LA DESTRA IN ITALIA E’ UNA GRAN PAGLIACCIATA

di UGO MARIA DOMENICO CALO’*

E’ sempre più attuale la discussione in merito all’esigenza, di fronte allo squagliarsi del PDL, di costruire una nuova destra ma il vero problema è stabilire che tipo di destra si vuole per il nostro paese.

Negli USA la destra è rappresentata dal Partito Repubblicano all’interno del quale coesistono una destra religiosa, una destra liberale ed una destra con forti venature nazional-patriottiche ma tutte accomunate dall’idea di stato minimo, responsabilità individuale, libero mercato e concorrenza su cui si fonda l’idea di destra negli Stati Uniti. Per quanto chiunque governi, anche il più liberista o anti-statalista dei repubblicani, tende a debordare con tasse e funzioni pubbliche accentrate negli USA il potere di condizionamento dei vari Tea Party si fa sentire su quel tipo di destra.

E in Italia? I cromosomi della destra italiana sono tutt’altro che liberali tant’è che noi di Italia Confederata, che in un paese anglosassone saremmo fieri di essere identificati come associazione di destra, rifiutiamo categoricamente questa etichetta. Nel PDL coesistono varie anime: vi è una destra statal-corporativa di derivazione missina, vi sono socialisti anti-liberisti e infine statalisti democristiani con l’aggravante che l’ultimo Berlusconi appare sempre più come un leader peronista anti-europeista. Ci manca soltanto che oltre al prof. Tremonti diventi responsabile economico di questa allegra brigata il prof. Barnard e che il PDL sposi le idee dei No Global ed il cerchio si chiude. Senza contare che vi è poi, fuori dal PDL, una estrema destra ancor più statalista e con evidenti venature anti-semite (l’idiozia del complotto pluto-demo-giudaico-massonico che condizionerebbe la grande finanza non è mai morta).

E i liberali? Dato non pervenuto per insignificanza numerica; nel PDL li stanno ancora cercando con un microscopio nucleare di ultima generazione. Se questo è il panorama sconfortante della destra o centro destra in Italia  la scorciatoia che molti pidiellini sperano di percorrere è pensionare Silvio Berlusconi, che non volendo essere pensionato probabilmente darà origine ad una sua lista, quasi che, ucciso il padre usato quale capro espiatorio, i figli potranno tornare a nuova gloria. Vana illusione.

Ma a nessun pidiellino viene in mente che sono anni che non azzeccano una linea politica decente? Oggi un osservatore americano che guardasse il PDL giudicherebbe questo partito come social-peronista in quanto sostiene un governo che ha aumentato a dismisura la pressione fiscale per non tagliare la spesa pubblica che i partiti non vogliono sia tagliata (diversamente come ci sguazzerebbero dentro?), è strenuo difensore di interessi corporativi, è contrario alle liberalizzazioni, è interprete della peggior cultura statalista ed infine ipotizza come soluzione ai nostri problemi l’uscita dall’euro, la stampa di carta moneta e la svalutazione (poveri i nostri risparmi). E ci si lamenta che la sinistra e l’anti-politica hanno successo? Ma che differenza esiste tra questo centro destra e la sinistra? E per quale ragione il ceto medio o gli elettori dovrebbero votare per questi signori?

Però finchè rimarrà in piedi questo centro destra continueremo ad avere contrapposta alla sinistra il caravanserraglio berlusconiano o pidiellino che anziché guardare alla migliore tradizione liberale, reaganiana e thatcheriana, troverà come punto di riferimento le politiche fallimentari della presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner. Quindi più che pensare a pensionare Silvio Berlusconi dobbiamo pensionare l’intero centro destra non cadendo più da ingenui nella trappola che se non si vota per loro vincono i trinariciuti che mangiano i bambini come se i governi di questa legislatura, tutti sostenuti dal PDL, siano stati fiscalmente più clementi del governo Prodi.

Solo dalle ceneri di questo centro destra potrà nascere qualcosa di nuovo anche al costo di sopportare la sinistra al governo per una intera legislatura; quanto poi possa durare la prossima legislatura si accettano scommesse. Che nostalgia del duo Ronnie- Maggie ma che rabbia per non aver mai visto in Italia un centro destra ispirarsi alla loro visione politica.

*Presidente di Italia Confederata – Tratto da www.lacritica.org

 

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4 Comments

  1. promani says:

    Certamente deluso dalla destra italiana rimane solo un punto che qualcuno oltre me salverebbe (solo uno).
    E lo dico, solo per pura scelta ideologica e non priva di dubbi.

    Ritengo, ovviamente non senza riserve, che si debba uscire dall’euro pur mantenendosi in europa. Chiunque andasse al potere in questo momento potrebbe fare, dal mio punto di vista, quello che gli pare (cosa che già fanno) portando a compimento una sola cosa: uscire dall’euro.

    Utopia? Siamo usciti dallo sme e non siamo morti ed in quel periodo eravamo già in un ambito di globalizzazione di fatto.

    Però a quel punto i nostri politici, chiunque fossero, sarebbero un po meno marionette e non potrebbero più rispondere con frasi tipo “abbiamo dovuto adeguarci alle richieste dell’europa” per declinare, in ultima analisi, le loro responsabilità.

    Non a tutti piacciono le regole imposte da qualcuno che è culturalmente diverso, anche se fatte con le migliori intenzioni.

  2. Paolo Marini says:

    In linea di massima condivido il pensiero contenuto nell’articolo. In effetti, in Italia, anche la c.d. ‘destra’ ha partecipato e partecipa vergognosamente (poiché spesso proclamante ideali opposti) al gran balletto statalista, essendo geneticamente conforme a quell’orientamento di fondo. Bisogna essere consapevoli che l’impegno per l’affermazione di idee di libertà, a partire da quella economica, è destinato nel breve tempo al fallimento visto che i suoi tempi sono quelli di un’evoluzione culturale, del tutto distonici rispetto a quelli politici ed elettorali.

  3. fracatz says:

    mi pare un po’ anacronistico alla luce dei fatti parlare ancora di orientamenti.
    Se i media funzionassero ci dovrebbero essere solo due schieramenti, quello degli onesti e quello dei disonesti

    • gigi ragagnin says:

      no. l’autore dell’articolo ha solo fatto notare che una destra, che risponda ai canoni di una destra normale, non esiste e non è mai esistita nel belpaese.
      e quelli ha hanno sempre votato berlusconi (fino a ieri) che pensavano di essere di destra ? che ridere ….

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