Der Spiegel: Tornano gli Stati nazionali. Collasso dei Trattati

di REDAZIONElobby-bruxelles

La Germania post-Guerra fredda ha commesso due gravi errori politici, scrive il tedesco “Spiegel”: uno in occasione delle guerre dei Balcani, e il secondo con la “folle reintroduzione dei controlli di frontiera” annunciato lo scorso fine settimana, ribaltando le porte aperte all’accoglienza dei rifugiati proclamate poche giorni prima. La sospensione della libertà di circolazione, scrive l’opinionista Wolfgang Muenchau sul settimanale, è frutto del panico: la scorsa settimana il numero dei profughi che hanno raggiunto la Germania ha superato quello delle capacità logistiche a disposizione di Deutsche Bahn e della città di Monaco. La politica si è sentita sotto pressione e ha fermato i treni e tirato il freno a mano. L’Unione Europea non ha avuto nulla da eccepire sul piano politico, ma i paesi della Ue “dovrebbero pensare anche alle conseguenze di tali decisioni”.

Se la Germania dichiara l’immigrazione una situazione di emergenza per la chiusura dei confini – sottolinea Muenchau – non è chiaro perché la stessa eccezione non possa essere citata anche in merito agli altri regolamenti comunitari, “ad esempio dall’Italia per violare i vincoli di bilancio”. La Commissione europea, del resto, ha già autorizzato questa mossa, aprendo quello che l’opinionista tedesco prevede si trasformerà in un vaso di pandora e nel collasso dei già labili vincoli su cui poggia l’Ue: “Gli italiani sforeranno ora il loro budget per proteggere i loro confini, e i francesi spenderanno altro denaro per gli interventi militari in Siria e per la lotta al terrorismo in Francia”.

Il risultato dei processi innescati dalla crisi migratoria, insomma, potrebbe essere il collasso dell’Europa dei trattati e il ritorno agli Stati nazionali.

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