Depositi nelle banche Ue non più sicuri pure sotto 100mila euro

di CHRIS WILTON

Ricordate il cosiddetto “modello Cipro”, ovvero il fatto che i correntisti non assicurati – quelli cioé con depositi bancari superiori ai 100mila euro – devono partecipare al salvataggio delle banche con un bel prelievo forzoso, spesso oltre il 40%? Bene, nonostante mille smentite e accuse di misunderstanding da parte della stampa, il gran capo dell’Ecofin, quel Jeroen Dijsselbloem che usò la parola “modello”, l’altro giorno ci è cascato di nuovo e ha fatto drizzaare le orecchie di molti miei connazionali con conti correnti in Italia, Francia e Spagna. A suo dire, infatti, a seguito degli stress tests che la Bce condurrà in giugno sulle banche europee, si potranno verificare chiusure forzose di istituti con i bilanci non in ordine, fatto che dovrebbe convincere i regolatori a sedersi ad un tavolo per raggiungere un accordo sulle nuove e condivise regolamentazioni bancarie. Così parlo Dijsselbloem: <La prima cosa che dovrà fare la Bce, quando attiverà la task-force di supervisione, è dar vita a un revisione della qualità degli assets nei bilanci delle principali banche europee, un qualcosa che sarà seguito a breve da un ampliamento della pratica a tutti gli istituti, poiché continua a palesarsi il rischio di contaminazione tra banche>. E ancora: <Il risultato di questa review sulla qualità degli assets ovviamente ci è ad oggi sconosciuto ma potrebbe essere preoccupante, soprattutto per alcune banche in alcuni Paesi. Non lo sappiamo con esattezza, ciò che invece so è che quando si ha a che fare con una review preoccupante, bisogna avere gli strumenti per affrontare i problemi>.

Un “detto non detto”, un “so non so” che a casa mia non promette nulla di buono: o si sa qualcosa e lo si dice o minacciare, adombrare, mandare segnali in codice non è accettabile da un uomo che è a capo dell’Ecofin. Ma sapete com’è, con l’Ue noi inglesi siamo un po’ insofferenti di natura, siamo razza isolana. Il problema è questo, sostanzialmente: il nuovo meccanismo di supervisione della Bce è atteso per il giugno del 2014 ma Dijsselbloem, di fatto, spinge sull’acceleratore affinché già entro questa estate si arrivi a regole comuni nell’eurozona per la cosiddetta “bank resolution”, ovvero mettere nero su bianco nuovo regole per capire chi tra despositari non assicurati e detentori di obbligazioni di banche che dovranno essere salvate e ristrutturate dovranno perderci dei soldi, partecipando alla ristrutturazione. E Dijsselbloem lo fa nel modo peggiore ma forse più efficace: gettare ombre sinistre prima ancora che la Bce compia i suoi stress tests sui principali istituti bancari europei. In parole povere, il rischio che si profilerebbe è quello di condivisione dei costi per la ristrutturazione delle banche che il mese prossimo falliranno i controlli dell’Eurotower, con perdite per correntisti e altri creditori. Yves Mersch, membro del board della Bce, conferma: <Prima di cominciare a lavorare, dobbiamo sapere cosa c’è davvero nei bilanci delle banche>. E la prossima settimana, al meeting dei ministri delle Finanze dell’eurozona, l’argomento principe sarà proprio questo: <Il trattamento dei depositari non assicurati resta la parola chiave, soprattutto dopo i recenti avvenimenti>, ha confermato a Bloomberg una fonte interna ai negoziati.

Ma le divisioni sono anche su altro, ovvero sulla discrezionalità a livello dei vari Stati membri del cosiddetto DGS (Deposit Guardantee System) e sulla possibilità di utilizzarlo comunque per salvataggi bancari, una volta che i depositari non assicurati abbiano già dovuto patire delle perdite ma la somma racimolata non sia sufficiente per evitare di gravare troppo sulle casse di Stati già indebitati fino all’osso. Insomma, la presidenza irlandese, che sovraintenderà i negoziati fino alla fine di luglio, sta CHIARAMENTE mettendo sul tavolo l’ipotesi di intervenire forzosamente anche sui conti cosiddetti protetti, cioé sotto i 100mila euro. Una nota interna visionata dal Daily Telegraph e non smentita recita infatti così: <La quantità ridotta di fondi DGS comparata ai bilanci dei depositari non assicurati significa che i fondi potrebbero non essere sufficienti a coprire perdite in caso di un bail-in (salvataggio con prelievo forzoso, ndr) di una grande banca>. Per Dijsselbloem, questo vulnus riguardo le garanzie comuni per i depositari dell’eurozona impone un passo avanti verso l’unione bancaria, <progetto che altrimenti fallirebbe con conseguenze catastrofiche. Rendere noti i problemi delle banche ma senza avere le risposte adeguate, potrebbe essere davvero pericoloso>. Per ora, in pericolo, io vedo solo i conti correnti dell’eurozona: attenti, davvero attenti a quanto accadrà da qui a fine luglio. Ve lo ha fatto capire, con mille giri di parole, lo stesso uomo che ha parlato di “modello Cipro”.

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3 Comments

  1. lory says:

    i soldi in casa sono a rischio di rapinatori spesso stranieri, ma in banca sono a rischio per i ladri in doppio petto e i
    parassiti sinistroidi.

    • Dan says:

      La soluzione al problema, d’ovunque venga, è la stessa: pistolettate a chi cerca di allungare le mani

    • Parla come Mangi says:

      La soluzione è non averli, dormi tranquillo, non ti viene l’ansia per i ladri che dopo un pò vedi dapperttutto, tanto quando muori non ti servono a nulla e così facendo avrai più tempo di dedicarti alla vita per viverla anzichè subirla e magari dopo un po potrai iniziare a chiederti se si viene al mondo per cercare di arrichirsi a tutti i cisti sulle spalle del lavoro del prossimo senza ciò possa assicurarti una vita migliore nell’aldilà-

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