Riappaiono a Parigi i diamanti della duchessa di Newcastle

di REDAZIONE

Dopo 50 anni d’oblio, esposto a Parigi, alla Bennale des Antiquaires al Grand Palais, il nodo di diamanti della duchessa di Newcastle. La sua ultima spettacolare apparizione risale al 1937. Il 12 maggio nell’abbazia di Westminster a Londra, la duchessa di Newcastle, ammantata con ricchi velluti e preziose pellicce, come si conviene alla consorte, seppur vedova, di un pari d’Inghilterra, assiste all’incoronazione del re Giorgio VI e della regina Elisabetta. La duchessa di Newcastle ha 65 anni. Una donna imponente, autoritaria, come ricorda il settimanale francese ‘Point de vue’. Etichetta rigidissima. Indossa gioielli di famiglia e una cappa d’ermellino bianco, tra le mani stringe la corona di duchessa che indossera’ solo in un secondo momento, nell’attimo esatto in cui il re d’Inghilterra sara’ incoronato dall’arcivescovo di Canterbury. Intorno al collo risplendono collier di diamanti e smeraldi, sulla fronte, visibilissima, una spettacolare ‘aigrette’ composta da un fascia di diamanti e da una ‘broche de corsage’ realizzata con diamanti e smeraldi. La duchessa di Newcastle porta orgogliosamente la broche di diamanti a forma di nodo, 20 centimetri di meravigliosa fattura. Circa quarant’anni prima la duchessa di Devonshire, fresca sposa, l’aveva indossata durante un bal masque’.

Come leit-motive della serata, la padrona di casa aveva scelto un tema ricercato, legato ai personaggi mitici e mitologici che avevano attraversato le corti europee nei secoli. Alla fine del XIX secolo la Russia e’ un’icona di civilta’. Un punto di riferimento per l’arte, la cultura, la moda. Soprattutto in Inghilterra. E la giovane duchessa di Newcastle e’ particolarmente sensibile a tutto cio’ che proviene da questo paese. Sara’ la prima, tra l’altro, ad importare in Europa i celebri levrieri della razza barzoi che un tempo non potevano essere acquistati, ma solo donati agli zar. Uno dei suoi libri preferiti erano le ‘Memorie della principessa Daschkoff, dama di compagnia di Caterina II, imperatrice di tutte le Russie, in ricordo di Caterina la Grande’. Per il celebre ‘bal masque” sceglie di incarnare il personaggio di Sofia Augusta Federica dei principi di Anhalt- Zerbst, sposa di Pietro III Romanov. Sfoggia un abito a’ panier del XI secolo, una cappa ricamata con lo stemma della famiglia Romanov, l’aquila bicipite con in petto San Giorgio che uccide il drago, boccoli e parrucca incipriata, preziosi gioielli di famiglia e soprattutto, al centro dell’abito, la broche di diamanti a forma di nodo. Gioiello perfetto per questo travestimento in stile XVIII secolo. Dopo creazioni stilizzate, foglie, fiori, i designer ritornano ai motivi e ai temi ispiratori legati al secolo dei Lumi.

Il nodo e’ uno degli stilemmi piu’ in voga, amatissimo e ricercatissimo. A Versailles, le dame di corte e la stessa Maria Antonietta lo indossavano spesso al centro di preziosi collier. Scolpiti nei diamanti, realizzati anche con pietre colorate o perle. E’, pero’, grazie all’imperatrice Eugenia, innamorata del XVIII secolo, che i Lumi, il secolo dei Filosofi e della Rivoluzione, si riaffacciano a corte con tutto il loro fascino, ricorda ancora il settimanale francese. Nel 1863 l’imperatrice Eugenia ordina alla maison Bapts, due nodi di diamanti, di una certa consistenza, da applicare sui mantelli di corte. Furono venduti con gli altri gioielli della corona di Francia nel 1887. Due anni dopo la vendita all’asta la giovanissima Florence Candy, 17 anni, sposa il duca di Newcastle, 25 anni. Sicuramente in occasione del suo matrimonio ha ricevuto in nodo una delle ‘broche’ di diamanti a forma di nodo. Due anni dopo quando sposera’ il duca di York, il futuro Giorgio V, la principessa Mary di Teck, ricevera’ almeno quattro di queste sofisticate spille, tra i regali di nozze, create con diamanti, perle e turchesi.

Sicuramente quella della duchessa di Newcastle e’ una creazione unica, spettacolare. Alla morte della proprietaria nel 1955, scompare anche la broche. Il duca e la duchessa di Newcastle sono senza figli. Molti dei gioielli sono ereditati da lontani parenti, altri saranno messi all’asta. Alla fine degli anni ’50 i gioielli antichi hanno perso parte del loro charme e la vendita all’asta passa sotto silenzio. Cosa e’ accaduto dopo?, si domanda il settimanale francese. Fascino e mistero di questo gioiello. Scomparso, come dissolto, per decenni. Sino ad oggi. Di nuovo alla ribalta, quasi per caso, ed esposto, a Parigi, alla Biennale des antiquaires, al Grand Palais.

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Eccheccazzo! Abituati a convivere con i misteri di Pulcinelland, che cacchio può fregarcene a noi dei gioielli di una gran dama da lungo tempo trapassata?
    Senza andar lontano, l’oro di Dongo, i quattrini che il sig. “non ci sto” con la medaglietta dell’Azione Cattolica si faceva dare mensilmente dai servizi segreti o semplicemente Ustica, a me piacerebbe sapere cosa di tanto scabroso, da tenere segreto, ci sia in quello che si sono detti telefonicamente Napolitano e Mancino. Due persone che stipendiamo lucrosamente affinché siano al “nostro” servizio 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana (ma mi vien da ridere e la pianto qui).

    • Caro Sig. Porcù, la sua lettera(ccia) in risposta ad un bell’articolo, mi fa pensare a quell ‘antichissimo modo di dire che recita “gettare le perle ai porci”. Lasci perdere Scalfaro, Batman, i vari governatori regionali che dovrebbero stare tutti in galera e si rifaccia occhi, orecchie e cellule grige leggendo un minimo di storia dei gioielli. Cordialmente

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