Se la democrazia non funziona, non è colpa della democrazia

di DOUG FRENCH

Il 2012, l’anno delle elezioni americane, ci ricorda della pura follia della democrazia. Come la Coppa del Mondo di calcio o le Olimpiadi Estive ed Invernali, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti avvengono ogni quattro anni. La campagna è un carnevale che inizia il minuto dopo che viene dichiarato il vincitore di Novembre. Si dice che ogni campagna successiva sia più sporca di quella precedente. Ogni candidato promette cambiamento e speranza, ma nessuno mantiene questa promessa. Non importa chi vince, il governo è eletto, ogni volta. Migliaia di burocrati marciano al lavoro il giorno dopo le elezioni, non importa chi vince. Quattro anni più tardi, gli stessi dipendenti pubblici probabilmente andranno a letto presto la sera delle elezioni senza curarsi di chi vincerà, perché i loro posti di lavoro, che ostacolano la libertà di ogni giorno, non saranno influenzati dai risultati delle elezioni.

La cittadinanza viene presa a pugni con annunci pubblici del tipo “fate sentire la vostra voce”. Votare è il vostro dovere civico. Non avete niente di cui lamentarvi se non votate. Ma, in realtà, il governo vuole che voi andiate a votare, ma poi dovete sedervi e stare in silenzio. Lasciate il governo ai professionisti, mentre vi battete il petto e sventolate la Vecchia Gloria. Ci sono migliaia di elezioni ogni anno. Le posizioni politiche, dagli agenti al governatore, vengono costantemente elette. Quindi, con tutti questi strati di democrazia — questa grande cosa per cui l’America spende così tante vite e così tanto denaro per l’esportazione — l’America è più libera? Con questa costante rotazione di sangue politico, l’imprenditoria può operare senza restrizioni? Dopo tutto, siamo portati a credere che la democrazia sia sinonimo di libertà. Niente democrazia, niente libertà.

L’America è stata attaccata il 9/11 perché loro odiano le nostre libertà, almeno così ci è stato detto. L’America è così libera che ha il più alto tasso di carcerazione del mondo, con 750 detenuti ogni 100,000 cittadini. Più di 2.3 milioni di persone sono incarcerate, e molti altri milioni sono in libertà vigilata. E’ questo il lato positivo di questa grande cosa — la democrazia? Il Federal Register è una pubblicazione con tutte le norme del paese: ora ha più di 81,000 pagine. L’Affordable Care Act del rieletto Presidente Obama ha 906 pagine. Il Dodd-Frank Act ammonta a 849 pagine. Una volta, nel 1913, la Federal Reserve venne creata con sole 31 pagine. La Costituzione degli Stati Uniti richiedette solo sei pagine.

La democrazia sta diventando sempre più pregna di parole. Più parole, più pagine, più norme, meno siamo liberi. Ma abbiamo ancora la democrazia, quindi dobbiamo essere le persone più fortunate del mondo. Questa è la più grande nazione del mondo… a causa della democrazia. Perché abbiamo voce in capitolo. L’idea di democrazia è sacrosanta. Metterla in discussione implica favorire il dispotismo e la tirannia. I fan della democrazia ignorano comodamente il fatto che ogni anno vengono liberamente eletti despoti e tiranni. Quest’anno il presidente Hugo Chavez ha mantenuto il potere in Venezuela, vincendo comodamente nonostante stia sfasciando l’economia del suo paese con la sua rivoluzione socialista della nazionalizzazione dei settori chiave, dei controlli sui cambi, e del controllo dei prezzi su alcuni beni di prima necessità. Mentre l’economia Europea continua a sbandare, gli elettori Francesi hanno eletto Francois Hollande nel 2012. Le prime tre cose che Hollande ha fatto: aumentare il salario minimo, ridurre l’età pensionabile da 62 a 60 anni, e aumentare l’aliquota fiscale fino al 75%. Un cospirazionista presumerebbe che Hollande stia deliberatamente cercando di demolire ciò che resta dell’economia Francese con queste politiche. A Mosca, Vladimir Putin è stato nuovamente eletto presidente della Russia. Nonostante la repressione poliziesca ed il teppismo del precedente regime di Putin, le manifestazioni pro-Putin erano molto più popolari di quelle anti-Putin. “E’ il momento di costruire un ponte a Putin, prima che le persone di maggior talento escano dalla Russia”, ha detto il curatore Marat Gelman.

Obama, nei suoi quattro anni precedenti, non ha deviato dalle politiche del suo predecessore, che erano generalmente ingiuriate da chi era nel suo partito. Ha presieduto la più grande espansione del debito pubblico nella storia del mondo, con una crescita economica che è la più debole sin dalla Grande Depressione. Ma è tornato a vincere. Avesse vinto il suo avversario avrebbe governato come lui (e quelli prima di lui). Quelli di noi che vi prestano attenzione rimangono basiti e sconcertati mentre riportano alla mente le parole H.L. Mencken: “La democrazia è la teoria secondo cui le persone comuni sanno quello che vogliono, e devono ottenerlo senza fiatare”. Nel frattempo, la democrazia va avanti senza essere messa in discussione. I politici possono avere torto, le tasse possono essere rovinose, la burocrazia ingombrante, ed i regolamenti scandalosi, ma la fonte di questi risultati non è mai messa in discussione. La speranza della democrazia dipende dall’idea che tutto quello di cui c’è bisogno è gente giusta al potere.

Se la democrazia non funziona, non è colpa della democrazia. Il problema è solo che non sono state ancora elette le persone giuste. Questa teoria è stata testata da centinaia di anni ed i risultati sono gli stessi, ma la gente ancora ci spera e ci crede. In politica il peggiore arriva in cima, come spiegò F.A. Hayek. Per essere eletti, i politici devono appellarsi ai meno intelligenti ed ai più creduloni. E dato che la democrazia mette la politica ed il potere a disposizione di tutti, attira chi cerca lo status, la fama, la gloria, il riconoscimento, l’attenzione, l’apprezzamento, la dignità, e anche il dominio. Le persone giuste non saranno mai attratte dalla politica, lo saranno solo le persone sbagliate.

Sfidare la democrazia è da coraggiosi. Farlo sulla stampa è eroico. Gli autori di Beyond Democracy” smontano in modo chiaro e conciso i miti della democrazia. Se arrivate a questo libro già illuminati, le loro argomentazioni aumenteranno il vostro arsenale. Se la democrazia non ha ancora mollato la presa su di voi, la vostra visione del mondo sta per essere messa sottosopra. Questo è un libro che si legge tutto d’un fiato, e alla fine le sue idee vi indurranno a mollare il bagaglio statalista che vi ha appesantito. Il futuro del mondo, con i problemi che sembrano senza speranza, diventerà improvvisamente più luminoso. Un libro breve che vi farà capire perché il “no alla democrazia” è l’unica strada verso la vera libertà.

*Traduzione di Francesco Simoncelli – http://johnnycloaca.blogspot.it/

 

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7 Comments

  1. Francesco says:

    Beyond democracy sta per essere pubblicato anche in italiano, ancora una decina di giorni, e’ gia in stampa, seguitelo su usemlab.

  2. Aquele Abraço says:

    I singoli o i gruppi di persone possono conseguire il controllo di una collettività in due modi: con l’uso della forza bruta o, in democrazia, con quello della convinzione.
    Ma convincere la maggioranza di aver ragione, non sempre coincide con l’averla davvero.
    Puoi avere tutte le ragioni del mondo, ma se non riesci a farti capire ed essere convincente, in democrazia sei perdente (e con te la verità) e vincono gli illusionisti e gli ipnotizzatori.
    Se si sceglie la convinzione e dunque la democrazia, bisogna inoltre dotarsi di un sistema elettorale che definisca le regole elettive, tra cui ci potrebbe essere anche quella che esclude del tutto il quorum (per cui i risultati sono sempre validi, anche se ha votato una sola persona) o, all’estremo opposto, toglie i diritti di cittadinanza per sempre a chi non vota anche per una volta senza giustificato motivo.
    La scelta delle regole elettive è però il punto cruciale, dove il ragionamento si avvita su se stesso, ossia: la democrazia ha bisogno di definire regole elettive che, a sua volta hanno bisogno di regole democratiche per essere scelte.
    Come dire: è nato prima l’uovo o la gallina?
    Nella realtà, la democrazia è il risultato di un processo storico-evolutivo di cui si possono riconoscere i primi semi (fin dove si arriva con le conoscenze) e il frutto attuale. Essa è in continua evoluzione e, per chi la pensa in termini positivisti, in continuo miglioramento nello sforzo di coniugare rappresentatività (pluralismo) e governabilità.
    C’è però il serio rischio che il suo organismo normativo diventi sempre più mastodontico e complicato, come in Italia dove esistono ben cinque sistemi elettorali, rimanendo bloccato sotto il proprio stesso peso.

  3. Mammy Faccia says:

    Ah, minkia! Un americano si lamenta?! Ma che venga a stare un poco da noi, vedi come loda le sue istituzioni, poi.
    Adesso ci manca solo un Ticinese, un Grigionese o Sangallese che frigna per i troppi referendum in Svizzera e siamo al completo.

  4. Roberto Porcù says:

    L’America agli americani: sono cazzi loro!
    Dal punto di vista mio, non li invidio perché non mi riesce di invidiare alcuno, ma vorrei essere al loro posto.

    La carnevalata delle elezioni la facciamo anche qui in Italia, ma da noi non è solo chi è alla guida che fa cose diverse da quelle promesse, ma anche tutti gli eletti che cambiano agevolmente partito o schieramento infischiandosene del mandato “di rappresentanza” ricevuto dai Cittadini.
    USA / Italia 1 / 0

    Gli Usa hanno il più alto tasso di carcerazione del mondo (?) e da noi le carceri sono così piene che i giudici danno gli arresti domiciliari anche a delinquenti che farebbero bene a tenere sotto chiave.
    Mi capita spesso di trovare nei giornali notizie di reati fatti da individui già colpevoli di altro e che avrebbero dovuto essere al gabbio.
    USA / Italia 2 / 0

    Se non in tutti gli USA, almeno in alcuni stati, dopo tutti i gradi di giudizio, i riconosciuti colpevoli di delitti particolarmente efferati sono messi a morte mentre nell’Italia del perdono peloso sono mantenuti in pensione a spese dei contribuenti (il carcere costa più di un hotel a cinque stelle) sino all’età avanzata per poi essere affidati alle cure delle associazioni caritatevoli.
    USA / Italia 3 / 0

    La costituzione italiana è un capolavoro di cerchiobottismo ed è ignorata da chi fa le leggi giacché in essa c’è tutto ed il contrario di tutto sì che è agevole baipassarla.
    Solo nel perpetuarsi dello satus quo che un tale ama ricordare ogni giorno chiamandolo “Sacre Istituzioni”, solo in questo essa non ammette modifiche e l’associazione a delinquere politico-burocratica ci sguazza.
    Dal canto suo, l’UE una costituzione approvata dai Cittadini nemmeno ce l’ha, ma solo un trattato sottoscritto a Lisbona e così lungo che ben pochi sono certo lo abbiano letto. Forse non è nemmeno disponibile una sua versione in italiano.
    USA / Italia 4 / 0

    Obama ha presieduto la più grande espansione del debito pubblico nella storia del mondo e da noi Monti deve fare la politica della lesina perché non c’è più nulla da sperperare ché lo hanno già fatto tutti i governi che si sono succeduti. E non solo questi, ma anche le regioni, le province, gli enti varii, …
    USA / Italia 5 / 0

    I numeri sono infiniti e non è in caso di cercarne ora la fine, ma se qualche americano volesse cambiare la sua cittadinanza con la mia, mi interpelli quanto prima.

  5. Giacomo says:

    I signori che scrivono come Doug French hanno in mente un sistema decisionale basato sui “grandi elettori”, le persone c.d. “produttive”, i “creatori di ricchezza”. Per chi? mais pour soi même, naturellement, salvo gli spiccioli da elargire a chi consentirà loro di accumularne più e più ancora.

    Non importa come abbiano raggiunto quella ricchezza. Non importa il fatto che la ricchezza, specie quella ottenuta con la turpitudine, è un sistema ad autoinnesco, proprio come la povertà e l’emarginazione. Berlusconi sarebbe un grande elettore, e deciderebbe per tutti voi pezzenti che leggete. Probabilmente tutti i più grandi truffatori della finanza mondiale, anche quelli condannati a centinaia d’anni di carcere sarebbero grandi elettori. Le pari opportunità per i vostri figli, o pezzenti che leggete? Una “truffa statalista” da abolire per decreto.

    Tutto questo articolo, dalla prima all’ultima sillaba, è basato su di un colossale equivoco: l’idea che i regimi occidentali basati sulla delega in bianco siano democrazie. Cazzata sesquipedale. Democrazia è potere del popolo, non delega in bianco agli eletti. Neppure pro tempore.

    L’unica democrazia vera è anche l’unica democrazia possibile, ed è il migliore dei governi possibili. Si chiama federalismo. Lo so, è difficile da costruire e più difficile da conservare (si veda l’esempio americano), ma è anche un ideale per cui combattere.

    Libero scambio sì. Stato minimo sì. Lo strapotere della ricchezza senza freni a discapito di ogni interesse comune, grazie, ma no grazie.

    • toscano redini says:

      Bravo Giacomo! Già è difficilissimo districarsi tra i mille inganni tessuti criminosamente dai boiardi dell’UERSS (Unione Europea delle Repubbliche Sovietiche Socialiste), che si nominano l’un l’altro in un infame circolo vizioso; ora vengono anche i Doug French a consigliar letture anti-democratiche, senza però far cenno a un qualsiasi sostituto o surrogato della democrazia…
      Ma che vada a leggersi «Giuseppe Rensi, UNA REPUBBLICA ITALIANA. IL CANTON TICINO, Lugano 1899 e Dadò, Locarno 1994»; poi, dello stesso Autore:«GLI ANCIENS RÈGIMES E LA DEMOCRAZIA DIRETTA, Colombi, Bellinzona 1902; e, per una visione attuale della questione, non farebbe male anche: «Alberto Castelli, UN MODELLO DI REPUBBLICA – Giuseppe Rensi, la politica e la Svizzera, Bruno Mondadori Ed., Milano 2004», come altri scritti dello stesso Rensi.

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