DEMOLIRE UN MITO: TEDESCHI LABORIOSI O CON TROPPE FERIE?

di DIEGO TAGLIABUE

In un’Europa “libera” e “democratica” dominano e persistono i luoghi comuni, dettati per la maggior parte dalla politically correctness. Le barriere linguistiche impediscono uno scambio di opinioni tra i cittadini, al di fuori della sfera giornalistico-politica, ben lontana dalla realtà. Se a questo problema si aggiunge l’ignoranza per i particolarismi regionali, le cui differenze sono abissali, la “frittata” è fatta: l’informazione dei media è storpiata fino all’inverosimile.

Il luogo comune in questione è quello dei Tedeschi superlaboriosi e degli altri popoli europei fannulloni e con 364 giorni di ferie all’anno. La Germania, “motore d’Europa”, non è un monoblocco e ha una struttura federale, che si rispecchia anche nelle differenze dei giorni festivi e delle ferie di diritto nei diversi Bundesländer.

Partendo già dalle confessioni, ci sono Länder a maggioranza protestante e altri a maggioranza cattolica, alcuni a statuto speciale (Freistaat) e altri a statuto ordinario, sebbene anche lo statuto ordinario conferisce più poteri e più autonomia che in Italia.

Il 15 di Agosto, tanto per fare un esempio, è un giorno festivo solo in una parte della Baviera (cattolica), dalle Alpi al Danubio, quindi Franconia esclusa: a Monaco non si lavora, a Norimberga sì.

Proprio la Baviera, motore economico della Germania (50% del conguaglio finanziario delle regioni – Länderfinanzausgleich) ha sia festività cattoliche che protestanti. Al contrario, Amburgo ha il minimo dei giorni festivi in tutta la Repubblica Federale.

Lo stesso si può dire per le ferie. Per legge spettano ad ogni lavoratore in tutta la Germania 24 gg. di ferie pagate all’anno. La media è di 26 gg., in Baviera e nel Baden-Württemberg siamo tra i 28 e i 30 giorni. La cosa strana è che proprio il Sud della Germania – produttivo e con bilancio equilibrato – mantiene con le sue eccedenze fiscali il Nord e l’Est, pur lavorando meno.

Questo contraddice la tesi, secondo la quale sia necessario lavorare di più, riducendo i giorni festivi, e più a lungo (pensione a 67 anni). Questo gap si spiega con il fatto, che quasi tutti gli “esperti” in Europa puntano l’attenzione sulla quantità del lavoro, pur sapendo benissimo che tutta l’Europa non potrebbe mai fare concorrenza alla produzione cinese o brasiliana.

La cosa più importante è la qualità del lavoro in un continuo processo di miglioramento, accompagnato da possibilità di aggiornamento in concomitanza con aziende, istituti di formazione e camera di commercio: in pratica il prolungamento della cosiddetta formazione duale (duale Ausbildung), che contraddistingue il Paesi dell’area D-A-CH dai loro vicini.

Non solo un apprendista bavarese qualsiasi, che impara una professione per tre anni a ritmo di tre mesi a scuola e tre mesi in azienda, ha più nozioni di macroeconomia di un qualsiasi liceale italiano. Non solo un qualsiasi studente bavarese ha più contatto con la realtà lavorativa  – grazie ai Praktika d’obbligo pro semestre presso un’azienda – del corrispettivo italiano. Quando l’apprendista o lo studente diventa lavoratore, egli non perde il contatto con la formazione ed è, di fatto, obbligato ad aggiornarsi, per poter competere sul mercato del lavoro.

Tutto oro? Tutto perfetto? Assolutamente no.

La piaga del lavoro temporaneo/interinale ha investito anche la Germania, al più tardi “grazie” alle riforme Hartz-IV, varate dal governo Schröder (SPD) nel 2005.

Hartz-IV (detto anche sussidio di disoccupazione 2) significa: dopo un anno di disoccupazione, 375 € al mese con in aggiunta un conguaglio per l’affitto (oltre il 70% dei Tedeschi vive in affitto) e con l’obbligo di accettare qualsiasi lavoro.

Dei cinque milioni di disoccupati del 2005, hanno trovato un’occupazione circa tre milioni: sottopagata, senza sicurezza e solo come lavoratori temporanei: 24 gg. di ferie all’anno, ritmi di 42 ore settimanali, delle quali di fatto vengono retribuite solo 40 ecc.

Caso emblematico è la Linde Gas, i cui dipendenti sono per 2/3 lavoratori temporanei. In altri termini, solo il capo reparto ha un contratto di lavoro con la Linde, mentre tutti gli altri percepiscono uno stipendio di gran lunga inferiore e sono esclusi da tutti i benefits, per esempio per il raggiungimento di obbiettivi di reparto o di azienda.

Non essendo consentito di fare contratti a termine per oltre due anni, tutte le grandi imprese ricambiano i dipendenti temporanei per un mese alla scadenza dei due anni, per poi riportarli in azienda per altri due. Per questi lavoratori non c’è via di uscita dalla “carriera da precario”.

Un “buon” stipendio da lavoratore temporaneo è di 1.200 Euro lordi al mese. L’affitto di un appartamento di 75 m² a Monaco, Freising e Ingolstadt è di circa 900 Euro mensili. Acqua, corrente, telefono e spesa settimanale sono extra.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

6 Comments

  1. L. Di Martino says:

    Finalmente parole vere sulla Germania che viene dipinta come il deus ex machina dei guai italiani, europei. L’articolo spiega egregiamente i motivi per cui i tedeschi sono qualitativamente superiori a noi sul lavoro, ma politicamente stanno peggio di noi. Che si immagini la frustrazione di un operaio tedesco che – avendo passato per il periodo apprendistato in fabbrica ed a scuola – sa di essere uno specialista, ma, quale precario, è trattato come uno schiavo.
    Complimenti per questo articolo!

  2. Diego Tagliabue says:

    @Giancarlo

    Grazie.

    In effetti posso semplicemente lodare la Germania e in particolare la Baviera, dove vivo da 14 anni.

    I Tedeschi vivono meglio degli Italiani, hanno una mentalità a mio avviso migliore e sono sempre in un processo di miglioramento.

    “Migiore” non signirfica “perfetto”: ci sono problemi anche in Germania, che però non vengono ramazzati sotto il tappeto.

    Perfetto non è nessuno… neanche il Papa… originario della Baviera. 😉

  3. Giorgio Milanta says:

    Prima di criticare i tedeschi, sia gli italiani sia gli ingenui padani devono sciacquarsi la bocca.

    Preferirei essere suddito tedesco che cittadino italiano.

    • Giancarlo says:

      L’articolo non “critica” i tedeschi, analizza in modo documentato e non banale una realtà che l’autore, se non sbaglio bilingue, conosce direttamente. Vorrei solo aggiungere che l’autonomia di un Land con la qualifica di Freistaat, ad esempio la Baviera, è nettamente inferiore a quella della provincia autonoma di Bolzano, di Trento o della Val d’Aosta, che hanno lo statuto speciale.

      • Diego Tagliabue says:

        @Giancarlo

        Grazie.

        In effetti posso semplicemente lodare la Germania e in particolare la Baviera, dove vivo da 14 anni.

        I Tedeschi vivono meglio degli Italiani, hanno una mentalità a mio avviso migliore e sono sempre in un processo di miglioramento.

        “Migiore” non signirfica “perfetto”: ci sono problemi anche in Germania, che però non vengono ramazzati sotto il tappeto.

        Perfetto non è nessuno… neanche il Papa… originario della Baviera. 😉

        • dante says:

          Ho vissuto in Germania 7 anni, da 30 lavoro con i Tedeschi (compero da loro e rivendo in Italia diversi macchinari) Sono appena stato alla fiera di Norimberga. L’autore ha tutte le ragioni e non afronta il tema della qualità della vita. Dire che i Tedeschi vivono meglio mi sembra esagerato. I edeschi sono i primi a meravigliarsi del ns. tenore di vita economicamente parlando . Gli stipendi in Germania sono lordi e nessuno si Sognerebbe di parlare al netto !. I dipendenti che dicono in Italia dicono di pagare le tasse sulla retribuzione in effetti non sanno cosa sono. Quando si tratta lo stipendio ti chiedono il netto e le tasse glie le paga l’imprenditore come sostituto di imposta. I DIPENDENTI IN ITALIA LE TASSE NON LE PAGANO. LE PAGANO GLI IMPRENDITORI FORMALMENTE COME TASSE A CARICO DEL DIPENDENTI MA NEI FATTI SONO TASSE IN PIù SULLA PRODUZIONE. Nessuno dico nessuno mi ha mai chiesto uno stipendio lordo !!! Ma la qualità è inferiore per via della poca voglia di fare osservare le leggi. Rumori schiamazzi furti prepotenze sono all’ordine del giorno e nessuno se ne occupa poi dicono che siamo litigiosi se on vai a fare denuncia nessuno si occupa !!. Le piste ciclabili la chiarezza questo fa la qualità della vita. come soldi non saprei chi sta meglio. Forse noi Ma ce lo possiamo permettere ??

Leave a Comment