Dipendenti Bellerio, nuovo tavolo. Nessun dirigente Lega si presenta, tranne gli avvocati

di BRUNO DETASSISsalvini

Al 4 febbraio manca una manciata di ore e i dipendenti della Lega arriveranno a Roma con un nulla di fatto nonostante l’incontro con i legali delegati dal Carroccio a seguire le trattative con la speranza di arrivare ai contratti di solidarietà.

L’ultimo vertice, giovedì scorso, ha portato all’ennesima fumata nera ma, soprattutto, alla presa definitiva d’atto che la Lega ha chiuso tutte le porte. Nessun dirigente del Carroccio, infatti, si è presentato per parlare con i lavoratori. Su cinque incontri, per la terza volta nessuno è andato a metterci la faccia. E questa è l’amarezza dei dipendenti che attendevano almeno qualcosa di più di dichiarazioni lacrimevoli alle agenzie da parte di alcuni esponenti del partito. La Lega, è già altrove e pensa ad altro.

Chi si salva?

Una manciata i dipendenti che potrebbero rientrare in piena attività lavorativa ma i sindacati, nell’incontro tra le parti, hanno fatto presente che non è l’azienda, soprattutto nel momento in cui partirà la cassa integrazione, a decidere i nomi in base a rapporti fiduciari o di equilibri interni. I parametri di scelta li stabilisce la legge, anche dentro via Bellerio.

Intanto in una nota inviata a tutti i lavoratori interessati dalla smobilitazione totale, le rappresentanze sindacali interne hanno fatto un breve “rapporto”.

La lettera ai colleghi

“Cari Colleghi,

si è svolta a Milano, presso la sede della Price Waterhouse Coopers, la riunione in sede sindacale relativa alla procedura di licenziamento collettivo dei 71 dipendenti della Lega Nord.
Erano presenti gli Avvocati Baroni e Genchi della PWC, i Sindacalisti Montagni (Filcams), Proietti (UILTucs), Lerna e Campeotto (Fisascat), e i Rappresentanti sindacali aziendali Bonora, Cavallin, Marraccini e Quaglia.

Nessun dirigente della Lega si presenta

L’incontro aveva l’obiettivo di arrivare ad una sorta di pre-accordo sindacale tra le parti, da ratificare poi il prossimo 4 febbraio (termine ultimo per arrivare ad un accordo) a Roma in sede ministeriale.
Per la terza volta in cinque riunioni, NESSUN Dirigente della Lega Nord si è presentato al Tavolo”, si legge.

Nella prima fase della cassa integrazione da parte della Lega Nord si ipotizza  un anticipo – ad ogni dipendente messo in Cassa integrazione – pari a 6.000 euro.

Esaurita quella somma disponibile, l’azienda interverrebbe eventualmente concedendo al dipendente parte del proprio TFR (con modalità ancora tutte da definire) fino all’erogazione del primo assegno da parte dell’INPS. Insomma, una operazione ponte per non restare, oltre che sulla strada, anche senza una lira.

L’incentivo all’esodo

Poi c’è il capitolo incentivo all’esodo. Anche qui le ipotesi sul campo sono articolate su diversi livelli.

“L’incentivo all’esodo viene alzato dall’azienda (in maniera troppo lieve) a 9 mensilità, modulate comunque a scalare in base alla tempistica dell’uscita dal rapporto di lavoro (se si accetterà la buonuscita durante gli ultimi 4 mesi di Cassa integrazione, si percepiranno solamente tre mensilità)”.

Questi gli scaglioni: primi quattro mesi di Cassa integrazione: buonuscita pari a 9 mensilità; secondi quattro mesi: 6 mensilità; ultimi quattro mesi: 3 mensilità.

I lavoratori che durante il periodo di Cassa integrazione troveranno una occupazione diversa da quella attuale grazie all’intervento della Lega Nord (sia con collocazioni “interne”, es. Gruppi regionali, sia con collocazioni “esterne” attraverso la società OP Solution) non avranno diritto alla buonuscita”.

E sul ricollocamento?
“Gli Avvocati della Price Waterhouse Coopers hanno risposto in maniera decisamente evasiva”, si legge nella nota.

Altro spigolo: “Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sostenuto la necessità, per la questione relativa agli eventuali ricollocamenti, di utilizzare il “passaggio diretto” dei dipendenti della “azienda” Lega Nord ad altra azienda o società, così da non dover rinegoziare i contratti di lavoro, ma la risposta degli Avvocati della PWC è stata NEGATIVA, contrariamente a quello che, in via ufficiosa, era stato dichiarato nei giorni scorsi dalla Lega Nord”.

Le figure a rotazione…

“Altra questione affrontata è stata quella delle professionalità che in un primo momento non andrebbero in Cassa integrazione (10 figure in totale, tra cui tre presìdi territoriali a Udine, Varese e in Liguria).
La Lega Nord, ritenendo indispensabili queste figure, non prevederebbe per loro il sistema – per Legge adottato – della rotazione. Dal canto loro, invece, le OO.SS. hanno evidenziato come le funzioni svolte da tali figure lavorative siano da considerare funzioni “fungibili” e dunque, sempre seguendo quanto stabilito dalla normativa in vigore, da sottoporre al sistema della “rotazione” da subito (e non “eventualmente tra tre mesi, in attesa del Congresso federale previsto per fine marzo”)”.

 

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