Diritto alla casa: prima i nostri. La Lombardia vince il braccio di ferro col governo

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Il governo non impugnerà la legge lombarda sulla casa. “Alla fine abbiamo avuto ragione”. Questo il commento del vicepresidente della Regione Lombardia nonchè assessore regionale alla casa, Fabrizio Sala, sulla decisione del consiglio dei ministri di non impugnare la legge lombarda sulla riforma dei servizi abitativi. Nel mirino del Ministero del Lavoro e della presidenza del consiglio era finito il requisito dei 5 anni di residenza nella regione necessario – a sensi della nuova normativa – per poter ottenere un alloggio sociale o popolare. Ma questa mattina il Cdm ha deliberato la non impugnativa per la legge lombarda. “Il requisito dei cinque anni di residenza – ha puntualizzato l’esponente della giunta Maroni – era un dovere morale verso le fasce deboli e chi realmente ha bisogno di un alloggio sociale o popolare. Non è una norma discriminatoria o demagogica, è una norma che va incontro a chi è fragile e che merita, risiedendo in territorio lombardo, di avere la possibilità di rialzarsi”.

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