Diamanti: la Lega partito nazionale alla conquista del Sud

di ALTRE FONTI

di ILVO DIAMANTI

A fatica, ma ha rialzato la testa. La Lega. Ha fermato il declino, che pareva inarrestabile, dopo gli scandali che, negli anni scorsi, hanno coinvolto direttamente i familiari e i fedeli – il cerchio magico – di Umberto Bossi. Era, infatti, crollata al 4%, alle elezioni politiche del 2013.

Più che dimezzata, rispetto alle precedenti consultazioni politiche del 2008 e alle europee del 2009. Invece, una settimana fa, ha ripreso la marcia, anche se non la corsa. Unico partito del centrodestra ad aver aumentato la base elettorale, rispetto a un anno fa. In voti e in percentuale. Oltre a superare la soglia del 4% (a differenza dei Fratelli d’Italia). È, infatti, risalita oltre il 6%, due punti più dell’anno prima. Ottenendo quasi 1.700.000 voti, circa 300 mila in più rispetto al 2013. Certo, i successi del 2009 – ribaditi alle regionali del 2010 – sono lontani. Però, non era facile immaginare che la Lega, scossa da episodi di familismo e illecito (un partito come gli altri, insomma), recuperasse. Invece è avvenuto. In gran parte, grazie alla sua tradizione e alla sua organizzazione. Perché, per quanto indebolita, la Lega, ha ancora una presenza diffusa e radicata sul territorio. L’unico partito ad aver mantenuto nome e simbolo dall’epoca della Prima Repubblica. L’ultimo partito di massa, anche se ha perduto le masse. In grado, tuttavia, di mobilitarsi e di mobilitare, quando serve. Come in questa occasione. Perché non si votava solo per il Parlamento europeo, ma anche per molte amministrazioni locali. La Lega era, infatti, presente alle elezioni con il proprio simbolo in 112 dei 243 comuni maggiori al voto. Se consideriamo i comuni del Centro-nord, in 110 comuni su 175. Nel Nord padano, in 73 comuni su 81.

Al primo turno, ha eletto sindaco – da sola o con liste locali e localiste – un proprio candidato (in un comune del padovano). Mentre altri 5 sono in ballottaggio. Senza contare i numerosi casi in cui si è presentata insieme al Centrodestra. Come a Padova, dove, Massimo Bitonci, leghista, contenderà la guida del Comune al (vice)sindaco uscente Ivo Rossi.

Tuttavia, non è chiaro cosa sia divenuta. La Lega. Quale identità abbia assunto. Di certo, non è più la Lega “Padana”, che, da ultimo, rappresentava e rivendicava la “macroregione” del Nord. Visto che, la scorsa settimana, il Piemonte è stato riconquistato dal Centrosinistra, guidato da Chiamparino. Visto che nel Nord padano ha superato l’11% e nel Lombardo-Veneto ha sfiorato il 15%. Cioè: meno di metà del PD di Renzi, il PDR, molto vicino al 40%. Insomma, ha un bacino elettorale abbastanza ampio per contare ancora. Non certo per interpretare il “male del Nord”. Tanto meno per rivendicare l’indipendenza. Il fatto è che la Lega, nel Nord, non è solo minoranza, anche nelle sue tradizionali zone di forza, ma è, oltretutto, divisa. Non solo tra fedeli di Bossi e Maroni. Anche fra i leader dell’ultima generazione. Basta guardare la regione dove ha ottenuto il risultato percentuale più elevato. Il Veneto. Conteso fra Salvini, il segretario, erede della tradizione padana, e Tosi, sindaco di Verona. Il quale, per quanto coinvolto, di recente, in alcuni scandali, insieme ai suoi uomini, ha ottenuto un risultato notevole. Salvini e Tosi, come ha osservato Francesco Jori (sui quotidiani veneti del gruppo Espresso), esprimono due strategie alternative. Tosi, in particolare, non è euroscettico e non mira a un’alleanza con Berlusconi, come Salvini. Ma a costruire un altro Centrodestra.

Quella emersa dal recente voto europeo, dunque, non è più la Lega Padana. Ma neppure la Lega di governo, dell’era berlusconiana. Né la Lega anti-romana e anti-meridionale, che abbiamo conosciuto in passato. Non perché abbia cambiato identità territoriale. Ma perché, semmai, l’ha perduta. O meglio, perché ha indebolito la sua impronta locale. Non è più Nordista come ieri. La Lega antieuropea ha, infatti, assunto una prospettiva “nazionale”. Aperta, o almeno, proiettata verso il Centro ma anche verso Sud. Dove, certo, ha un peso molto ridotto e limitato. Ma ha allargato la sua presenza. Non solo nelle regioni rosse del Centro-Italia, dunque, ma perfino nel Mezzogiorno. Nelle regioni del Centro-Sud e nelle Isole, infatti, ha ottenuto oltre 106 mila voti. Il 6,3% della propria base elettorale. Poco, certamente. Ma, comunque, 4 volte più del 2013. Inoltre, è cresciuta di un terzo anche rispetto alle precedenti europee – mentre nelle altre aree è arretrata sensibilmente. Particolarmente rilevante, il suo aumento, in Abruzzo, Lazio, Puglia e nelle Isole. In Sicilia. Non a caso i luoghi esemplari, di questa stagione, non sono più Zermeghedo o Gambugliano, piccoli comuni del profondo Veneto, dove la Lega, nella seconda metà degli anni Novanta, aveva raccolto oltre il 60% dei voti validi. Quasi come la vecchia DC. No. Le nuove frontiere (extra)padane si sono spostate fino a Maletto, paese di 4mila abitanti, ai piedi dell’Etna, dove la Lega ha ottenuto quasi il 33%. Mentre ad Alimena, 2mila abitanti, in provincia di Palermo, è arrivata al 22%.

Questa espansione, lontano dalla patria originaria, evoca un’altra parte del repertorio leghista, già recitata in passato. L’imprenditore politico della paura. Che usa il megafono dell’inquietudine contro l’invasione degli immigrati, i quali giungono sulle nostre coste dal Nord Africa. Spinti dalla povertà e dalle guerre. Non a caso la Lega, a Lampedusa, ha conquistato il 17%. Altrove, nel Nord, l’allarme xenofobo risuona contro gli stranieri, che non sono più tali, perché l’Europa garantisce loro cittadinanza. E li spinge ad attraversare le frontiere da Est. La Lega. In questa fase, ha dimenticato la secessione, il federalismo. Ma anche il tam tam antiromano e antimeridionale. Ha, invece, brandito la bandiera della destra europea – antieuropea. E ultra-nazionalista. Oggi guidata da Marine Le Pen, a capo del FN. Con la quale, non a caso, la Lega si è alleata, in vista della costruzione di un gruppo nel nuovo Parlamento europeo. Così, per difendere il “popolo” dagli “altri” che ci assediano e invadono – da Est, da Sud. E dall’Europa. Per difendere se stessa dal declino. E dal M5s, che la insidia sul suo stesso terreno. Per tutelare il suo nuovo mercato elettorale, nel Sud. La Lega: è divenuta lepeniana. Una Lega non più Padana, ma “nazionale”, se non nazionalista.

da: www.repubblica.it

 

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23 Comments

  1. Tipheus says:

    L’analisi della Repubblica (delle banane) non è realistica, almeno per quel che riguarda il voto leghista in Sicilia, dove ha sfiorato l’1 % (mai preso prima d’ora) con alcune strane punte come quella citata.
    Il voto non era da paura, da immigrazione, etc. Anche se non mi convince, era tutto voto separatista. C’è stato un passaparola su internet.
    Il Sicilianismo, che già è molto minoritario, si è diviso in tre tronconi.
    I vecchi tromboni autonomisti dell’MPA hanno votato Forza Italia (qualche candidato che hanno deciso di appoggiare). FI ha avuton in Sicilia un rispettabile 21 %.
    Tutti gli altri autonomisti e molti indipendentisti hanno votato 5 Stelle: che ha avuto quasi il 27 %, che non è affatto poco.
    Alcuni indipendentisti duri e puri hanno votato Lega. E questo è il risultato. In campagna elettorale dicevano che era solo un cartello, che con la Lega c’entravano poco, etc.
    Insomma, al Sud non so, ma in Sicilia la Lega continua ad essere visto da tutti, persino da chi l’ha votata, come una forza esterna.

  2. Marco Green says:

    Veritas, riguardo a Salvini ho già scritto come la penso : sta sbagliando clamorosamente strategia, “dimenticando” l’unica cosa che davvero è importante e che dà senso alla Lega, il padanismo, per una grande confusione di argomenti, anche secondari o discutibili, come no euro e abrogazione della legge Merlin.
    Demenziale e addirittura offensivo, per l’intelligenza di chi lo ascolta, quando mette sullo stesso piano la voglia di indipendenza del Veneto con quella del…Salento.
    Meglio che qualcuno gli ritocchi i discorsi.
    Peggio ancora: dimostra di voler trasformare, nei fatti, la Lega in un partitino di estrema destra all’italiana (perchè, perdendo il padanismo per la visione unitaria, la strada segnata è quella) e già lì purtroppo si capisce la visione limitata e limitante di Salvini.

    Pregi: oltre alla disponibilità e alla generosità che da sempre dimostra nel suo impegno politico, ha avuto la grande occasione di rilanciare la Lega e, in parte, è riuscito a sfruttarla (grossolanamente a livello di immagine) ma a mio parere poteva fare molto di più…se avesse preso la direzione giusta.

    Le cartine elettorali (di Diamanti) che ho riportato sono un evidente campanello di allarme.

    Gravissimo il disinteresse che Salvini dimostra per la minaccia di riforme neocentraliste imposte dal governo Renzi: ricordo proprio una sua recente apparizione televisiva dove di fronte ad antagonisti che davano per scontata la necessità di abolire il Senato e di ridurre drasticamente i poteri degli enti locali…se ne è rimasto beatamente zitto…

    Il successo personale a livello di preferenze è innegabile: indubbiamente, nel complesso, anche sotto quel punto di vista si è dimostrato efficace nelle sue apparizioni televisive, ma non dimentichiamo che ha praticamente monopolizzato ovunque la presenza leghista in TV.
    La scelta ha portato dei benefici a lui e indirettamente al voto “quantitativo” della Lega (che ha guadagnato un po’ di voti “leggeri” al di fuori dei territori e…degli argomenti che contano nello specifico per noi padano-alpini) ma era meglio che si facesse affiancare, al posto del “guru” no euro, da qualcuno con la capacità di affrontare con competenza anche temi delicati come difesa delle autonomie e della qualità della nostra democrazia, ormai sempre più a rischio, ora che il ducetto fiorentino si è convinto di essere un fenomeno autorizzato a sputare su quella costituzione che sino a ieri, per quelli del suo partito, era praticamente intoccabile.

  3. Mirko Autonomista Felsineo says:

    che bella foto!

    DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO’ CHI SEI.

    20 anni di omologazione come partitino di destra italica hanno formato una militanza tricolore, come si è visto dall’esito delle europee nel mio collegio nord-est.
    e con una militanza che esulta e si masturba vedendo il nostro segretario abbracciato alla meloni o alla marina il pene, o ai vari neonazisti unionisti europei, c’è ben poco da stare sereni.
    io da militante “storico” sono delusissimo da questo andazzo. Ricordo con un certo senso di disgusto l’esperimento del 1992 della LEGA ITAGLIA FEDERALE e temo che sia solo questione di tempo per vedere magari un congresso in cui si modifica lo statuto annacquando o togliendo del tutto il concetto autonomista.
    Sinceramente una lega itagliana non la voglio. Vorrei vedere in europa i miei rappresentanti seduti a fianco di catalani, baschi e corsi, non dei neofascisti.
    Vorrei vedere qui da noi una Lega al di sopra della politica italica, in modo da cercare di ottenere il consenso di tutta la nostra gente, non solo della parte di destra. Altrimenti continueremo in eterno a trastullarci per percentuali a una cifra, gioendo per aver sistemato in qualche sedia una oligarchia di “sempre quelli”. A proposito, tanti anni fa li definivamo CADREGARI e dicevamo che dopo 2 mandati basta. Mi sono perso qualche cambiamento?

    • Tuder says:

      Va bene andare oltre destra e sinistra, che fu io successo della Lega, ma perché criticare l’esperimento di Italia Federale? Fu invece sbagliato abbandonare il centro sud.

  4. Amilcare says:

    La cosa più triste è che la lega non parla più di indipendentismo. Purtroppo.
    Ma nell’ambito delle altre fazioni politiche, partiti, movimenti di una certa rilevanza e visibilità, più nessuno parla di indipendentismo o almeno di un minimo federalismo.
    Una tristezza.

    • Guido says:

      Magari tutto ciò lo fa per sopravvivere, visto anche che in Padania non è che l’avete premiata più di tanto, no? Vi siete divisi in una miriade di partiti e partitini, tutti indipendentisti, ognuno facendo dei distinguo più o meno credibili.

  5. Della Scala says:

    Ben trovati !!!

    Allora quanto LEGHISTI son rimasti ancora !?

    asse lega FI lega FN cos’ questa la lega 0.2 ?

    Chi ancora sei dice leghista è un poverino che non ha capito un bel niente !!!

    ve lo avevo detto…

    leghisti prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

    WSM

  6. Lord Ferrel says:

    Come mai all’indomani degli esiti elettorali, il leghisti hanno deciso di inchinarsi di nuovo a Berlusconi e leccargli i piedi?
    Forse perche dopo aver festeggiato in maniera ridicola il 6% si sono resi conti che il 6% è un cazzo ed è nulla per contare qualcosa?

  7. carla 40 says:

    L’é propi vera, suma mai cuntent. Ma ha ragione Diamanti quando afferma che la Lega non ê più la Lega padana non perché abbia cambiato l’identità territoriale ma perché l’ha PERDUTA. Qualcuno é contento della virata nazionalsudista? IO NO. Non voglio che la Lega sparisca, vorrei che ritornasse a essere la Lega. Esiste ancora una possibilità in tal senso? Domanda retorica, lo so…

  8. ugo says:

    Diamanti va seguito negli ultimi venti anni nei suoi commenti alla lega .QUI c’è una domanda da porsi . Dove sono finiti i2300000 voti del plebiscito veneto . ? Sicuramente parte al P.D. parte a Grillo , notoriamente indipendentisti . Torno a ripetere per avere INDIPENDENZA ,ma anche solo più autonomia, serve una grande spinta popolare , ben più del 51 % , questa forza c’è ? .A questo punto ne dubito . Con il p.d. al 41% e M5S al 20% nutro forti dubbi . Nei momenti di crisi il popolino tende a rifugiarsi sotto le ali della chioccia protettrice , lo stato, in questo caso italiano. Al di là dei movimenti indipendentisti , la cui forza reale non conosciamo , al di là della lega , la cui forza conosciamo , esiste un popolo che vuole la propria libertà ?

  9. Gianfrancesco says:

    Ilvo Diamanti, sinistro e antileghista, non ha tutti i torti, è evidente che l’interesse indipendentista della dirigenza leghista è annacquato. Però è esagerata la descrizione del risultato elettorale, volutamente forzata, non potendo descrivere la lega come secessionista e demonizzare la secessione la descrive di destra e nazionale come se fosse solo quello. Come sempre i commentatori pensano sempre che la lega sia prossima a sparire e la considerano come un entità unica, monolitica, semplice senza capire che è un complesso intrico di anime e di visioni.

    Quando poi scrive…

    … “non a caso i luoghi esemplari, di questa stagione, non sono più Zermeghedo o Gambugliano, piccoli comuni del profondo Veneto, dove la Lega, nella seconda metà degli anni Novanta, aveva raccolto oltre il 60% dei voti validi”…

    dimentichi volutamente che luoghi simili esistono ancora, basti vedere Spirano 73%.

    é la classica miopia di sinistra che vuole vedere solo quello che vuole e che descrive una lega dei proprio desideri più che una lega reale.

    • Marco Green says:

      Beh quando poi Diamanti si mette a citare come casi significativi, nel contesto che si sta analizzando, i piccoli comuni meridionali di Maletto e Alimena, parlando addirittura di “nuove frontiere (extra)padane”, cade nel ridicolo in maniera definitiva…
      E’ ovvio che si stia parlando di due situazioni dove l’elevata percentuale raccolta è legata unicamente al “potere” delle persone locali coinvolte.

      • Veritas says:

        Non è proprio così. E Diamanti che sarà anche bravo come politologo, pare non sia anche psicologo o forse non ha dedicato sufficiente tempo allo studio della personalità dell”attuale leader della Lega. Lo ha fatto, invece, Del Debbio sul Corsera proprio “promuovendo” leader Matteo Salvini, unico in grado di sostituire Bossi.
        Quanto poi la sua persona sia gradita anche a tanta gente non leghista è dimostrato dal fatto che lui ha preso ben 100.000 voti più di Fitto e della Bonafè alle elezioni europee.
        E qui lo psicologo forse dovrebbe anche capire che la persona Salvini rappresenta simbolicamente la libertà.

  10. Marco Green says:

    Anche questa volta Diamanti va interpretato (e usato) in negativo, nel senso che, per non sbagliare, sarebbe sufficiente prendere la strada contraria rispetto a quella che i suoi studi sembrerebbero a prima vista indicare…

    Nessuno si supisce dal fatto che la Lega sia cresciuta nel centro – sud (dove prima aveva percentuali basse o vicine allo 0), beneficiando delle briciole di una campagna elettorale italianista, col Salvini che se ne è andato ovunque a parlare di difesa dell’italianità, come un qualsiasi rappresentate forzanovista.

    Ma si tratta di un guadagno minimo, per un partito che ha preso la direzione sbagliata!
    A confermarlo, basta vedere come, nelle province padano alpine dove la Lega ha conservato un consenso davvero significativo,

    http://www.demos.it/2014/img/3077europee2014_lega_2.png

    l’incremento di voto sia stato minimo o addirittura nullo!

    http://www.demos.it/2014/img/3078europee2014_lega_3.png

    Questo perchè la palla della crociata no euro non ha funzionato e ha addirittura fatto sfuggire molti potenziali voti di ritorno (in fuga da FI e 5S) che sono andati a incrementare l’astensionismo o addirittura il consenso verso l’europeista PD renziano.

    Ripeto che Salvini, che con la sua elezione ha indubbiamente avuto una grande opportunità per il rilancio della Lega Nord (cosa che ha in parte sfruttato, a livello di comunicazione e di immagine) ha compiuto un errore di strategia clamoroso nel “diventare italiano”, dimenticando il padanismo, che è il vero motivo per cui quel partito esiste e raccoglie ancora (per ora) un significativo consenso nei suoi bacini elettorali storici (nonostante tutto quello che c’è stato!).

  11. Ric says:

    Se la nascita del movimento Lega è inteso come strumento di “servizio” significa pertanto che è un mezzo e non un fine ; è un mezzo quando si pone attiva alla proposta ed alla difesa di libertá defraudate , quando diviene nemesi “equilibratrice ” ai soprusi degli invasori di turno . Posto come centrale il fine della salvaguardia di valori identitá e DNA le strategie mutano al mutare di nuovi cavalli di Troia , di nuove “troie a cavallo ” veicolo di spaccio delle porcherie euronormate , spaccio dei flussi mondialisti di sterminio a predominio finanza parassita su lavoro creatore . Per il momento è più utile smascherare e spaccare il culo letteralmente al coacervo di euromondialmerda tipo “parmisan” che le pur valide disquisizioni sulle lingue locali . Per quanto poi riguarda le varie etichettature che tanto vi impressionano tipo “lepeniane” etc. , sono soltanto gli effetti speciali degli scribacchini al soldo di quanto sopra accennato che riescono quasi sempre a spaventare le anime belle facendole rapidamente confluire nel più sicuro alveo dei “moderati” , che fa tanto rassicurante , che fa tanto “normale”. La realtá invece è che le nostre esistenze con lo spauracchio della Lega con Le Pen , ogni giorno divengono lordate dalla sporcizia , dall’acqua sempre più scarsa ed inquinata come l’aria , dagli OGM americani che modificano anche le molecole delle libertá senza neanche i carri armati , esattamente come l’articolo di Repubblica che passa , senza colpo ferire come analisi pacatamente equilibrata : ci pensa poi la religione delle menti deboli a fare il resto , a veicolare cioè un in put di paura sotto forma di “corretta analisi ” .
    È logico che se si va al mulino un pò ci si infarina , ma diversamente si muore di fame !
    Il coraggio di Salvini sia da monito , dea ultima speme ! (Speranza)
    Sveglia , popolo ti hanno quasi messo tutto nel sacco ,”a tua insaputa” . !!!!!!
    Repubblica come gli OGM , hanno un’unico obbiettivo : RINCOGLIONIRCI .

    • Veritas says:

      Bravo, molto bene,, diciamoglielo a quelli di Repubblica, che non siamo nati ieri e che non ci incantano coi loro articoli melliflui e falsamente pacati!

  12. Claudia says:

    Se L’indipendenza.com cita Repubblica siamo messi male

    • gianluca says:

      Strani alcuni settori del nostro pubblico, quando Diamanti rafforzava gli esiti del plebiscito digitale veneto andava benissimo, quando fa un esame dell’evoluzione della Lega che si può condividere o meno ma è elemento di discussione allora non va più bene. E’ proprio vero che molta gente vuole solo sentirsi raccontare ciò di cui è già convinta

      • U.nione K.onfederale C.isalpina says:

        a me pare ke la sorpresa annunciata da GLM x l’IndipendenZ>a sia la scelta editoriale ke stà prendendo korpo, ovvero kuella “dell’ italia del Nord ed autonomie “… 😀

        • gianluca says:

          Evitate di fare elucubrazioni a vuoto, quando ci sarà la nuova gestione de L’Indipendenza penso sarà spiegata la linea che si intende perseguire. Ora è semplicemente una fase di interregno

          • U.nione K.onfederale C.isalpina says:

            Direttore Gianluca (konsentimi il nome 😀 )
            … l’Indipendenza kredo sia Esso e voi ke l’avete fondato e tanto tempo e sakrifici vi avete profuso, l’uniko legame rimasto tra Padania e Sovranità Statuale Cisalpina e non certo la Lekka Nodde a kui, paradossalmente, kontinuate a guardare, molti di voi, kon speranza (mal posta) e fiducia (inkredibile) …

            la lega bossiana e dei suoi seguaci kadregari ballerini è il nostro kapestro indipendentista e libertario …

            la nostra libertà NON passa attraverso le giravolte, kapriole, pagliacciate e nonsense masturbatorio federal_fascista della Lega … non danno frutto ! 😀

            sprofondi roma e gli italioti italianisti in salsa verde autonomista … ultimo ritrovato pakkottaro del karroccio skuinternato

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