Disobbedienza civile, quella che abbiamo dimenticato

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di ANGELO VALENTINO – Il ministero dell’Interno spagnolo ha riferito di 92 seggi “illegali” chiusi in Catalogna dalla polizia nazionale e dalla Guardia Civil, durante le operazioni di voto per il referendum sull’indipendenza della regione, e di tre arresti. Il ministero ha precisato su Twitter che alle tre persone arrestate, tra cui figura una ragazza minorenne, sono stati contestati i reati di aggressione a un agente e disobbedienza civile.

Che vergogba. Di recente un editoriale del nostro direttore, Stefania Piazzo, ci ricordava il tema della disobbedienza civile, questione diventata bandiera di Gianfranco Miglio.

“Declineranno, una dopo l’altra, tutte le grandi strutture istituzionali che hanno caratterizzato, nel corso dei secoli, il nostro paesaggio politico”, scriveva il professore. E in effetti, Madrid ieri ha declinato verso il baratro.

Ricordava Piazzo che “Disobbedire ai tiranni è un diritto morale ed etico”. In effetti la Spagna ha “menato le mani” per la pura conservazione del potere. Ma “Senza patto di convivenza civile, che è il solo ad avere titolo di credito, la politica ha fallito”. E ci veniva anche ricordato che  «I popoli liberi – scriveva Miglio in “Disobbedienza civile” – sono quelli che si permettono ogni tanto di ribellarsi: che non temono di impugnare le decisioni del loro governo, ma che tornano poi ogni volta a rifondare, con più solida persuasione, l’ordinamento in cui vivono». E così la Dichiarazione d’indipendenza – Americana (!): «Ma quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, invariabilmente diretti allo stesso oggetto, svela il disegno di assoggettarli ad un duro dispotismo, è loro dovere abbattere un tale governo e procurarsi nuove garanzie per la loro sicurezza futura».

Sono cadute le monarchie, è passato anche Napoleone, ma persiste l’Europa di uno superstato giacobino. Ieri abbiamo visto però questo muro iniziare a frantumarsi!

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