Fare politica è impossibile: non resta che “non votare, non pagare”

di LUIGI FRESSOIA

Il ventennio berlusconiano ci dice che in Italia non c’è agibilità politica. Sono successe cose in quest’ultimo anno che dimostrano in modo irrefutabile la veridicità di quest’affermazione. Pensiamo al decreto del governo Monti per far campare l’acciaieria di Taranto: se un passo simile l’avesse osato un ministro berlusconiano schiere di ambientalisti, sindacati e popolino eccitato avrebbero occupato tutta l’informazione, qualcuno si sarebbe dato fuoco come un bonzo davanti ai cancelli, Fini e Casini avrebbero tuonato il loro sdegno e il governo si sarebbe ritrovato isolato nel contesto nazionale e internazionale, quindi costretto a ravvedimenti o dimissioni. Si pensi alle riforme (poi abortite) dell’abolizione di molte province o il far lavorare i professori sei ore in più a settimana. Ci furono proteste, ma tutte meravigliosamente contenute nei binari della compostezza, soprattutto dei media, che infatti sono i soli a poter suscitare sdegno e scandalo nazionale, fino alla ribellione; senza il quale scandalo mediatico -insomma- ogni protesta civile o incivile che sia, rimane (meravigliosamente) nel limbo dell’indifferenza generale e un sindacalista rimane un sindacalista, non l’arcangelo Gabriele: chi infatti se li calcolava in quei giorni i poveri professorini minacciati di lavorare un pochino di più? Con un altro governo, ben invece, avrebbero tuonato perfino molti sacerdoti, scandalizzati per l’inaudito sopruso, e le massaie ne avrebbero parlato al mercato.

Provate a immaginare la vicenda degli esodati con un governo di centrodestra, oppure quei malati gravi deprivati del sussidio: qualcuno avrebbero emulato, davanti a palazzo Chigi, Enrico Toti. Ogni atto sgradevole del governo Monti, e ogni atto giusto o meno fausto del governo Berlusconi, messi a confronto con la reazione delle folle mediatiche, dimostrano l’assunto. E se vincerà Bersani ne avremo esempio quotidiano: tante proteste inevitabili ma mai il clima dello scandalo, dell’abominio e del dramma nazionale.

Nei primi anni ’80 nell’ala destra del Pci comparvero i “miglioristi”, di cui Napolitano fu il massimo esponente: teorizzavano l’accettazione piena del gioco democratico occidentale (borghese), cioè se vinci fai le tue riforme, ma se perdi farai le tue proteste e controproposte bensì dovrai lasciare che quel governo governi. Ci fu una levata di scudi dentro il glorioso partito, gli ingraiani i cossuttiani e buona parte del corpaccione “doroteo” si sollevarono contro l’innaturale proposta: com’è possibile lasciare che un governo nemico del popolo possa governare tranquillamente? Se ne uscì con la solita doppiezza: accettazione piena del gioco democratico quando si vince, guerra civile quando si perde, dopo tutto a che era servita l’intera strategia dell’infiltrazione togliattiana frammista alle violenze di piazza, se poi lasci che un governo nemico possa governare tranquillamente? E che siamo, quelle checchette della socialdemocrazia?

De Gasperi non poté varare la legge truffa che ben invece avrebbe dato all’Italia la stessa stabilità di cui godettero le altre nazioni europee; Berlusconi non ha potuto fare un solo passo che tutto era scandalo e stridor di denti. L’accoppiata infernale Media & Magistratura (con la ciliegina dell’Università) rende impraticabile il normale gioco democratico: funziona solo se vince la sinistra (finché non si azzoppano tra loro, nel giro di pochi mesi).

Per capire la forza di questa violenza istituzionale si pensi a quanto perfino persone dabbene e soggetti pacati, in questo ventennio, hanno fatto proprio il concetto di plagio mediatico, di telecrazia plebiscitaria, insomma della presunta coartazione della autentica volontà popolare operata dai media in mano berlusconiana. Praticamente tutti hanno largamente accettato la veridicità di questa lettura, non accorgendosi del paradosso evidente: che se il popolo vota non a sinistra è plagiato, invece sarebbe normale, savio e maturo se vota Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Romano Prodi… Prima di Berlusconi i comunisti dicevano che la Dc vinceva per l’influsso nefasto di preti e monache. Sono tutti evidenti non-senso. Infatti: se chi vota a destra è plagiato, non consegue che gli umbri sono molto intelligenti, mentre lombardi e veneti che votano sempre a destra sono evidentemente deficienti? Perché non si ha il coraggio di portare il discorso a queste innegabili conseguenze? Ma soprattutto: quanta violenza e quanta confusione è stata insita in questi vent’anni nel discorso pacifico e universalmente accettato del plagio mediatico berlusconiano? Quanto ne è stata minata la democrazia italiana? Che succederà (cosa continuerà a succedere) se la sinistra dovesse continuare a non vincere?

La doppiezza togliattiana (uno Stato -il loro- dentro lo Stato di tutti), vive e comanda tuttora: due pesi e due misure, inagibilità, monopolio e potere dello scandalo, violenza, colpi di stato istituzionali, oscure compiacenze internazionali, sacralità del parlamento quando si vince, dittatura parlamentare quando si perde; folle piegate a inchinarsi ai molti totem di questa politica sotto schiaffo, dal mito resistenziale, al mito di Genova ’60, al mito sessantottino, al più recente mito della costituzione (si pensi alla sciocchezza della repubblica fondata sul lavoro: potrebbe mai esisterne una fondata sulle vacanze?). Fare politica continuerà a lungo ad essere impossibile.

I partiti non di sinistra dovevano necessariamente eleggere gente capace di confutare punto per punto tutti i dogmi, le superstizioni, i luoghi comuni e i falsi storici delle vulgate marxiste e progressiste, nonché capaci di battersi per individuare città per città tutti i centri di potere consolidato che nuocciono alla salute e alla libertà delle singole comunità, e dunque capaci e determinati a combatterli per abbatterli e non certo per sostituirli con clientele, miti e greppie uguali e contrarie, bensì per abolire greppie, clientele e miti, emancipare il popolo, laicizzare la politica restituendo l’approccio religioso alla sola religione. Il compito degli eletti non di sinistra doveva essere quotidiano, più in periferia che al centro: confutare e organizzare contropoteri e esperienze in favore della libertà scolastica, della sburocratizzazione, della eliminazione delle greppie pubbliche e del clientelismo, della cultura liberata dal culturame, in favore del lavoro e dell’impresa (che sono la stessa cosa) e dell’autogestione diretta di molti servizi da parte della popolazione, a partire dalla sicurezza. In una parola gli eletti del centrodestra avevano il compito di recuperare agibilità politica, sia per chi di sinistra non è, sia per quella sinistra che è diversa dal “dna marx-radical-leninsta”, diremo agibilità politica tout-court.

Nulla di più lontano dai parlamentari che abbiamo conosciuto, ridicole scimmie della furbizia senza intelligenza. Pertanto stabiliamo che se nessuno dei candidati, per la sua storia personale, assicura quelle qualità, bisogna non votare. Possibilmente organizzare falò pubblici di certificati elettorali. Con questo coraggio civile si può ripristinare agibilità politica, e i due comandamenti non votare, non pagare siano la colonna sonora di questa riconquista. L’antico ricatto “votiamo sennò vincono loro” non deve più comandare, le nostre intelligenze non possono continuare così impunemente e furbescamente ad essere offese, lasciando nell’ignavia che il declino non si fermi mai.

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15 Comments

  1. maurizio says:

    non votare aiuta chi i voti li prende per clientelismo ormai diffuso e/o tradizione, in sicilia il pd ha “trionfato”prendendo 200mila voti in meno di quando fu pesantemente sconfitto, ma nessuno ne ha fatto cenno, come da discussione di 20 anni fa in facoltà (scienze politiche) ai partiti non interessano i voti presi, ma la percentuale (calcolata sui soli voti validamente espressi, quindi al netto di bianche nulle astenuti, non votanti) è così in tutto il mondo vedi gli USA dove pur votando la metà degli aventi diritto lo scontro è sul 49-51 %. Vuoi farti sentire? vota “altro” da pd pdl udc io scelgo la legalità di ingroia e di “rivoluzione civile” ma va bene anche un’altra scelta anche non di sinistra, ma chi chi ci ha spemuto salvaguardanto il proprio tornaconto, soldi alle banche, agli f35 alla casta dei politicanti merita un giudizio severo.più votanti uguale meno percentuale ai soliti noti. Su 100 elettori votano in 50, il pd prende 20 voti ha il 40%, ma se votano tutti e 100 ha solo il 20%, la metà, cosa è più utile, votare o astenersi?

  2. armando Semplice says:

    Uno dei grandi errori dell’ultimo dopoguerra fu di lasciare mano libera nella scuala e nella cultura ai comunisti, che si sono così creati una base di intelletuali, o meglio pseudo intelletuali, che per farsi notare e avere a disposizione stampa, televesione, radio si vendono alla sinstra. La domanda è come fare a cambiare questo stato di cose, senza far passare lel classiche quattro o cinque generazioni.
    La paura che ormai non è una malattia, ma è un cancro con metastasi diffussime: la cura quindi dovrebbe essere “da cavallo”, forse purtroppo le elezioni sono solo acido acetilsalicidico!
    Questa è la mia paura: dover passare per una esperienza illeberale come potrebbe essere una dittatura.

  3. Dan says:

    In arrivo la nuova moda degli stati fallimentari: amnistia per tutti http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/01/02/Slovacchia-presidente-decreta-amnistia_8018968.html

    Dal momento che tenerli in carcere costa, meglio metterli per strada poi chi se ne frega se codesti tizi sono entrati nelle rispettive patrie galere perchè ladri, truffatori, rapinatori, violentatori e chissà che altro.

    Uno dei compiti dello stato dovrebbe essere quello di garantire la sicurezza dei cittadini che lo mantengono invece tana libera tutti.
    Questi personaggi appena usciti di gattabuia, alla pari di tutti gli altri, sono destinati a fare i disoccupati quindi torneranno a fare il loro vecchio mestiere con somma gioia di chi ha sempre rigato dritto. D’altro canto i pulotti servono per altro mica controllare i detenuti: “altro” tipo verificare che chi ha rigato dritto, continui a farlo in modo da permette ad un sistema inutile e parassita di continuare a fare tutti i danni che vuole

  4. luigi bandiera says:

    FIN CHE ESISTERA’ L’ITALIA UNA E INDIVISIBILE SARA’ KOSI’ O PEGGIO..!!

    IL VOTO NON FARA’ CAMBIARE MAI NULLA o non si e’ visto in questi anni di dittaturta KOMUNISTA e di dx e di sx e di centro..?

  5. Francesco Mario says:

    L’articolo è interessante e le opinioni dell’autore meritano rispetto. Tuttavia la questione è sempre la stessa: Nella situazione attuale e finché non si avrà la capacità di organizzaere un’astensioone di massa che raggiunga (o superi) il 70% degli aventi diritto al voto, l’astensione può essere una forma di soddisfazione personale, ma non raggiunge lo scopo di delegittimare l’intera classe politica, sicché si riduce ad una rinuncia senza contropartita. a fare anche quel minimo di politica ancora consentito dal sistema. Già qualche tempo fa, commentando un articolo di Dal Col sullo stesso argomento facevo notare (guadagnandomi non so percjé gli improperi di qualche non troppo intelligente lettore) che le astensioni anche pari al 50% e più determinano qualche iniziale lamentazione da parte dei mass-media, però ben presto accantonate grazie al marchingegno di fare riferimento non ai voti assoluti. cioè al numero esatto dei voti riportati da ogni singolo partito, ma alla percentuale conseguita rispetto ai voti espressi. In questo modo il partito che ha ottenuto diciamo il 30% (ma anche parecchio meno) dei voti espressi può vantarsi di un grande successo e quella percentuale, quale che sia il numero degli effettivi voti. sarà ritenuta più che sufficiente a legittimare gli eletti Basti ricordare che il sindaco di Genova, il nobiluomo di estrema sinistra Doria, ha avuto il voto di meno del 20% del corpo elettorale (e al sindaco di Milano Pisapia non è andata molto meglio e così a tanti altri) senza che nessuno si sogni di metterne in dubbio il diritto a “governare”. Al contrario, a qualche mese di distanza dal voto,l’opinione pubblica è già convinta che abbiano davvero ottenuto un grande consenso popolare…

    • Dan says:

      Il punto è che la gente deve sì astenersi dal voto ma deve anche contarsi in modo da prendere atto di essere l’effettiva maggioranza.
      Solo questo passaggio farà sì che si giungerà ad una delegittimazione di massa del sistema.
      Se la gente invece se starà in casa ed aspetterà i risultati alla tv, stiamo pur certi che ci sarà sempre una maggioranza votante fossero andati alle urne solo i politici ed i loro familiari.

      • luigi bandiera says:

        dAN, PER CONTARCI BASTA NON FARE BIANCA CHE VA IN MANO SPORCHE SOLITAMENTE, MA ANNULLARE LA SCHEDA SCRIVENDO, PERCHE’ SI LEGGA, NON PUTTANATE, MA ALTRO E DI SERIO.

        PER ESEMPIO TUTTI A SCRIVERE: LIBERTA’..!!
        SU QUALSIASI SCHEDA CI DIANO NOI: LIBERTA’..!

        COSI’ SI SAPRA’ IN QUANTI SIAMO IN GALERA NELLA PENISOLA DELL’INGIUSTIZIA.

        POI, MI SUONA STRANO CHE CI SIA UN COSI’ BEL TRAVASO DI TOGHE ROSSONERE…
        DOVREBBE FAR PENSARE O NO..?

        QUSTO 2013 DOVREBBE ESSERE L’ANNO VERAMENTE NUOVO, SE LO VOGLIAMO.

        • Dan says:

          Aspetta, calma lì.
          Scheda bianca è quando entri in seggio, metti la firma sul pezzo di carta, prendi la scheda elettorale e ci fai qualcosa.
          Se non entri nel seggio, se non metti la famosa firma (ricordiamoci che ogni seggio ha un certo numero di votanti da ricevere), semplicemente non esiste nessuna scheda bianca.
          Ovvio che se alla fine della sera qualcuno dentro il seggio, confrontando firme ricevute e totale dei votanti, dovesse pensare di farle entrare lui di brutto sarebbe palese il broglio elettorale.
          Quello che andrebbe valutato è se è possibile sapere i nomi di chi ha firmato quel foglio così giusto per essere sicuri che non sia entrato il proprio di straforo

  6. valter ottello says:

    e……….. dopo aver letto attentamente l’articolo …………. riflettere attentamente se la SOLLUZIONE è una > CAGATA PAZZESCA… < o …. l' unica "" SOLUZIONE POSSIBILE " per non continuare a FARCI FOTTERE dall'APPARATO STATALE …. !!!!!!!!!!

  7. Albert Nextein says:

    A proposito di non votare, ma che succede se rispedisco al comune di residenza o non so a chi altro la scheda elettorale con allegata una lettera in cui affermo che non mi sento rappresentato dal sistema costituzionale-statale vigente?

    • Dan says:

      Che passano la tua firma alla fotocopiatrice e finisce miracolosamente sulla lista delle pecore votanti.

      Diciamo piuttosto un’altra cosa: astensione netta dal voto e raccolta in piazza davanti i locali dove si tengono i seggi così ci si conta quanti sono i veri astensionisti e soprattutto si prende nota di quanti sono i leccaculi

  8. Luciano says:

    Nell’ultimo ventennio non è’ stato possibile fare politica e riforme . Qualunque cosa proponesse il governo Berlusconi , veniva contestato con manifestazioni di piazza, con scioperi , con la stampa, con i sindacati ecc. L’Italia e’ stata dominata da una lotta politica che andava oltre il buon senso e questo lo abbiamo pagato . Il governo Berlusconi e’ stato fatto cadere dopo che una parte della sua maggioranza si era disciolta per il tradimento di Fini. Il resto lo sappiamo . Questa caduta , concordato con l’Europa e con la complicità della sinistra , e’ costata lacrime e sangue . Quando non si accettano le regole democratiche e si utilizzano tutti i mezzi per distruggere l’avversario, non si è’ più in presenza democrazia , ma nel caos .

  9. Cheyenne says:

    Mangiato troppo a capodanno?
    ottima disamina del nulla!

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