Diploma in quattro anni. E meno ore in classe senza dirlo…

scuola-sicuradi SERGIO BIANCHINI – Leggo attentamente un articolo su Sussidiario.net dei giorni scorsi. C’è un nuovo articolo sul diploma in 4 anni. Ma stavolta si pubblica il quadro orario settimanale delle lezioni. Ed è lì che vado a controllare.

Le ore settimanali calendarizzate sono 40. Nei corsi del quinquennio attuale le ore sono invece 32.

 Ferraù pubblica, credo anche sulla mia implacabile insistenza quantitativa, con la parola calda inserita nell’articolo https://goo.gl/NcvWvc , il quadro orario settimanale.
Si vedono 40 ore settimanali e quindi fa subito il conto: 40 ore settimanali per 4 anni anzichè 32 per 5 anni. Allora il totale delle ore curricolari del diploma è rispettato. Allora il decreto famoso dell’autonomia, che prevede il rigoroso rispetto del volume totale del curricolo pur ammettendo autonome scansioni, è rispettato.
No, perchè le ore sono di 45 minuti e quindi il totale delle ore  è perfino minore di quelle previste oggi nel quinquenni degli istituti che sono 32 settimanali.
Italia, paese pieno di ipocriti. Governato con l’ipocrisia e la falsità.  Che sono accettate da tutti o quasi, “se serve”. In questo caso servono a ridurre la mostruosa grandezza del curricolo italiano senza dire apertamente che è mostruosa e il frutto bacato di 30 anni di litanie tempopieniste e di ingigantimento artificiale dei posti statali.
Cittadini virtuosi in stato virtuoso. Da noi sembra un’utopia ma è la mia stella polare e la vedo come l’unica via d’uscita dalla melma attuale.

Ricapitolando… 32 per 5 fa 160.  Anche 40 per 4 fa 160.  Ed allora prendere il diploma in 4 anni anzichè in 5, se le ore totali sono uguali, è perfettamente equo e rispettoso del famoso decreto DPR 275 del 99. Quel decreto stabiliva e stabilisce che ci siano ampi margini nello svolgimento local del curricolo PURCHE’ sia rispettato il volume totale in ore.

E così gli istituti sperimentano il diploma in 4 anni facendo finta di rispettare la legge. E così anche il ministero, che ormai sembra deciso a cambiare rotta, accetta le sperimentazioni facendo finta di non rigettare 30 anni di filosofia tempopienista che ci hanno portato al curricolo più gravoso d’Europa.

Il ministero sperimenta il diploma in 4 anni, ma lo fa poco alla volta, così non spaventa i tempopienisti ancora dominanti che ha esaltato fino a ieri. L’anno prossimo saranno cento classi, una su 200, ad iniziare il percorso accorciato. Sperimenteranno i percorsi brevi. Tutto normale, non cambia niente sembra dire il ministero. Il totale delle ore di curricolo annuale aumenta e quindi per il diploma stesso volume. Ma non è vero. Infatti le ore sono diventate di 45 minuti.

Il direttore del sussidiario, Ferraù, aveva avvertito nel titolo che le ore sono di 45 minuti, forse anche per le mie continue richieste in tal senso. Nel prospetto della scuola la cosa è scritta in basso appena appena visibile.

40 ore settimanali di 45 minuti vuol dire in realtà 30 ore settimanali, quindi meno delle 32 svolte nei percorsi attuali di 5 anni.

Se il ministero non avesse in animo una reale riduzione generalizzata dei curricoli non ammetterebbe questa scorciatoia che sarebbe più corretto chiamare finzione.

Il punto è che in Europa il diploma si prende in 4 anni e le ore settimanali sono intorno alle 800 annue e quindi meno delle 1000 ore vigenti mediamente da noi. E le scuole italiane all’estero, per sopravvivere, devono già praticare il quadriennio con le ore di 45 minuti.

Questa è la spinta enorme per la riduzione. Spinta che genera da noi un dramma apparentemente insolubile.

Apparentemente perché sarebbe solubilissimo usando…. la sincerità. Riconoscendo che il nostro curricolo è abnorme e dannoso oltre che costoso. Che per 30 anni abbiamo perseguito mete fasulle, incuranti dei risultati ma capaci di generare surplus di posti statali.

La sincerità consentirebbe di ripartire su basi solide, senza licenziare nessuno, solo separando finalmente il curricolo obbligatorio a classe intera, uguale in tutta Italia, dalle attività opzionali variabili da istituto ad istituto e da alunno ad alunno.

Sarebbe la via semplice per invertire il disastro attuale dovuto, tra l’altro, alle enormi differenze di livello che convivono ormai negli alunni di una stessa classe in qualunque ordine e grado dell’istruzione.

Ma ancora, e non solo nella scuola, la sincerità non riesce ad entrare nei nostri orizzonti. Si preferisce riempire di nebbie più o meno colorate la finzione semplicistica vigente fino ad oggi.

E’ bravo chi promette, chi dice che darà di più. Ma alla fine abbiamo tutti meno. Anche meno onore e dignità.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment