercando di conciliare la domanda e l’offerta di competenze e di arginare l’abbandono scolastico, ma anche “i programmi di sostegno alle piccole imprese che devono essere accelerati o a cui occorre trasferire i fondi Ue riprogrammati ad hoc”. Fondi Ue già assegnati all’Italia ma non ancora utilizzati.

Per chiudere, tornando all’Italia, la Campania è la regione in cui il tasso reale di disoccupazione fra i giovani è più elevato. Al secondo posto c’è la Sicilia.

Per la Cgia di Mestre, questa la classifica della disoccupazione giovanile:

Campania 44,20%-51,10%

Basilicata 37,60%-48,30%

Lazio 31,30%-42,50%

Sicilia 42,60%-41,20%

Lombardia 18,50%-40,30%

Sardegna 40,50%-39,70%

Calabria 39,80%-39,50%

Piemonte e Valle d’Aosta 26,10%-37,30%

Veneto 17,10%-37,20%

Toscana 23,80%-36,90%

Molise 29,60%-36,20%

Emilia Romagna 18,10%-35,00%

Marche 11,40%-34,70%

Puglia 33,00%-34,40%

Trentino Sud Tirolo 11,60%-30,90%

Friuli Venezia Giulia 16,90%-30,30%

Abruzzo 24,50%-29,70%

Liguria 18,90%-27,30%

Umbria 16,50% 15,40%

 

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