La Germania: ripensare alle sanzioni, il rischio guerra c’è

di STEFANIA PIAZZOwelt

Fa meno notizia di Renzi e degli sbarchi, ma la questione è prioritaria. “Gli Stati Uniti giocano da lontano un gioco geopolitico rischioso”. E l’Europa? Si sta rendendo conto della pericolosità delle sanzioni e, soprattutto, sono un’arma a doppio taglio. Morale: per un giornale che non si espone facilmente e che rappresenta il buon ceto medio tedesco come Die Welt, il titolo e il sommario sul casino innescato dall’Occidente non poteva che essere questo: “Sanzioni: è ora di ripensarci, per non farsi troppo male e per evitare un’escalation che si sta facendo pericolosissima”. Scrive Die Welt: “Impariamo la lezione dalla guerra fredda e calmiamo i toni. Il rischio guerra c’è e sarebbe un disastro”. Non male per una testata   liberalconservatrice, filooccidentale e vicina alla Merkel. Per le sanzioni, si legge, “è il momento di una pausa”.

E in Italia? Avanti Savoia. Renzi non indietreggia dal suo  “appoggio incondizionato all’Ucraina” e Rasmussenalza il tiro dichiarando di volere  le basi NATO ai confini con la Russia (ci sono già, manca solo l’Ucraina) e parla di risposta militare. Perché dovremmo stupirci di una reazione di Putin?

Che altro c’è da dire? Forse, in questi giorni, una sbirciata alla stampa tedesca non farebbe male. Giusto per non vedere il mondo sempre dal punto di vista del Tg delle 20.

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4 Comments

  1. Brenno says:

    Non ci voleva l’acume del Welt per capire che c’è un (grandissimo) rischio di guerra “calda”. Diciamo che chiunque abbia un briciolo di cervello e qualche nozione di geopolitica dovrebbe aver capito immediatamente, dopo il golpe di piazza a Kiev, che dopo l’Ucraina sarebbe stata la volta della Russia. E questo sicuramente deve aver capito anche Putin, che non sembra propriamente un coglione. Quindi se non vuole finire velocemente impiccato per i piedi si trova costretto a intervenire almeno per cercare di salvare il salvabile. E l’unico argomento che può spaventare l’Occidente è una guerra e la fredda determinazione a farla fino in fondo, come 70 anni or sono. Ma bisogna vedere se i Russi sono fatti ancora della stessa pasta dei loro nonni. In caso contrario perderanno il loro immenso impero e diventeranno un Paese senza importanza (anzi, è strano che ancora non siano scoppiate in Siberia rivolte delle popolazioni indigene abilmente manovrate dall’Occidente).

    • Dan says:

      I russi sono coglioni e poveracci solo nelle produzioni televisive finanziate dagli americani ma nella realtà nessuno si permette di fare troppo il furbo contro di loro.

  2. Francesca Valenti says:

    Eh, ma noi abbiamo la Mogherini che ci capisce assai!

  3. Dan says:

    Evidentemente il ceto medio tedesco ha ancora un certo peso o quanto meno è capace di mettere in atto azioni in grado di far saltare anche il culone della merkel.
    Da noi invece si lascia andare la barca senza controllo fin dai livelli più bassi.

    Queste sanzioni stanno distruggendo l’intero settore alimentare nostrano (trovarlo un italiano che mangia italiano, il discount costa di meno) e presto faranno polpette del mercato del lusso ovvero uno dei pochi che ancora teneva botta.
    Eppure dove sono le reazioni di quei lavoratori, di questi produttori ?
    Se non fosse per un paio di commenti da parte dei soliti fantomatici rappresentanti di settore sembrerebbe che non sta succedendo niente, anzi diciamocelo pure, se non avessero dato notizia al tg delle sanzioni e di queste leggerissime proteste nessuno saprebbe niente.
    Come minimo si dovrebbero vedere le strade bloccate dagli agricoltori con i contratti congelati e ci dovrebbero essere prese nette di posizione quali scioperi fiscali da parte di tutte quelle aziende che dolenti o nolenti si sono ritrovate coinvolte in questo casino per fare contenta l’america.

    Non sta succedendo quindi non mi stupisco dell’avanti savoia di quel servo di renzie

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