Diamanti e la propaganda di regime per dividere la gente padana

di GILBERTO ONETO

Ieri su La Repubblica il sinistro vicentino Ilvo Diamanti ha detto la sua sul referendum veneto: un  capolavoro di prosa di regime di cui vale la pena di riportare il paragrafo finale e riassuntivo.

«Da ciò, un’altra indicazione significativa. Soprattutto se si pensa al diverso impatto ottenuto dal referendum dei giorni scorsi rispetto alla manifestazione per l’indipendenza padana, promossa nel settembre 1996. Quando, in marcia lungo il Po per marcare la frontiera del Nord, si recarono pochi leghisti, spaesati e sparsi. Per rappresentare il sentimento e il risentimento territoriale, oggi, conviene rinunciare a patrie immaginarie, come la Padania. Ma anche alle macroregioni oppure ad aree ampie — e differenziate. Come il Nord e lo stesso Nordest. Per storia, economia, identità e interessi, infatti, è sempre più difficile tenere insieme il Veneto con il Piemonte, la Lombardia e lo stesso Trentino Alto Adige. Treviso con Milano e Bolzano. La “questione Veneto”, oggi, conta più di quella “settentrionale”. E affievolisce il Nordest».

Diamanti è un abilissimo manipolatore, utilizza con grande maestria tutto il repertorio di falsificazioni, insinuazioni e cammuffamenti ideologici reperibili sui manuali di persuasione occulta: è un pericoloso concentrato di Ciacotin, Deutsch, Packard e Goebbels.

Esaminiamo alcuni passaggi.

Nel 1996 sul Po ci sarebbero stati solo “pochi leghisti, spaesati e sparsi”. Allora non c’era la rete a fare l’effetto che oggi ha avuto il referendum ma in due milioni e passa si ricordano ancora benissimo quanto fossero “spaesati e sparsi”.  Un piccolo demoniaco capolavoro è quel sibilare che il Po marcasse “la frontiera del Nord”. Generare confusione e divisione è uno degli strumenti principali della disinformazione. Ecco perché sostiene che convenga (a chi?) “rinunciare a patrie immaginarie come la Padania”. Per tenersene una immaginaria, oppressiva e mafiosa come l’Italia?  Afferma con orgogliosa sicurezza alla Diaz che “è sempre più difficile tenere insieme” le regioni settentrionali. Non una parola sulle altre. Chiude accorato proclamando che “la questione Veneto oggi conta più di quella settentrionale. E affievolisce il Nordest”. Lui è stato uno degli inventori del Nordest e si capisce che possa trarne del languore ma il resto?  Il resto ha una sua chiara spiegazione nella professionalità di commentatore di regime: dividere gli avversari, farli litigare, sottolineare ed esaltare le differenze. Il solito vecchio “divide et impera” cucinato in salsa tricolore.

Due considerazioni, anzi due domande.

La prima è per gli amici regionalisti e per i nemici vecchi e nuovi della Padania. Non vi fa suonare alcun campanello il fatto che uno come il Diamanti sia diventato regionalista o che esprima una forte preferenza regionalista rispetto al progetto macroregionale o padanista? Sveglia ragazzi! Questi non fanno o dicono mai nulla a caso.

La seconda è per Zaia e Salvini. Il referendum è stato un entusiasmante segno di vitalità. Difficilmente chi lo ha organizzato riuscirà a costruire un seguito coerente. Serve che la palla passi a chi è nella posizione per proseguire l’azione.  Zaia porti in Consiglio la risoluzione indipendentista, la faccia votare, si inventi un referendum con tutti i crismi dell’ufficialità e – prima della fine del suo mandato – faccia qualcosa di duro, di eclatante, di entusiasticamente concreto per proclamare la sovranità del popolo veneto che l’ha eletto. Salvini ha una responsabilità anche più grande perché coinvolge ambiti geografici e politici più ampi. Non può lasciar cadere la vicenda del referendum come un felice e fortunato episodio: deve inventarsi una continuazione coerente, una serie di passi ulteriori anche “cattivi” e decisi. L’Italia è un avversario corrotto, obeso e molliccio che traffica solo con inganni, menzogne, minacce, violenze meschine e bava corrosiva. Non si può più averne soggezione. Deve liberare quel che resta della Lega delle pesanti incrostazioni di italianità che l’hanno resa debole e riprendere un ruolo propulsivo. I veneti hanno aperto un varco: si deve abbattere il muro della prigione in cui tutti i padani sono reclusi. Zaia e Salvini hanno voluto la bicicletta? Hanno da pedalare in salita ma se mostrano di volerlo davvero fare, ci saranno milioni di persone pronte a passare la borraccia e a spingerli.


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59 Comments

  1. Joachim says:

    Se Diamanti afferma che: “Per storia, economia, identità e interessi, infatti, è sempre più difficile tenere insieme il Veneto con il Piemonte, la Lombardia e lo stesso Trentino Alto Adige. Treviso con Milano e Bolzano” dovrebbe anche spiegarci perché, a maggior ragione, non è pura follia continuare a cercare di tenere assieme un monstre come l’Italia dove l’eterogeneità e le divergenze oggettive sono abissali e incolmabili e che nessuna retorica di regime può occultare. Solo chi trae vantaggi e prebende da questo sistema iniquo può cercare di difenderlo. Se Diamanti avesse un briciolo di onestà intellettuale dovrebbe vergognarsi, cosa che dubito farà mai, salvo cercare accorrere in soccorso del vincitore nel caso il vento dovesse cambiare (nel solco della migliore tradizione italica): ricordiamocene

  2. commesso viaggiatore says:

    e bravo sto picio di Diamanti.
    Sta riuscendo nell’impresa di farci riunire contro Roma.
    Grazie e continua cosi.
    Noi però impariamo a metterci anche del nostro, E’ vero Salvini e Zaia hanno voluto la bicicletta , noi potremmo anche spingerla, ma abbiano il coraggio di togliersi prima le zavorre ormai finite e triturate dalla vecchia Lega come Cota. Solo cosi si potrà spingere la bicicletta …. sennò diventerà sempre più pesante, faticosa.
    ciao malnatt.

  3. andra says:

    Bravo ma quale alternativa abbiamo? Grillo e la sua cartina? Io penso che Oneto tenti di unire qualcosa che fin dai tempi dell’impero romano e’ stato diviso anche dai diamanti di turno, oltre che, dalla nostra testa dura, dal nostro individualismo . Basta divisioni non facciamoci fregare un altra volta

  4. anthony says:

    Le lotta anti euro, va bene, e oneto lo sa, e lo sapete benissimo anche voi che quella moneta non fa per voi….. e visto che lo stato italiano e’ vostro nemico vi ricordo che e’ stato quello stato a imporvi quella moneta e fregarvi. Ora penso che il referendum Veneto se gestito bene possa fare da grimaldello , vero sta a Zaia prendere la palla in gioco. Dico solo questo uscire dall’euro, riscrivere la costituzione in senso federale, se questo non avviene allora ogni territorio dell’italia prendera’ una sua scelta. Quello che io vedo signori e’ una mancanza di strategia….. come nel 96 tante urla tante parole, e non erano 4 gatti sul po’ ma il progetto non era chiaro non dava certezze…..forse c’e’ bisogno di creare un vero think tank e un strategia da seguire. leggo tante buone parole…. ma tra grillini che sono ondivaghi su tutto, scaramuccie tra leghisti, ex leghisti e autonomisti vari…… L’indipendenza e tu Oneto perche’ non organizzi un tavolo con tutte le forze anche la lega per discutere…. per trovare punti di incontro.

  5. egenna says:

    Repubblica=Barboni

  6. carla 40 says:

    Ho fatto parte di quei “pochi leghisti spaesati e sparsi”. Ancora me le sogno quelle Bandiere Padane che sventolavano persino sugli isolotti del Po. Diamanti, ma va’ a da’ via i ciapp…

  7. luigi bandiera says:

    Tuttavia, ne arriveranno tanti altri di diamanti… prima, dopo e ancora podopo.

    Semo in guera e no eo savemo.

    Xe come dir NO sui tre quexiti: no voer de star ne ko ea NATO, ne co l’URKA e gnente euro.

    Tanti pacioeoni no ghe piaxe a keba taliana ma ghe piaxe tanto kealtra de keba: l’URKA. Viamente tuto xe podopo koega’ ko ea NATO.

    NO I VA BEN STI MOSTRI. I KOPA EA DEMOKRASIA.

    Esar PASIFISTI, voer a tuti i kosti de vivar in PAXE, vol dir esar NEUTRAI: no star ne ko uno e ne ko kealtro.

    Ki vol barufarse i lo fasa ma sensa de nialtri.

    Va ben ke pa star neutrae ea Serenissima Replublika Veneta a sea ga’ ciapada in tel posto, ma bixogna insistar de dir e dimostrar de voer davero ea PAXE NEL MONDO.
    Dognimodo, i veneti, xe de natura pasiofisi.

    A ghe xe serti tratai intarnasionai ke i xe kome na poexia da bei ke i xe: rispetemoi..!

    I dixe ke ogni omo nase libaro… ma elo vero?

    Ke ogni popoeo pol selierse ko ki star e se no el se AUTODETERMINA… EL STA DA SOEO… ma elo vero?

    I diamanti vardemo… na voxe ke ghe fa invidia ae sirene de Ulisse… da quanto ben ke el kanta, pa inkantarne. Mejo del noto (i ne ga insegna’ soeo quea de storia?) Menenio Agrippa el xe.

    Giusto segnaear ndoe se skonde el nemigo… gnente da dir, ma vardemo vanti gni tanto almanko e skominsiemo a ORGANIXARSE..!!

    Vanti ko e proposte KAX.

    In sti kaxi se dixaria LOTEMO PA LIBASRARSE.
    Mi invense diria: no serve lotar ma organixarse doparando pasifikamente e lexi ke da’ all’omo libaro serti diriti INALIENABII E IRINUNCIABII.

    Altrimenti a kosa servi mo sti TRATAI INTARNASIONAI???

    A FARSE PIPE DEMOKRATIKE KOME TANTI STA FAXENDO???

    VANTI. Se no ea procesion se ingruma..!

    An salam

  8. Riccardo Pozzi says:

    In quanto a propaganda, ieri sera Diego Bianchi, in arte “Zoro” nel suo “Gazebo” di rai tre ha dato una bellissima prova di irriverenza tracotante e caciarona, sbeffeggiando per mezz’ora l’iniziativa Veneta e le sue conseguenze istituzionali. Complimenti Zoro per la tua sincerità e per aver dato la faccia alla paura dissimulata dei palazzi romani. #zorostaisereno.

  9. Giovanni Domenella says:

    Sconcertano questi Veneti, che avendo seppellito più di due secoli fa, il glorioso gonfalone della loro Repubblica, certificandosi così al mondo l’imbecillità criminale della disunità di Italia, inseguono ora un sogno di libertà inneggiando alla secessione.
    Questi neo-giacobini, che, in un sistema globale di pura logica di produzione capitalistica, sognano un Veneto a modello di riserva indiana, hanno tutta la mia più umana commiserazione

    • luigi bandiera says:

      Domenella,

      talibano puro sangue, perche’ ti scagli contro il mio popolo?

      Il popolo veneto si sta muovendo secondo le leggi: art.21 della tua carta igienika. Poi altri artikoli (RIDIKOLI?) e dei diritti inalienabili dell’uomo (i veneti non sono uomini?) e dei diritti dei popoli: autodeterminazione.

      Va ben che da sotto il Rubicone le leggi non si rispettano e quindi e’ come non esistessero, ma l’insulto gratuito come dare dei giakobini a chi le rispetta, beh, e’ penoso e triste davvero doverlo costatare.
      Commiserazione ricambiata talibano Giovanni.

      Oh, mi scusi se ho osato cosi’ tanto… sa, a noi veneti non e’ permesso dire la nostra.

      Salam

  10. Paolo says:

    Preferisco un Veneto di sinistra ad un leghista. Quello che la lega non vuole è proprio che i Veneti parlino come popolo.

    • Walter Zanier says:

      Mentre la sinistra vuole che i veniti parlino come popolo vero? Ha fatto più danni la sinistra e le sue propaggini tentacolari e clientelari (coop, sindacati, onlus, patronati…) in questi ultimi anni che l’italia intera.

    • nick says:

      E’ la sinistra, con il suo ineffabile guru, Napolitano, che ha esaltato così tanto l’Unificazione Italiana nell’anniversario del 2011, dimenticando di proposito (ma i sinistri sono davvero dei camaleonti, e Nap li rappresenta proprio bene!) le istanze internazionaliste della sinistra storica.
      Ma si sa, tutto fa brodo, pur di tenere insieme questa cosa sconquassata che è l’Italia, dove l’industria più fiorente è la mafia (le varie mafie,tutte meridionali, ma guarda un po’), come sanno bene quelli che a Roma ci comandano.

  11. Marco Green says:

    Incredibile il livello di malafede di cui è capace certa gente…incredibile…

  12. Robinhood says:

    A tuti i fradei veneti,
    guardì qua i nostri veri nemissi.
    Prima de scanarse tra noealtri, scanemo lori.

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2014/24-marzo-2014/renziil-veneto-mia-priorita-gia-fissata-nuova-visita–2224256960863.shtml

  13. Riccardo Pozzi says:

    Attenzione, molti frequentatori commentano dopo aver letto solo il titolo e poco altro, oppure per replicare ad altri interventi.
    Un po’ di pazienza e di impegno, amici, leggere gli articoli, spesso interessanti e informati, aiuta a mettere meglio a fuoco le questioni, a maturare nuove opinioni o rinforzare quelle esistenti. Ma polemizzare a vuoto è solo un esercizio di grafomania.

    • Eric says:

      Se hai letto l’articolo e non hai colto le falsità ad usum delphini e le masturbazioni da opinion leader o maker del c…avolo di chi si e stappato i capelli ogni volta che l’hanno preso in castagna (infatti o pelato come il sedere di un babbuino)…..ti serve un ricostituente: fatti una cura di baccalà mantecato col Tocai di Lison, poi Vov al risveglio !

      Tornerai vispo ed acuto prima che Salvini si sia fatto la barba !!!

    • Eugenio says:

      Riccardo se uno legge tutto degli articoli che vengono messi da INDIPENDENZA deve stare tutto il giorno al compiuter ,per cui è logico che leggano magari solo il titolo dell’articolo..

      • Riccardo Pozzi says:

        Io trovo logico che si commenti un articolo che si è letto. Oppure si può fare altro e non stare al computer tutto il giorno. Vedo però che sono molte le voci che commentano con aggressività e approssimazione, magari spiattellando la loro incontrovertibile verità senza aprirsi al dibattito. Restare aperti al dialogo e , comunque, coltivare un sano orrore di sé senza prendersi eccessivamente sul serio rimane sempre un saggio atteggiamento. Sempre che non si sia depositari assoluti della ragione e della verità, in questo caso complimenti.

  14. Giorgio da Casteo says:

    Caciari=Diamanti, sinexi, col pensar intorcoea’ e svaga’ de quei socioeghi che,come dixe Bandiera, i proa a corar in bici vardandose e scarpe e no i varda vanti ! Me despiase par Ilvo che ai tempi dea prima LV el gavea pi ciaresa e intuito e mi squasi lo stimavo.Masimo invese, el grande sinexo, entrara’ nea storia come el ponsio pilato che se ga lava’ e man sbandonando al so infeise destin i eroici serenisimi.
    De quei che se rampica soi speci (Salvini,Zaia…) o come Oneto che vol dimostrar a padanita’ dee tere-ferme venesiane xe mejo che no me intriga. Viva San Marco

    • Robinhood says:

      Mi penso che prima de far i conti coi Salvini e coi Zaia bisogna esarse levà dai maroni quei de la bassa.
      Dopo se vedarà, ma far adesso barufa fra noealtri vol dir fregarse con le nostre mane.

  15. Giuseppe Isidoro says:

    L’Italia si è impegnata con l’UE a riportare il debito pubblico al 60% del Pil, ripagando dal 2015 circa 60 miliardi l’anno per vent’anni (fiscal compact) ma che potrebbero diventare molti di più se la recessione continuasse in conseguenza di un ulteriore calo del Pil. Ma neanche la più rosea delle previsioni, come una crescita del Pil al 3% accompagnata da un euro più debole, farebbe cambiare la sostanza per gli italiani, se non, forse, dei drastici interventi shock quali la messa in mobilità di mezzo milione di dipendenti pubblici che però nessun governo in Italia oserebbe neppure proporre. Inutile farsi illusioni, l’uscita dall’UE sarà forse inevitabile per l’Italia se non saranno ridiscussi i trattati europei e dovremo ringraziare una travolgente avanzata degli euroscettici se lo saranno. Tuttavia esiste un’altra possibilità che aveva ventilato Grillo, con più coraggio e lungimiranza di Diamanti, ipotizzando una suddivisione dell’Italia in quattro o cinque macroregioni, idea non tanto peregrina, se a ognuna di loro venisse data totale indipendenza fiscale da Roma, nel senso che tutte le tasse rimangono in loco e niente più si deve né si riceve dal centro. Se, infatti, l’Italia fosse divisa in macroregioni fiscalmente indipendenti, ciascuna delle quali si accollasse la quota di debito pubblico proporzionale al numero dei suoi abitanti, sarebbe assai più facile per l’Italia aggredire tale debito. Molte regioni sarebbero in grado di ripagare la loro quota in tempi rapidi (il che non potrebbero mai fare rimanendo legate all’Italia) e per l’UE sarebbe allora un problema minore aiutare quelle che non ce la farebbero da sole, già lo fa con la Grecia attraverso il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) finanziato da tutti gli stati dell’UE . Per i veneti (l’8% circa della popolazione, poco meno di 5 milioni su quasi 60 milioni d’italiani) la quota da accollarsi corrisponderebbe grosso modo a 160 miliardi di euro (sui 2.000 e più di debito pubblico complessivo) che essi potrebbero estinguere in massimo otto anni anziché in venti, dato che il residuo fiscale che già versano a Roma è di 20 miliardi di euro l’anno. In sostanza, mentre ora sono solo le regioni virtuose e produttive italiane ad accollarsi i problemi e le difficoltà di quelle improduttive, presentando all’UE un’Italia fiscalmente divisa (anche se non del tutto politicamente) il peso di sostenere queste ultime sarebbe distribuito sull’intera UE. Dividere l’Italia conviene a tutti gli italiani e soprattutto ai nostri figli e alle future generazioni.

    • Paul Brembilla says:

      vero … inoltre le regioni o maroregioni “virtuose”, tipo Lombardia, Emilia, Piemonte e Veneto, avrebbero uno spread nullo con conseguente azzeramento degli interessi sul debito e la possibilità di trattare sforamenti sui vincoli europei (come fanno altri Stati) che l’itaglia non avrà mai

  16. Rodolfo Piva says:

    Carissimo Gilberto. D’accordo su tutto; solo qualche perplessità sulla tua frase: “L’Italia è un avversario corrotto, obeso e molliccio che traffica solo con inganni, menzogne, minacce, violenze meschine e bava corrosiva”. L’italia è sicuramente uno stato corrotto ma credo che la moltitudine di parassiti, tra cui i politicanti italioti senza arte e ne parte, scateneranno servizi segreti, carabinieri, polizia, guardia di finanza, guardie forestali e, magari, i metronotte e magari anche la mafia pur di non perdere il loro status di lazzaroni ben retribuiti. E’ bene che tutti gli indipendentisti, dopo gli entusiasmi del referendum in Veneto, si preparino anche a questa evenienza.

    • Johnny says:

      Concordo, avremo contro i servizi segreti non solo italiani ma quelli in cima alla piramide, perchè l’occidente delle banche e degli oligarchi non si può permettere che una ricca colonia come l’Italia venga compromessa. Anche in Spagna ci hanno provato con Mas… Perciò la classe politica che si batterà in questo percorso indipendentista dovrà essere a prova di bomba..! L’alternativa sarebbe cambiare alleanze…insomma, non è che esista solo la NATO che sono i buoni..

    • corrado says:

      ragazzi, tenete conto anche dei più pericolosi, Eurogendfor che avete in sede a Vicenza, queste sono le nuove SS europee, licenza di fare qualsiasi cosa, non sottoposti a legge a forze di polizia, potenzialmente anche killers, informatevi

      • sandrone says:

        Non c’è problema…una bella webcam 24 ore al giorno davanti ai cancelli della nuova Gestapo europea…avranno pur facce e targhe.

        Mica potranno girare sempre con il passamontagna!

  17. Giuseppe Isidoro says:

    L’Italia si è impegnata con l’UE a riportare il debito pubblico al 60% del Pil, ripagando dal 2015 circa 60 miliardi l’anno per vent’anni (fiscal compact) ma che potrebbero diventare molti di più se la recessione continuasse in conseguenza di un ulteriore calo del Pil. Ma neanche la più rosea delle previsioni, come una crescita del Pil al 3% accompagnata da un euro più debole, farebbe cambiare la sostanza per gli italiani, se non, forse, dei drastici interventi shock quali la messa in mobilità di mezzo milione di dipendenti pubblici che però nessun governo in Italia oserebbe neppure proporre. Inutile farsi illusioni, l’uscita dall’UE sarà forse inevitabile per l’Italia se non saranno ridiscussi i trattati europei e dovremo ringraziare una travolgente avanzata degli euroscettici se lo saranno. Tuttavia esiste un’altra possibilità che aveva ventilato Grillo, con più coraggio e lungimiranza di Diamanti, ipotizzando una suddivisione dell’Italia in quattro o cinque macroregioni, idea non tanto peregrina, se a ognuna di loro venisse data totale indipendenza fiscale da Roma, nel senso che tutte le tasse rimangono in loco e niente più si deve né si riceve dal centro. Se, infatti, l’Italia fosse divisa in macroregioni fiscalmente indipendenti, ciascuna delle quali si accollasse la quota di debito pubblico proporzionale al numero dei suoi abitanti, sarebbe assai più facile per l’Italia aggredire tale debito. Molte regioni sarebbero in grado di ripagare la loro quota in tempi rapidi (il che non potrebbero mai fare rimanendo legate all’Italia) e per l’UE sarebbe allora un problema minore aiutare quelle che non ce la farebbero da sole, già lo fa con la Grecia attraverso il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) finanziato da tutti gli stati dell’UE . Per i veneti (l’8% circa della popolazione, poco meno di 5 milioni su quasi 60 milioni d’italiani) la quota da accollarsi corrisponderebbe grosso modo a 160 miliardi di euro (sui 2.000 e più di debito pubblico complessivo) che essi potrebbero estinguere in massimo otto anni anziché in venti, dato che il residuo fiscale che già versano a Roma è di 20 miliardi di euro l’anno. Dividere l’Italia conviene a tutti e soprattutto ai nostri figli e alle future generazioni.

  18. Diamanti è un falsificatore bugiardo.
    Sul Po io c’ero e i “pochi” facevano impressione per numerosità da cui segue che non eravamo affatto “sparsi”, anzi, era difficile trovare un posto libero lungo la riva, bei tempi!
    Quanto alla Padania sorvoliamo, troppo indigesta per un vero indipendentista.

    • Veritas says:

      Diamanti mente spudoratanmente: Si vergogni.
      Bastava seguire, quella sera del Po, la TV svizzera per avere le notizie certe sul numero di persone e il loro collocamento.
      Quanto al resto del suo articolo, la gente del Nord è gente del Nord, inutili le sue disquisizioni sulle diversità tra le regioni a est, centro e ovest Assurdo.

  19. Edda says:

    Diamanti scrive : ” …è sempre più difficile tenere insieme il Veneto con il Piemonte, la Lombardia e lo stesso Trentino Alto Adige. ”

    Invece tenere insieme il Veneto con la Calabria è più agevole, vero ?

    Vai a cagare , Diamanti , vai a cagare !

  20. antonio cardellini says:

    Bravo Oneto. Hai ragione da vendere. E Diamanti, tipico ideologo che passa per essere uno “scienziato”, ci sguazza. Il fatto è però che il varco aperto dal referendum veneto sarà il punto d’aggancio anche per gli altri padani che vorranno seguirlo.

  21. Giancarlo says:

    Con tutto il rispetto per la prosa come al solito brillante, il solito Oneto: ricordiamo a quei ragazzacci dei veneti la Padania e la Lega Merd, altrimenti se ne dimenticano, imboniti dai pifferai di regime.

  22. eugenio ceroni says:

    Giusto il paragone con Goebbels anzi azzeccato.Adesso auspico iniziative in tutte le regioni per seguire l’esempio del Veneto.
    Coraggio uniamoci,lasciamo da parte le diatribe e gelosie che fanno il gioco del centralismo statale e sbattiamo in faccia ai fautori dell’indivisibilità dell’Italia dei risultati tipo Veneto in Piemonte,Lombardia,Liguria, Emilia Romagna ecc

  23. Salice triestino says:

    Oneto, i suoi scritti sono sempre molto acuti e soprattutto utili, ma in alcuni punti raggiungono livelli sublimi di verità con un linguaggio molto più efficace di qualsiasi illustrazione: “L’Italia è un avversario corrotto, obeso e molliccio che traffica solo con inganni, menzogne, minacce, violenze meschine e bava corrosiva.”

  24. Nibbio says:

    Soffermarsi a discutere di Ilvo Diamanti è come sussultare ed immobilizzarsi davanti ad una cospicua deiezione canina: la si schiva e la si supera velocemente, turandosi il naso e guardando avanti !

    • Marco Green says:

      Purtroppo non è evitabile, è come una sorta di passaggio obbligato in un campo irrigato con due spanne di liquame, tanto è il livello di importanza assunto a livello accademico da questo personaggio: andrebbe affrontato e sbugiardato, punto per punto.

  25. Annibale says:

    Vabeh, Diamanti sarà quel che sarà, ma i veri nemici della Padania, coloro che hanno diviso e continuano a dividere la gente padana sono proprio i vari Zaia e Salvini. Non si diceva una volta che la Lega non è nè di destra nè di sinistra? Salvini salta sul carro della vincitrice (la Le Pen) non rendendosi nemmeno conto che i franzofasciosi alla fine si accorderanno con i tedeschi alla faccia delle altre nazioni europee. A dividere i padani sono stati i belleriani imbarcando gente come Jonghi, Arrighi, Puschiavo, Sofo, Fratus e decine di altri patrioti italiani che se la ridono quando sentono parlare di Padania e indipendenza. Il tutto per farsi eleggere e campare sulle nostre spalle ancora per qualche anno. Diamanti è diventato regionalista? Ormai lo sono tutti tranne i belleriani.

  26. Diego says:

    Concordo con Oneto con la testa, mentre al mio cuore veneto la Padania non dice proprio niente.

  27. Robinhood says:

    Vedo purtroppo che la rissosità che ha impedito alla Liga Veneta dei primi anni ottanta di affermarsi, è ancora viva.
    Combatterci tra di noi avendo ancora di fronte il nemico che ci spara addosso è da idioti.
    Continuiamo così e a Roma rideranno anche questa volta.

  28. luigi bandiera says:

    BASTA SEGNARE IL PASSO!!

    AVANTI MARC..! Un, due…

    Basta voltarse indrio.

    Vardemo vanti come quando se fa co se inpara a corar in bicicleta.

    Vardarse i pie’ su i pedai fa ke se va fora strada e komunque par tera.

    PSM

  29. Roberto says:

    no ma dico, dopo tutto quello che ha detto e fatto Salvini da quando è segretario della Lega (Patriae, alleanze con nazi-centralisti, italianismo anti.euro, e via dicendo), Oneto ripone ancora fiducia in questa gente??? Io trovo la cosa pazzesca e patetica
    Comunque a me l’articolo di Diamanti, tolti i commenti sui pochi sul po, non mi sembra affatto fazioso.

    • NicoBS says:

      sìsì, assurdo!
      Ieri Salvini era su la7 a difendere il Paese (maiuscolo sia chiaro) e la sua liretta, ma soprattutto i tanti siciliani che lavorano.
      Un grande indipendentista!
      Oneto, basta crediga…

    • Renzone says:

      concordo. E va da sè che questa unione lega lepen è qualcosa di pornografico… L’unica cosa che hanno in comune è il fatto che la sinistra ha cancellato completamente dalla memoria la questione sociale ed il disagio economico per concentrarsi sull’antirazzismo/immigrantismo lasciando aperte praterie, buone per chi sa cavalcare quest e tematiche….e la le pen s’è adattata perfettamente a quanto pare, e con concorrenti come hollande o anche come la nanojena ridens Sarkozy capirai se ha gioco facile.
      Ma resta una nazionalista viscerale, il che ovviamente non significa federalista…sempre ammesso che alla lega il federalismo VERO interessi davvero.
      Speriamo che lo scossone che arriverà all’europa dalla Francia e se Dio vuole anche dall’Italia serva a qualcosa, quantomeno a far capire che l’unione e relativa moneta sono cose da riprendere in mano…ma ci credo poco, alla fin fine se ipoteticamente ci togliessimo dalle scatole tanto noi che gli altri “maiali” che anche la Francia,gli altri “virtuosi” non credi proprio che si straccerebbero le vesti.

    • Oneto says:

      “Fiducia in questa gente”. Gentile signore, ma lei ha letto cosa ho scritto?

      • Roberto says:

        si, e lei ripone una speranza nella Lega in tutti gli articoli che scrive.
        Per altro, in quanto alla Padania, lei si contraddice da solo perchè neppure nelle SUE mappe etno-linguistiche Veneto e Friuli ne fanno parte..

  30. pippogigi says:

    Non ho neanche voglia di perdere tempo con questa gente.
    Fotocopiatevi l’articolo, mettetelo in archivio se all’indomani dell’indipendenza, Diamanti invece che scappare nella sua amata e fantomatica italia, avrà l’ardire di chiedere la cittadinanza, mostrategli la fotocopia, fategli una pernacchia e tirategli un calcio nel deretano.

  31. bonver says:

    Leggendo Repubblica ieri io ho avuto una impressione del tutto diversa dell’articolo di Diamanti, cioè di un vero cambio di posizione del giornale:

    – nei giorni precedenti al referendum: silenzio assoluto

    – nei giorni durante il referendum: minimizzazione e ridicolizzazione

    – ieri: un sondaggio DEMOS con numeri e cifre che convalida il risultato del referendum e prende atto della Volontà dindipendentista dei Veneti

    Scrive Diamanti addirittura che “un terzo di coloro che non hanno votato x il referendum si è dichiarato a favore”

    … mi pare notevole e lodevole …

    Stato Veneto
    passaporto n.049

    • Thomas says:

      Infatti!
      Pensa che i miei suoceri (romani) mi hanno chiamato preoccupati dicendomi “ma allora è una cosa seria!” 😀

      Diamanti non è sempre un mostro di obbiettività ma stavolta l’articolo era decisamente meno fazioso del solito.

      A ME PATRIA XE EL VENETO!

  32. Giacomo says:

    “Zaia e Salvini hanno voluto la bicicletta?”
    La suddetta bicicletta fornita da Berlusconi è volutamente priva di sellino.
    Non sono nelle condizioni di prendere decisioni in proprio, devono rispondere a Silvio.

  33. Caro Oneto coando ke naltri veneti saremo endependenti, se te te scuxarè dal bon pa ver sercà de traviarne co la Padania a podaremo conçedarte axilo poledego e metarte en coalke canpo de singani o de refuxà dandote asistensa e laoro: te faremo scrivare so on coaderneto, mile volte al dì: i veneti no li xe padani.

    • Elio says:

      Parla par tì

    • renzo delgrossi says:

      a no cosa siete terroni?
      Ma per la miseria, la volete capire si o no che se non la piantiamo di romperci le palle fra di noi speranza e futuro ci saranno preclusi!
      devo sentire anche commenti come quello di roberto in cui dice che a parte i riferimenti del po l’articolo di Diamanti non gli sembra fazioso. vergognati roberto, non hai capito che i peggiori nemici della nostra causa sono proprio certi padani?
      Io come sempre concordo in pieno con quel santo di Oneto,che prova e riprova a far breccia nella testa dei padani, e per far questo deve anche sentirsi criticare da chi fa ancora distinguo fra veneziani bergamaschi biellesi e piacentini. questi a casa mia si chiamano PADANI. Una volta liberatisi dall’ittaglia, ritorni pure la serenissima,il ducato di modena, la repubblica di genova e quant’altro.
      Dobbiamo veramente in tutti i modi incalzare Zaia e Salvini e spronarli a portare avanti questo benedetto referendum sull’indipendenza del veneto . Partiamo da qui e vediamo se tutti insieme non si riesca a dare la spallata definitiva per buttare giù il muro pieno di crepe itagliano

  34. Maurizio says:

    Adesso vediamo se Zaia e Salvini hanno davvero gli attributi…

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