Dilemma Lombardia: “Mi alleo o no”, e Maroni si gioca quasi tutto

di GIANMARCO LUCCHI

C’e’ attesa nella Lega alla vigilia dell’intervento di Roberto Maroni alla Berghem Frecc, la piu importante delle feste invernali del movimento. Dopo giorni di silenzio, spezzati solo da alcuni tweet contro la salita in campo di Mario Monti, il segretario federale del Carroccio parlera domani ad Albino, nel Bergamasco. E, nel partito, c’è chi si aspetta che sciolga la riserva sullalleanza col Pdl, dopo le insistenze di Silvio Berlusconi che, da una parte, ha offerto ai leghisti il posto di candidato vice premier, dallaltra, e tornato a minacciare di far cadere le giunte in Piemonte e Veneto. Ma difficilmente  lex ministro dellInterno dira parole definitive sui rapporti con il Pdl. E in serata, interpellato dal Tg1, il segretario leghista ha risposto piccato alle continue forzature del Cavaliere: No, grazie, nessuno scambio, men che meno per poltrone romane. Chi e daccordo con noi, con i nostri progetti bene, altrimenti amici come prima.

La questione sembra essere stata rinviata a gennaio dopo che Gabriele Albertini ha deciso di andare avanti nella corsa al Pirellone e rifiutato la proposta del Cavaliere di ritirarsi per favorire il segretario leghista. “La Lega se vuole allearsi con noi lo puo fare ma deve sapere che il nostro candidato premier e Silvio Berlusconi”, ha scandito oggi  Angelino Alfano. “Siamo in un recupero che ci puo portare al successo e credo che sia per il bene della Lega unalleanza tra quelle forze che hanno assicurato stabilita e riforme al Paese. Noi abbiamo anche dato la disponibilita a sostenere Roberto Maroni in Lombardia. O insieme sia in Lombardia che alle politiche o separati”. Anche Berlusconi oggi e tornato sullargomento. “Il realismo mi fa pensare che saremo ancora assieme alla Lega: se la Lega non confermasse lalleanza, perderebbe influenza a livello nazionale e perderemmo non solo la Lombardia ma anche Piemonte e Veneto”, ha affermato, intervenendo a Uno mattina. “Io e Bossi stiamo fissando la data di una cena, io lo stimo e lui mi stima e persona leale – ha aggiunto – sono anche amico di Maroni e stiamo cercando unintesa: io non ho offerto il ruolo di vice premier a Maroni, ma ho detto che come e logico che sia, se sono due i partiti alleati mi sembra logico che se un partito va alla presidenza laltro abbia la vicepresidenza”.

L’idea del vice premier leghista non piace a Flavio Tosi, tra i dirigenti del Carroccio piu allergici a un ritorno dellalleanza con lex premier, candidato per la sesta volta a Palazzo Chigi. “Fare il ticket significherebbe solo portare acqua al mulino di qualcun altro”, ha sostenuto il sindaco di Verona, in unintervista a Repubblica. “Lalleanza tra Lega e Pdl non e vista affatto bene” negli “umori della gente”. “La questione del ticket – ha aggiunto – e irrilevante, sapendo di andare incontro alla sconfitta alle politiche conta avere le migliori chance in Lombardia” e “davvero non so cosa possa portare a Maroni questo tipo di alleanza”. Anzi il rischio e quello di essere “penalizzati”. Una parte dei voti li perdiamo perche in campo ce anche Albertini. Forse insieme al Pdl perderemmo anche consensi che oggi sono liberi e che potrebbero arrivarci se Maroni corresse da solo”.

E, mentre Luca Zaia e Roberto Cota si limitano a respingere al mittente le minacce del Pdl di far cadere le Regioni in cui governano insieme dal 2010, Maroni prende ancora tempo e, si spiega da via Bellerio, avrebbe rinviato la decisione ai “prossimi giorni” (con probabilita entro il 7 o 8 gennaio, quando dovrebbe esserci una nuova riunione del consiglio federale che si esprimera sulle  candidature). Anche se si cerca di mostrare tranquillità, il momento è molto delicato per Maroni: nella partita della Lombardia si gioca quasi tutto e se dovesse uscire sconfitto, si avvierebbe verso il tramonto della sua carriera politica. E dentro il movimento si scatenerebbe la resa dei conti: se il Carroccio dovesse perdere andando in solitudine con il solo appoggio delle liste civiche Maroni  subirebbe la reazione di chi vuole l’alleanza col Pdl (Calderoli in primis) e se invece venisse sconfitto in alleanza col Pdl, il segretario sarebbe messo in croce da chi continua a fischiargli nelle orecchie che tornare con Berlusconi sarebbe un massacro. Insomma, queste elezioni lombarde arrivate troppo presto, sono un difficile rebus per l’ex ministro dell’Interno.

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14 Comments

  1. Calindri says:

    Maroni e Tosi 2 bei quaquraqua domestici del cavaliere, Viva la Lega.

  2. caio49 says:

    Ma dove volete che vada Maroni, ma secondo voi se non si allea con il Cavaliere Bitumato, pensate che sarebbe ancora qualcuno. Mah!! si aspetta il discorso che farà alla solita sagra con grigliata e dove i padani che non hanno capito nulla saranno li ad ascoltare, mantre quelli che hanno capito tutto saranno li con i famosi forconi pronti a sforacchiargli il deretano se non se ne va in fretta. Ovviamente sarà una sorpresa qundo dirà che non c’è alternativa in questo paese, se non Governerà la Lega e manco a dirlo, asseieme al PDL. Quindi nulla di nuovo continueranno a devastare l’Italia “Tutti assieme appassionatamente”

  3. Longobard says:

    siamo alle solite … quando ci son di mezzo le poltrone i leghisti non sanno mai resistere

  4. Don Ferrante says:

    Il PdL da solo perderà la Lombardia !

    La Lega da sola perderà la Lombardia !

    Il PdL e la Lega, insieme, perderanno la Lombardia !

    Potranno però continuare a farsi rimborsare fatture e scontrini alla faccia dei lombaglioni, i lombardi coglioni !

  5. Vittore Vantini says:

    I nodi stanno arrivando al pettine

  6. Albert Nextein says:

    Maroni,l’organo Hammond ti attende.
    Stop alla politica.
    Stop alla lega.
    Tutti a lavorare.

  7. Mario says:

    Tranquilli. Maroni non prenderà nessuna decisione nemmeno a Bergamo. Aspetterà l’Epifania. Deve trovare il modo di far digerire l’alleanza col Berlusca ai militanti. Si è cacciato in un guaio grosso e non sa come uscirne.

  8. Druido Lombardo says:

    E’ la solita inaffidabile Lega degli annunci e delle smentite: fino a qualche mese fa Maroni e la dirigenza leghista illudevano elettori e militanti sostenendo che la Lega non si sarebbe piu’ presentata alle elezioni politiche italiane (parola di parlamentare anonimo: «In quattro anni al governo non siamo riusciti a portare a casa il federalismo. Come facciamo a chiedere ai nostri elettori di mandarci ancora a Roma?») . Oggi la Lega ha imbarcato il movimento di Tremonti (il ministro che ammazzava i Comuni con il patto di stabilita’) e continua a trattare con Berlusconi e Alfano: BASTA ITALIA!!! BASTA LEGA!!!

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