Verso la democrazia diretta, il bisogno di tornare “magri”

di ALBERTO VENEZIANO

Quella che noi chiamiamo pomposamente “democrazia rappresentativa” è solo un vecchio arnese scassato, insufficiente a esigenze che, invece, diventano ogni giorno più gravose. Assomiglia, la democrazia, alla tecnologia del petrolio, da far venire il dubbio, ma forse la certezza, che l’una sia dipesa dall’altra e viceversa. La tecnologia del petrolio ha un termine, il petrolio, almeno quello a costo accessibile, finirà. E la democrazia? Con il petrolio finirà lo stile di vita che abbiamo conosciuto e ne inizierà un altro che ancora non conosciamo ma, di sicuro, ci sarà. Confusamente stiamo già tentando di ipotizzare un futuro senza petrolio, molti sono impegnati e convinti, molti più o meno interessati, moltissimi assolutamente inconsapevoli del problema, ma in ogni caso, se è vero che il petrolio non è infinito, quando comincerà a calarne drasticamente la disponibilità qualcosa dovrà succedere

Il destino della democrazia parlamentare è più sfuggente alla comprensione ma non tanto. La democrazia parlamentare è un sistema piuttosto rozzo che ha assolto passabilmente al compito di gestire i sistemi economici in presenza di ampia disponibilità energetica, vacche grasse in parole semplici, come può affrontare il periodo delle vacche magre che ci aspetta? Questi baracconi ingestibili che sono i “grandi paesi” come potranno funzionare con risorse risicate se già adesso stanno andando tutti in bancarotta?

Ci vogliono in entrambi i casi, tecnologia e gestione, sistemi più avanzati e sofisticati. Per la tecnologia sostitutiva a quella del petrolio abbiamo già qualche assaggio, ma anche se quello che ci sarà non è facilmente prevedibile, sicuramente non da me, la storia dell’inventiva umana, almeno quella, fa ben sperare.  Per la gestione, io credo, abbiamo già la possibilità di imboccare da subito la strada che ci porterà alla democrazia diretta, quello è il sistema sofisticato di gestione di cui abbiamo bisogno in futuro. Non che sia la soluzione di tutti i problemi, ci mancherebbe, democrazia e libertà individuale vanno poco d’accordo, ma è sicuramente il passo avanti di cui abbiamo bisogno per uscire dal disastro politico in cui siamo.

Per arrivare alla democrazia diretta ci sono due passaggi obbligatori: uno, disponibilità di sistemi di comunicazione interattivi a basso consumo con cui i cittadini potranno partecipare alle decisioni in tempo reale, due,riduzione drastica delle dimensioni dei sistemi da gestire. Il primo passaggio … già fatto. Contrariamente ai sistemi di trasporto, sempre più inaccessibili in futuro, i sistemi di comunicazione richiedono relativamente poca energia e potranno continuare a svilupparsi sempre più e fornire la soluzione tecnica al problema politico Il secondo passaggio è una grana grossa. Bisogna fare esattamente il contrario di quello che si sta facendo mentre si accentrano sempre più le decisioni negli stati e nei super-stati. Sarà necessario uno “spacchettamento” epocale, speriamo non troppo doloroso, a cui dovremo assistere e partecipare. Partecipare ma prima capirne la necessità.

La necessità è “ridimensionare” tutto, ecco la parola. Ridare alle nostre “emanazioni creative” oramai tutte mostruosamente inflazionate, una dimensione che le faccia sopravvivere alla batosta futura. Dobbiamo ritornare magri, scattanti ed energici come quando eravamo giovani, non c’è alternativa.

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2 Comments

  1. Luigi says:

    Mmmmh no, non sono d’accordo che abbiamo bisogno di democrazia diretta.
    Immaginate il seguente scenario: per qualche motivo che ora non ci interessa, le tv e i servizi di informazione si accaniscono contro gli immigrati che stuprano le nostre donne. Magari è anche vero, magari ci sarà stata una forte ondata migratoria che ha portato migliaia di miserabili nelle nostre città. Come reagirà la maggioranza della popolazione quando il governo proporrà misure repressive? Le approveranno subito, ovvio. O peggio: che genere di disegno di legge proporrà la popolazione al governo? Repressione armata? Restituzione al mare dei rifiuti che ha gettato sulle nostre coste?
    Mi si potranno obiettare un sacco di cose, come ad esempio che la democrazia diretta dovrebbe essere supportata da una buona (ottima direi io) istruzione, ma sappiamo tutti che non è un obiettivo possibile sul medio termine e sappiamo tutti che la maggioranza della gente tende ad agire d’impulso in situazioni in cui ci si indigna.
    Quindi, un nostro “progresso” verso la dem. diretta, secondo me sarebbe soltanto deleterio.

  2. Alberto Pento says:

    Agò lexesto co entarese, gràsie!

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