Diritto di voto: Italia, una e indivisibile? Una barbarie

indipendenzedi NICOLA BUSIN – Nel settembre 2013 Edoardo Rubini pubblicava su Vivere Veneto un interessante e approfondito articolo: Italia, repubblica divisibile: i veneti decidano, in occasione della discussione in Consiglio Regionale della proposta per il referendum dell’indipendenza. Sappiamo bene che i consiglieri regionali Lega in testa, con il rifiuto ideologico dei piddini, poi approvarono questo referendum consultivo in ogni caso dirompente a livello nazionale. In pratica con un legge regionale si consentiva al “Popolo Veneto” di esprimersi sulla volontà o meno di restare uniti a questo stato italiano.

Abbiamo visto come è andata a finire, con i giudici costituzionali che hanno dichiarato l’inesistenza del Popolo Veneto dato che dopo l’annessione del 1866 è stato inglobato nel popolo italiano. Come dire che i Curdi, gli Armeni ecc. essendo sparsi in varie nazioni non hanno ulteriore ragione di esistere. Dire che il popolo Veneto, che non è presente solo nelle terre delle Venezie ma sparso nel mondo in varie nazioni, la più significativa il Rio Grande do Sul in Brasile ma non solo, non esiste perché unificato nel popolo italiano è indubbiamente una barbarie, una violenza culturale inaudita, una decisione da denunciare nei più grandi contesti umanitari presenti al mondo. Ma quale storia, cultura propria, caratteristica etnica ha questo popolo italiano è difficile da capire.

Vale da sempre l’emblematica frase pronunciata da Massimo D’Azeglio “ fatta l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani” il che implicava l’eliminazione degli splendidi popoli che la abitavano a favore di una nuova entità etnica tutta da definire. A più di 150 anni possiamo affermare senza ombra di dubbio che questo folle e tragico progetto è fallito nonostante il grande impegno che i burocrati e boiardi di stato hanno anche economicamente profuso. L’unica cosa che si è riusciti ad imporre è la comune lingua italiana: forse se da subito era scelto l’inglese saremmo stati più internazionali, mantenendo e implementando le splendide lingue locali, lingua Veneta in testa che è appunto ancora normalmente parlata non solo dagli abitanti delle Venezie ma pure in Brasile (riconosciuta ufficialmente) in Messico, Istria ecc..

La famosa frase “Italia una e indivisibile” scritta dai Padri costituenti, forse più esattamente dai funzionari fascisti ancora tutti presenti negli uffici statali alla fine del conflitto mondiale, trova derivazione dalla rivoluzione francese: durante la seduta d’apertura della Convenzione Nazionale (parlamento rivoluzionario) del 21 settembre del 1792, i deputati votarono all’unanimità l’abolizione in Francia della monarchia, così dal 25 settembre 1792 si cominciò a definire la Repubblica Francese come “una e indivisibile”. Scrive ancora Rubini:  “Lo studio dei retroscena storici consente di chiarire certe “bizzarrie giuridiche”. Il fatto di dire che uno Stato non si dividerà mai ha due conseguenze pratiche: il primo è che si vuole tale Stato come immortale; il secondo è che non potrà mai ridursi, ma solo accrescersi. Si aggiunga una terza conseguenza: lo Stato che non si dividerà mai potrà solo ingrandirsi, fino a conquistare il globo terracqueo. Infatti, questa era la prospettiva seguita da Napoleone Bonaparte e dagli altri condottieri ispirati dai medesimi intenti, quali Hitler, Mussolini, Stalin, ecc.”.venezia

Dopo la pronuncia della corte costituzionale come si è comportato il Consiglio Regionale Veneto che aveva votato una legge per indire il referendum? Nulla, qualche anacronistica lamentela ma nulla più. Ora i Veneti dotati di un minimo di acume si sentono presi in giro, soprattutto dai loro consiglieri che tanto avevano fatto per proporre questa opportunità di liberazione dalle catene romane. Doveva svilupparsi una reazione forte, un urlo di grande sofferenza a tutto il mondo per denunciare una simile barbarie e cioè che una stato nato 150 anni fa dall’unione forzata di vari popoli non permetta ad un popolo di migliaia d’anni di esprimere il proprio desiderio o meno di restare unito a questo stato farlocco. Ricordiamo che la Serenissima Repubblica è stata per millenni punto di riferimento per il mondo intero in fatto di democrazia, libertà, cultura, arte, ricchezza di commerci, manifatture, turismo, accoglienza, tolleranza e di fatto non è mai ufficialmente decaduta.

Notiamo purtroppo che tutti i partiti presenti a Roma hanno perso ogni desiderio di rivedere questa costituzione che, nata dicono dalla resistenza, in realtà ha assorbito in questo caso (Italia una e indivisibile) il pensiero fascista. Qui continuiamo a ripetere che non è questione etnica, che tutti i popoli italici sono splendidi, ma purtroppo impossibili da unificare in un nuovo popolo ogm. Questo assurdo tentativo ha prodotto e produrrà danni irreversibili per la popolazione civile tutta ad esclusione dei boiardi di stato che continuano a mantenere le loro ricche rendite di posizione e dirigono le comunicazioni: televisione, radio, giornali ma fortunatamente con scarsi risultati per la rete internet, vero motore di libertà.giornali

L’unica soluzione al progressivo decadimento economico e civile di questo stato è proprio cambiare questa superata costituzione che quanto meno permetta ai vari popoli di decidere cosa fare del proprio divenire, magari con una costituzione di tipo federale che consenta ad ogni territorio di governarsi anche se uniti con un fondo di solidarietà. Solo così, creando una sana competizione, con un controllo più attivo della gestione di governo e delle risorse presenti a livello locale si potrà avere un futuro senz’altro grande come lo è stato in passato. La miopia politica degli attuali governanti è assolutamente incomprensibile, intollerabile. L’ignavia di molti politici Veneti che non si fanno parte forte e attiva per questo cambiamento appare sempre più intollerabile.

Ma forse qualcosa è cambiato in modo profondo, soprattutto con le tante iniziative che i Veneti stanno proponendo dal basso, fuor da logiche partitiche, con tanta buona volontà e tanta consapevolezza che così non si può più andare avanti, che non si può accettare questo lento e inarrestabile declino. Forza Veneti, alziamo la testa! WSM

 

(per gentile concessione dell’autore da http://www.dirittodivoto.org/dblog/articolo.asp?articolo=603)

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3 Commenti

  1. Giancarlo says:

    E’ assurdo che esista un’articolo di qualsiasi costituzione al mondo che preveda ” l’una e indivisibile”.
    E’ contro ogni logica. Qualsiasi contratto al mondo prevede la rescissione o la fine del contratto o la possibilità di una delle parti contraenti di revocare quanto sottoscritto.
    E’ illogico e demenziale poi che tale costituzione italiota non sia stata formalmente confermata tramite un referendum popolare. Dunque di quale contratto parliamo tra le istituzioni italiane ed il Popolo ?
    Certe persone ( i padri snaturati….della patria) hanno redatto la carta e se la sono sottoscritta senza chiedere nulla al Popolo italiano di allora. Adesso è troppo tardi per fare o disfare.
    I Veneti in primis….ma altri ci seguiranno hanno deciso che non sono più italiani e non hanno certo chiesto il permesso a nessuno come si usa fare qui in italia. Dunque qualìè la differenza tra ieri e oggi?
    La differenza è che a roma “poverini” si sono dimenticati che il potere è del popolo sovrano e quindi se una parte di esso non ci sta più ( e non tira più su le maniche per mantenere i boiardi tutti) se lo devono mettere bene in testa non si torna più indietro.
    Come dice Caterina, Saranno le istituzioni internazionali in primis e fattori economico-politici esterni dall’italia che consacreranno definitivamente il distacco del Veneto dall’italia matrigna e despota da sempre verso i Veneti. Inutile nasconderselo. Se non bastassero i disastri bancari anche nel Veneto sarà il CRIPTO-STATO VENETO a chiudere la partita con l’italia che non vede, non sente e non dice mai nulla sui Veneti che non ne possono più di questo regime schizzofrenico e fallimentare che è lo stato italiota.
    WSM

  2. caterina says:

    notizia di oggi: l’operato di Plebiscito.eu per l’affermazione dell’indipendenza del Veneto è oggetto di studio all’Università di Harvard negli Stati Uniti… è solo qui da noi che nessuno dei media se n’è neppure accorto… ma i duemilionitresentomilaepassa Veneti che nella primavera del 2014 hanno votato sulla propria indipendenza dall’Italia finalmente hanno la soddisfazione di una così prestigiosa considerazione… ora vedremo anche come si pronuncerà la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo cui è ricorso Plebiscito, il quale ci sollecita anche a dare appoggio alla petizione attraverso internet entrando nel sito o firmando dove si riesce a organizzare punti di raccolta per chi non è su internet…
    Insomma, la libertà è vicina e ci stiamo preparando a cambiare totalmente registro.. andate su internet e vi stupirete della modernità che avanza con la fine dei timbri di letteraria memoria…
    Modelli attuali, se non ci bastasse la nostra storia? Svizzera ed Estonia…

  3. luigi bandiera says:

    Musica per le mie orecchie.
    .
    Grazie e, PSM e WSM.

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