Ecco come funziona un ente pubblico. Siamo un paese marcio

di REDAZIONE*

Sono una vostra lettrice ed una dipendente di un Ente Pubblico Locale, di piccole dimensioni, da ormai 18 anni e sono arrivata alla conclusione che la crisi che ci attanaglia, una delle cause all’origine di buona parte della situazione a dir poco critica che l’Italia sta attraversando, siamo noi italiani ed il nostro sistema. Mi dispiace ammetterlo ma siamo un paese vecchio, propenso alla truffa, assistenzialista, moralista, statalista e clientelare, che si è crogiolato sugli allori, sulle ricchezze guadagnate nel dopoguerra, che ha vissuto sopra le proprie possibilità, non ha investito in innovazioni, ed ora che le risorse sono finite ne paga le conseguenze. Abbiamo regole vecchie di secoli, non più adatte alla realtà attuale, ma non facciamo nulla per cambiare.

E’ obiettivamente vero che il mercato finanziario ha dei seri problemi, ma pensare che tutti i problemi dipendano solo da fattori terzi è assurdo. Io credo che la maggior parte di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza rivedendo il proprio modo di pensare. Sino a quanto il nostro paese ovvero, i nostri politici, gli imprenditori e la mentalità dei lavoratori stessi non cambierà ci sarà ben poco da fare. Volete esempi concreti?

Vi spiego come funziona un Ente Pubblico di piccole/medie dimensioni in provincia di Brescia/Bergamo; rapportatelo su scala nazionale e lascio a voi le conclusioni. Valutate gli sprechi e la mala organizzazione che esiste in questo Ente, che in ogni caso funziona e che fa parte di una realtà sociale ed economica abbastanza favorevole e vi renderete conto di come siamo messi. Immaginate cosa succede in certe realtà d’Italia. I politici locali, che siano di destra, di sinistra, di centro, liste civiche ecc. una volta vinte le elezioni, una volta che hanno raggiunto la bramata “poltrona”, si rivelano per quello che sono: opportunisti. Tutte le promesse fatte in campagna elettorale all’insegna del cambiamento, della giustizia, del benessere dei cittadini, della famiglia, della semplificazione…, si dissolvono come bolle di sapone e si scoprirà ben presto che i “rinnovatori” non si erano candidati per passione, ma perché sapevano benissimo che avrebbero potuto avere dei vantaggi, che avrebbero avuto accesso alla stanza dei bottoni, alle amicizie che contano, anche loro sarebbero entrati nel mondo clientelare dell’Ente Pubblico italiano.

La prima cosa che succede? Il valzer dei dirigenti, dei tecnici. Le persone che non fanno più comodo vengono “eliminate” o “spostate” nonostante siano competenti. Spuntano come funghi, nuovi tecnici, nuovi consulenti, nuove imprese, ma non perché c’è più libertà, trasparenza, efficienza, un cambio generazionale o qualitativo, ma perché servono a qualcosa, perché potrebbero essere utili, e quindi bisogna garantirgli un certo guadagno in modo da sfruttarli alla prima occasione utile. Vengono assunti o dati incarichi, quasi sempre, ad amici del neo eletto, magari senza competenze specifiche ma che hanno, con lui, interessi o amicizie comuni e per questo non lo abbandoneranno mai. Non conta fare squadra, non conta la meritocrazia, non conta cambiare le cose, conta l’interesse personale.

Il politico locale e di conseguenza anche i dirigenti degli Enti Pubblici, quasi sempre scelti e piazzati dalla politica stessa, tendono infatti ad attorniarsi di persone conosciute, magari non preparate, in modo da non indebolire la propria posizione di comando e non perdere il loro piccolo potere. Gente squallida che nutre alle spalle dei contribuenti, il proprio ego, le proprie manie di potere e grandezza, il proprio portafoglio. Questo con i soldi dei cittadini in modo che la spesa pubblica aumenti.

Vogliamo parlare della burocrazia? Ci sono mille leggi, mille cavilli che si contraddicono tra di loro, manca la certezza del diritto e quindi funziona tutto in modo approssimativo. La pratica edilizia presentata dal comune cittadino per costruire il “pollaio” resta ferma nel cassetto del dirigente o del tecnico di turno perché manca un documento, manca il cosiddetto “pelo nell’uovo”. Pratiche che potrebbero essere evase in poco tempo, ma si aspetta il trentesimo giorno utile per visionarle, per lassismo, mancanza di voglia di lavorare. Tanto che importa si è in un Ente Pubblico, lo stipendio lo porti a casa comunque. Molto meglio portare avanti gli incarichi fuori contratto, che soddisfare le esigenze del cittadino, quello può aspettare. Insomma il cittadino deve quasi sempre correre a destra e sinistra, pagare un tecnico per delle sciocchezze solo perché l’impiegato pubblico non si degna di aiutarlo, perché non ha voglia o perché ha ordini superiori.

Abbiamo, invece, il caso della pratica edilizia (P.L. – Piani Attuativi etc…) dell’imprenditore amico, o quella da milioni di euro che nonostante sia priva dei più basilari elementi tecnici  viene subito approvata senza nessuna valutazione dei pro e dei contro sull’ambiente, sull’economia del luogo. Basta solo il profitto. Pratiche edilizie che in teoria dovrebbero garantire l’introito di oneri di urbanizzazione per l’Ente pari a 100, invece alla fine se ne incassano solo 60. Perché mi chiedete? E’ semplice, il politico ed il dirigente si accordano per “sconti”, “accelerazioni” ed in cambio hanno vantaggi personali, che ne so un incarico, una mazzetta, si viene presentati in un certo ambiente che poi ti consentirà altro. C’è da dire che molti imprenditori, pur sapendo che tutto questo non è corretto, accettano la situazione perché in caso contrario non lavoreranno più e chiuderanno baracca e burattini.

Ci sono politici locali, figuriamoci a livello provinciale, regionale o nazionale, che con la loro influenza possono far fallire il più ligio degli imprenditori. C’è la violazione dell’etica professionale e morale? Cosa importa tanto nessuno dice nulla o se denunci non sei tutelato. Ci sono poi i sovvenzionamenti alle varie associazioni, Enti ecclesiastici (come se la Chiesa avesse bisogno di sostegno economico) , Enti no-profit, che la maggior parte delle volte non fanno nulla di concreto, ma servono solo al politico per garantirsi il voto nel futuro e per fare vedere che si è “tanto buoni”. Tanto paga l’Ente Pubblico, il cittadino contribuente. Ci sono gli appalti pubblici pilotati, c’è la spartizione del territorio da parte delle imprese, ci sono le cosiddette “tangenti” per sbloccare i pagamenti, tutto normale sino a quando non c’è uno sgarbo, qualcuno viene sacrificato per far vedere alla gente che la giustizia c’è. Abbiamo poi quelle bellissime opere faraoniche che non servono a nulla, di cui si pagano i mutui ma non vengono mai alla luce.

Ci sono proprietà comunali, parlo di alloggi, affittati a gente che non ha problemi economici, o svenduti per ottenere favori. Ci sono segretari comunali, quasi tutti del sud, che dovrebbero supervisionare ciò che succede, ma in realtà cosa fanno? Si preoccupano solo di assecondare il politico, da cui dipendono, e fare cassa.

Ed i semplici impiegati cosa fanno? La base operativa dello Stato, quella che potrebbe cambiare qualcosa perché in numero nettamente maggiore, perché sono coloro che lavorano sul campo e fanno funzionare l’Ente, cosa fa? La maggior parte asseconda la situazione, si adegua. Tutto questo per mancanza di cultura, senso del dovere, per menefreghismo, per quieto vivere, perché si crede che tutto sia dovuto, che lo Stato non fallirà mai, perché siamo stati abituati così. Al famoso sei politico che accontenta tutti. Molti dei miei colleghi viene al lavoro non per senso del dovere ma per prendere lo stipendio. Sanno che la mentalità ed il sistema italiano funziona in questo modo, ma non hanno nessuna voglia di cambiare, perché cambiare costa fatica, sacrificio. La classica giustificazione di molti dipendenti pubblici è: “Tanto non ci possiamo fare nulla”!

Niente di più falso. Se tutti facessero il loro dovere le cose cambierebbero. Ci sono tuttavia tanti dipendenti degli Enti pubblici che si oppongono a questa situazione, c’è gente meritevole, che lavora con passione, che vorrebbe cambiare le cose, ma non avete idea a cosa vanno incontro ribellandosi! E ve lo dico per esperienza personale. Se il dipendente pubblico si accorge, vuole denunciare certe situazioni dovrà scontrarsi con dei muri immensi. Verrà minacciato di ritorsioni, verrà sanzionato per mancanza di collaborazione, per insubordinazione, verrà trasferito, isolato, ma la cosa più triste è che i colleghi non lo supporteranno, ma lo lasceranno a combattere da solo. Il dipendente pubblico che si oppone, potrà scrivere alla Procura, alla Finanza, alla Corte dei Conti, agli Ordini Professionali, alla Magistratura ma alla fine cosa otterrà? Il silenzio, perché anche le istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto della legge hanno convenienza a non farlo, perché anche loro fanno parte del meccanismo.

Purtroppo è un circolo vizioso. E tutto questo non dipende dall’Europa, dipende dal nostro sistema, da noi stessi. Ogni tanto un esame di coscienza farebbe bene. Si dovrebbe avere più onestà intellettuale e morale, che il nostro paese sembra aver perso. Il debito lo abbiamo accresciuto noi, i nostri politici, in anni di dissennatezza. Per questo da noi è difficile fare le riforme, perché nemmeno noi non le vogliamo. Ed è inutile che ci nascondiamo. I politici sono i primi perché dovrebbero rispettare un ruolo, una funzione, dovrebbero smetterla di fare propagande. Pensano che tutti siano stupidi? E noi cittadini ed impiegati pubblici onesti dovremmo avere più dignità e denunciare la situazione anche se avremo problemi.

Cosa mi auguro? Un riscatto di dignità sociale, ma la vedo difficile o comunque possibile solo quando i cittadini onesti, dipendenti pubblici e privati arriveranno al limite della sopportazione e purtroppo scoppieranno scontri sociali.

*Lettera firmata

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44 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Visionate questo filmato:

    http://www.youtube.com/watch?v=7gSRg_zoBgA

    Dura piu’ di due ore ma ne vale la pena.

    Anche queste cose sono note ma siamo talmente INDOTTRINATI che senza volerlo le assecondiamo.

    Non e’ lo stato marcio ma l’umanita’.

    Come quando di dice che la politica e’ sporca.
    Non e’ vero. Infatti, sono gli uomini che la sporcano..!

    Ripeto, e’ tutto PALPABILE solo che non abbiamo ne palle e ne midollo per opporci, per resistere alle tentazioni e ecc..

    E visto che la verita’ e’ nei fatti, IMPARIAMO A LEGGERLI PER NON SOCCOMBERE.
    Non per avere ragione, ma solo per non SOCCOMBERE.

    Amen

  2. Davide Cristaldi Milano says:

    Ognuno é libero di interpretare i numeri secondo la proprie convinzioni, anche se queste fossero dettate l’ipocrisia. Ma se questi sono i fatti, consentitemi di godere come 1 riccio quando sento che al figlio di Bossi hanno preso la laurea in Albania(manco in Calabria) a Chiasso sequestrano 58 chili d’oro, al nullatenente lombardo milioni di euro ed il Ferrari.Spero che tale sollazzo, figlio di un sincero rispetto per le leggi e le istituzioni lombarde, duri a lungo

  3. luigi bandiera says:

    Lo sanno tutti che funziona da cosi’ a peggio.

    La soluzione e’ una sola.

    Rivoltare il tutto come un calzino.

    Non si puo’..??

    NIET SOLUZIONE DI CUI ALLA VIA COSI’..!!

    At salüt

  4. sciadurel says:

    è una vita che si sanno queste cose, la cazzata è stata fatta 150 anni fa… adesso solo il default di fallitaglia può svegliare i lobotomizzati popoli PadanoAlpini

    non ci sono altre soluzioni

  5. elisa says:

    la soluzione non è poi così complicata, basta togliere alla politica l’acqua in cui nuota. se il prelievo fiscale è pari al 50% vuol dire che la politica gestisce il 50% delle risorse. se prosciugassimo il “laghetto” lasciando al pubblico non più del 15% “da spendere” avremmo forse uma polica che fa “regole” anichè “mettersi in proprio”. o no?

    • toscano redini says:

      “Sancta simplicitas” come disse Huss nel vedere una vecchietta che portava la sua piccola fascina alla pira su cui di lì a poco sarebbe stato arso…
      Noi siamo Huss, legati a una palo, munti due volte al giorno, tosati due volte all’anno, senza potere alcuno se non quello di veder bruciate le nostre risorse prodotte con tanta fatica e contanto sudore!
      Quali regole ci si possono aspettare da una “politica” sudicia e ladra se non quelle che abbiamo sul collo da 150 anni, per cui qualche milione di furbi (e la furbizia è il lato disonesto dell’onestà…) bivacca, spende e se la gode, a spese di tanti milioni di fessi che lavorano pagano e crepano?
      Ci facciamo ancora delle illusioni?

    • toscano redini says:

      “Sancta simplicitas” come disse Huss nel vedere una vecchietta che portava la sua piccola fascina alla pira su cui di lì a poco sarebbe stato arso…
      Noi siamo Huss, legati a una palo, munti due volte al giorno, tosati due volte all’anno, senza potere alcuno se non quello di veder bruciate le nostre risorse prodotte con tanta fatica e con tanto sudore!
      Quali regole ci si possono aspettare da una “politica” sudicia e ladra se non quelle che abbiamo sul collo da 150 anni, per cui qualche milione di furbi (e la furbizia è il lato disonesto dell’intelligenza…) bivacca, spende e se la gode, a spese di tanti milioni di fessi che lavorano pagano e crepano?
      Ci facciamo ancora delle illusioni?

  6. Filippo83 says:

    Nessuno ne scampa: chi ha fatto un po’ d’attività politica, sa bene che è così, purtroppo. Per fare un esempio, il celebre “sociale”, croce e delizia di ogni bilancio comunale: il cittadino crede che serva ad aiutare anziani, menomati, ragazze madri, orfani e via dicendo; la verità è che la maggior parte dei fondi va ad associazioni “amiche”, che poi contraccambiano con “pacchetti” di preferenze nelle successive elezioni. Non se ne scampa: come ha già scritto più sotto qualcun’altro, il vero problema è alla base dell’organizzazione politico-burocratica.

  7. grem says:

    lol, ma perchè nei civilissimi paesi transalpini succede il contrario…?mahh
    guardate la Francia ad esempio, tutto l’apparato statale e industriale è in mano a pochi eletti… i quali hanno frequentato tutti l’ENA, accumulando poltrone su poltrone su enti e aziende di qualsiasi tipo, dalle poste passando all’energia, fino alle telecomunicazione passando per la produzione di yogurt, camambert e … immondizia
    gli scranni di Strasburgo e Bruxelles sono pieni di tale paccottiglia franco massonica, eppure il liberista-indipendentista-identitarista-paracolista “padano” piange solo per il garibaldo massone amico dell’inghilterra… mahhh
    http://www.ena.fr/index.php?/fr

  8. elena says:

    Anche a me è capitato lo stesso, e non c’è assolutamente rimedio, perchè chi cerca di cambiare le cose viene distrutto e colpito a 360 gradi.
    Per questo mi sono arresa e aspetto rassegnata di vedere come andrà a finire.
    La cosa più terribile è scoprire che il sistema giudiziario si comporta come se fosse complice di questa situazione, cosicchè chi denuncia il malaffare cade dalla padella alla brace e paga per tutti.

  9. quando il tentativo del dialogo è INASCOLTATO, purtroppo si arriverà allo scontro sociale, a meno ke ……. la sporcizia STATALE ” POLITICI … BUROCRATI ….AMICI degli AMICI ” non si AUTOFOTTANO prima ed evitino così lo SCONTRO SOCIALE … col riskio di una SECONDA ” PIAZZA LORETO ” ….la vendetta è intrinseca nell’ESSERE UMANO …….. MEDITATE VOI DELLO STATO…… MEDITATE ………… i morti odierni e le famiglie distrutte >>> grideranno VENDETTA <<< !!!!!!!!!!!!!

    • Dan says:

      Certe cose bisogna dirle durante le dirette televisive di Debbio invece lì dopo otto mesi di merda si trovano ancora i “signori politici vi prego”

  10. Alberto says:

    Purtroppo hai ragione su tutto, e ti assicuro che hai tralasciato aspetti ben peggiori. E quello succede al nord … Nel basso lazio è ancora peggio … Molto. Politici che faticano a mettere in fila quattro parole in italiano. Nepotismo devastante, anche in politica. Sprechi e favoritismi assurdi, opere inutili ed incomplete, etc etc…
    Ma il problema è sempre lo stesso, CHI CONTROLLA? Ma sopratutto CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE ? Come nel caso dei segretari comunali, da quando non sono più dipendenti della Prefettura… Sono dipendenti diretti del sindaco… E visti gli stipendi… Come fanno a dire di no?

  11. Sebastiano says:

    Che sia un paese marcio non è affatto una novità. Non mi dispiacerebbe leggere invece quali siano in concreto le cose che possiamo fare per porre fine allo schifo

    • W S. MARCO says:

      Caro mio, purtroppo io sono giunto alla conclusione che NON E’ POSSIBILE FARE NULLA E CHE LO SCHIFO E’ IRREVERSIBILE E METASTATIZZATO IN QUALSIASI CORPO SOCIALE.
      A chi deciderà (o si troverà costretto) di non andarsene (=emigrare) capiterà sicuramente, e non credo assolutamente che l’orizzonte temporale sia molto lontano, di assistere alla catarsi finale (fallimento dello stato, default dei titoli pubblici, evaporazione del risparmio privato, crollo del sistema economico, sanguinoso scontro tra classi sociali, ecc. – e non interverrà nessuno, perchè a nessuno interessa più niente dell’Italia), al termine della quale si possono ipotizzare due possibili scenari, in ogni caso caratterizzati dallo stesso minimo comun denominatore di assenza delle libertà civili: A) soluzione unitaria con emersione del famoso “uomo della provvidenza” che mette forzosamente d’accordo tutti e irreggimenta il Paese; B) soluzione di disgregazione territoriale con frantumazione del paese in diverse realtà territoriali distinte e parcellizzate, veri e propri feudi personali dei vari “signori della guerra” che riusciranno a sopravvivere alla lotta scatenatasi tra i vari portatori di interessi più o meno legali già manifestatisi in questi ultimi anni di disfacimento nazionale (capataz delle pubbliche amministrazioni, delle industrie sovvenzionate , dei sindacati corporativi dei datori di lavoro o dei lavoratori, della mafia, della camorra o della ‘ndrangheta, che già attualmente controllano, anche militarmente, larga parte del territorio nazionale).
      IO PURTROPPO SONO GIUNTO A QUESTA INFELICE CONCLUSIONE E NON CREDO PROPRRIO, CON QUEL CHE STA SUCCEDENDO ANCHE A LIVELLO DI SCONTRO ISTITUZIONALE ( politici vs magistrati), CHE IL MIO PRESENTIMENTO POSSA ESSERE SMENTITO.

    • Dan says:

      Tirare fuori i randelli in prima persona e non aspettare che qualcun altro lo faccia al posto nostro

  12. Giovanni Cignali says:

    Una provocazione, ma scrivere una tal lettera, con contenuti che tutti più o meno sappiamo, quindi senza fare esempi concreti, se non addirittura nomi, non è fare il gioco di chi si nasconde e non denuncia?

    • Leonardo says:

      E’ stata una scelta della redazione, che dopo aver saputo cosa ha subito chi ha scritto la lettera, che in passato ha presentato più di una denuncia agli organi competenti

  13. Piero says:

    Concordo pienamente con l’ analisi dobbiamo riscoprire l’impegno civico. Fare leggi eque e rispettarle solo così diventeremo nazione europea

    • rosario says:

      L’impegno civico ci sarà senz’altro da parte di tutti, ma se chi occupa incarichi istituzionale è il primo a farsene un baffo del senso civico…. allora tanto vale che queste istituzioni fasulle vadano a farsi fottere.

      Vogliamo capire che questa repubblica di autoreferenziati che vivono sulle ns spalle è fallita?

  14. hughich says:

    La mia compagna lavora in un ente pubblico come te e da sempre mi ha descritto la situazione esattamente come la decidi tu.
    Il politico mette i suoi a scapito di chi avrebbe più meriti e competenze.
    La richiesta del piccolo rimane ferma per un cavillo e la richiesta del grande passa senza neanche tutte le autorizzazioni
    Vengono effettuate spese senza controllo nè sul merito nè sulla congruità dei prezzi
    Chi prova a lavorare meglio viene isolato e minacciato in primis dai suoi stessi colleghi (perchè uno che lavora costringe a lavorare anche gli altri)

    Insomma….condivido e confermo l’analisi del post…e parliamo di un ente pubblico qualsiasi….quando poi questa situazione te la ritrovi negli ospedali allora sono guai veri per chi ci capita.

  15. La causa del problema non é la burocrazia italiana, oppure del Sud, oppure del Nord, é la burocrazia stessa. E´la natura umana e la legge universale della sua azione umana. Non cambierebbe niente cambiando gli uomini, sostituendo i migliori con i peggiori. E´l´impossibilita´del calcolo economico per mancanza di scambio volontario, l´assenza di competizione, l´assenza dell´incentivo del profitto e perdita , in una parola é la burocrazia la causa del problema. Solo eliminando la burocrazia si risolve il problema. Il grande economista Von Mises dimostro´tutto questo nel suo libro “Burocrazia” http://antoniomanno.blogspot.it/2012/05/ma-il-vero-problema-si-pone-in-questo.html

    • liugi says:

      Parole sante. E’ quello che devono capire i grillini se vogliono davvero tentare di riformare lo Stato (cosa impossibile, ma siamo arrivati a un punto che bisogna provare di tutto).

  16. silvia says:

    Lavoro in un’università e non posso che concordare.
    Solo che io non mi auguro “un riscatto di dignità sociale” ma il default, forse così la gente cambierà atteggiamento – FORSE.
    Anche se non nutro molte speranze, perché penso che gli italiani sono tarati male nel dna.

  17. sergio says:

    Brava e grazie. Sei riuscita ad enunciare elegantemente un pensiero che elaboro da diverso tempo .
    Che dire ? Hai ragione. Sono un dipendente della difesa e gli scenari da te descritti li vivo ogni giorno. Combatto il sistema dando l’esempio e mi accorgo di non esser da solo; questo mi rincuora. A volte però vengo preso dallo sconforto quando vedo che per mille sforzi tu possa aver fatto, basta un cretino qualunque a render vano tutto l’impegno messoci.
    Penso che funzioni così ad ogni livello. A volte son solito scherzare con i colleghi appellandoli con i nomi dei politici poiché il metodo e modo di ragionare è comune, cambia l’entità del danno. Ma solo perché i miei colleghi non possono accedere a risorse più grandi. Il modus operandi è lo stesso, abuso dei privilegi, by pass di controlli, la finta meritocrazia e poi la mia preferita, la regola dell’amichetto che permette di svolgere un lavoro solo se il committente può esser comodo o lo è stato.
    Non sò quanto questo comportamento possa esser contrastato dall’intelligenza, dall’istruzione o da un codice etico/morale congenito.
    Soluzioni ? Finché non svilupperemo una coscienza collettiva mettendo da parte l’ego e l’avidità non costruiremo nulla. Ci manca il senso della comunità, una corretta educazione morale. Vuoi per motivi storici , tradizione o quant’altro.

    Scusate lo sfogo e grazie ancora . Ciao

  18. Dan says:

    Diciamo una cosa molto più semplice: se la gente si ricordasse che “democrazia” non vuol dire solo scegliere chi scalderà la sedia ma anche se e quando defenestrarlo, queste cose non succederebbero perchè ad ogni segnale di disorganizzazione, lassismo e clientelismo, si formerebbe una folla armata che costringerebbe il sistema a tornare dritto.

  19. Davide Cristaldi Milano says:

    Queste lettere dovrebbero essere pubblicate sui grossi quotidiani lombardi, ma purtroppo ci vanno solo le storie di malaffare del Sud e così i dipendenti pubblici del Nord continuano a rubare indisturbati ed impenitenti.
    Vivo al Nord da 11 anni e confermo quanto scritto dalla lettrice.

    Per quanto riguarda i segretari comunali del Sud citati dalla lettrice che dire?Fanno bene ad intrallazzare altrimenti rimangono indietro rispetto ai loro colleghi autoctoni.

    Consentitemi una certa soddisfazione, dopo anni di denigrazioni ed offese ai terroni, vedere che i conterranei del Nord sono peggio.

    • Sebastiano says:

      Che sui giornali finiscano molto più spesso notizie riguardanti il malaffare del sud rispetto a quanto riportato dalla lettrice è anche una questione di numeri. Ogni giorno nel sud ci sono centinaia di casi di malaffare che per forza di cose e giustamente occupano più spazio rispetto all’esiguo numero di malefatte del Nord.
      Sostenere da parte tua che i segretari comunali del sud facciano bene ad ontrallazzarsi dice tutto il resto di qual’è la forma mentale di quelli come te
      Se queste sono le tue soddisfazioni Davide, ti invito a riflettere sul perchè la gente del Nord è sempre più arrabbiata

      • Davide Cristaldi Milano says:

        Il motivo per cui lei crede che i casi di malaffare al Sud sono numericamente maggiori è la scarsa pubblicità che si fa sui giornali, del malaffare al Nord. Probabilmente perchè ciò danneggerebbe il falso mito di superiorià morale che i lombardi reclamano nei confronti dell’Italia (Milano capitale morale…ecc.ecc.)
        L’omertà non paga mai e così adesso il marcio inizia ad uscire fuori (Tangentopoli, fenomeno che fu prettamente meneghino, fu un campanello di allarme inascoltato).

        Fortuna che a fare giustizia ed a ristabilire la verità ci sono i numeri, che inchiodano i moralisti: difatti la Lombardia oggi raggiunge il triste primato di prima regione per evasione fiscale e corruzione sulla base degli importi.E la Svizzera vicina non fa che peggiorare le cose….

        Purtroppo la diffidenza ed il pregiudizio nei confronti dell’impiegato pubblico meridionale è tale che, anche in casi come questi, quando egli si adegua al costume e si inserisce perfettamente nell’ambiente in cui lavora, viene criticato…

        • Sebastiano says:

          Questo qui è matto. Scarsa pubblicità del malaffare al Nord??!! Falso mito di superiorità morale??!! Ma non ti è mai venuto il dubbio che proprio perchè al nord si cerca di fare il possibile per avere una legalità rispettta, accettata e diffusa possano emergere fenomeni di corruzione tipicamente meridionali? L’evasione fiscale al nord è accertata tanto quanto un centesimo di quanto siano accertati fenomeni di connivenza malavitosa e criminale tra le diverse realtà private e pubblche. L’impiegato pubblico meridionale non può essere certo portato come esempio di operosità e correttezza. Ma mi faccia piacere!

        • liugi says:

          Non ho particolari simpatie per gli evasori, ma in un regime di tassazione come quello italiano l’evasione fiscale dovrebbe essere considerata legittima difesa. Lo stato italiano può pretendere che ascoltiamo tutte le storielle sull’unità del nonno della nazione Napolitano, ma non può pretendere che la gente si faccia strozzare finanziariamente per ricevere briciole in cambio.

    • Trasea Peto says:

      mal comune, mezzo gaudio? …bella soddisfazione….uau!

    • Filippo83 says:

      Basterebbe che tu ti guardassi i dati sullo spreco, sulla spesa pubblica pro capite, sui falsi invalidi e via dicendo: esistono e puoi facilmente trovarli. Dopo averli letti, ti accorgerai che hai scritto delle sciocchezze, anche se non è falso che pure nel “meritevole” Lombardo-Veneto ci sono fior di porcherie (basterebbe anche aver “davvero” visitato il Sud, non solo a Capri o in qualche villaggio vacanze).

      • Davide Cristaldi Milano says:

        I dati economici del malaffare al Nord surclassano quelli del Sud e non potrebbe essere altrimenti. Bastano 3-4 sequestri della Guardia di Finanza lombarda per pagare tutti i falsi invalidi del Sud, con la differenza che il falso invalido truffa per arrivare a fine mese, il lombardo per arricchirsi e godersi lo yacht ed il ferrari (e magari risulta anche nullatenente).

        A Ponte Chiasso ne sanno qualcosa….

        • liugi says:

          Il problema è che in Lombardia ci sono il 90% di persone oneste e il 10% di grossi delinquenti, al Sud c’è il 10% di persone oneste e il 90% di piccoli delinquenti. Le cifre sono ovviamente inventate, ma è per fare capire il concetto.

        • Filippo83 says:

          I dati tu non li hai guardati e nemmeno cercati (né probabilmente sai quali sono). Quelli che tu chiami dati, sono tue opinioni: capisco che la scuola italiana fornisca una pessima preparazione logico-matematica, ma la differenza mi pare evidente.

          • Filippo83 says:

            P.S. Quanto al discorso sull’evasore in Ferrari ed il falso invalido che (poveretto) deve solo arrivare a fine mese, non ci facciamo nemmeno la birra. Marxismo d’accatto e masochismo personale di chi pensa che, con il 52% di spesa pubblica, il 45% di pressione fiscale ed il 120% di debito, il problema maggiore (MAGGIORE, >, più grande di) sia il 25% di economia sommersa (che comunque, è MOLTO più elevata al Sud che al Nord, in rapporto al PIL – son dati che pubblicano persino i giornali, sempre che li si legga).

  20. Gianfranco says:

    Anche se sono del sud condivido ciò che scrivo ( anche se i segretari comunali ” non hanno nazione”

  21. DOLFINI BRUNO says:

    Esatto:siamo in un calderone puzzolente!
    Quindi esistono tutte le ragioni per andare subito ad
    elezioni : è necessario disgregare LA CASTA.
    Purtroppo LA CASTA tiene in ostaggio sia il Capo dello
    Stato sia il Capo del Governo : a conti fatti
    LA CASTA va’ a dimostrare che anche queste cariche
    fanno parte della CASTA stessa. LA CASTA cerca
    disperatamente di perpetuarsi in futuro con qualunque
    Governo si instaurera’,per vie dirette e per vie indirette.
    E questo è veramente il pericolo,perchè la bomba che
    sta’ per esplodere è ” la mancanza di pane sulla tavola degli italiani”.Quindi si va’ incontro ad un pericolo
    reale di insurrezione nazionale del tipo dei “moti del
    pane” del 1898 perchè abbiamo ben due cause che
    innescherebbero una rivoluzione : la necessita’ di
    disgregare LA CASTA e LA FAME.C’è di che
    preoccuparsi. Bisogna assolutamente almeno andare
    subito ad elezioni con qualsiasi legge elettorale
    di un qualsiasi ” animallum dictam”.Saluti. Grazie.

  22. lory says:

    condivido in toto quello che dice la signora , non ne parliamo delle ASL anche qui nel Veneto per quanto ne dica Zaia ce del marcio, lasciamo stare il sud !

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