Democrazia diretta: la Svizzera boccia il salario minimo e i caccia

di REDAZIONE

Non e’ passato il referendum per introdurre il salario minimo in Svizzera: un exit poll indica che solo il 23% ha votato a favore della misura, contro un 77% di contrari. L’introduzione del salario minimo avrebbe avuto effetti pesanti per l’economia visto che a tutti i lavoratori sarebbero stati garantiti 22 franchi (18 euro) all’ora, che al mese fanno uno stipendio minimo pari a 3.270 euro. Si sarebbe trattato di una retribuzione minima piu’ che doppia rispetto a quella di 8,50 euro all’ora della Germania e dei 10,10 dollari proposti negli Usa da Barack Obama.

I sostenitori del si’, il sindacato Sgb e Verdi e socialisti, affermavano che il costo della vita nel piccolo Paese alpino e’ altissimo, con un lavoratore su dieci che fatica a pagare l’affitto e solo il 40% delle professioni che e’ coperto da contratto collettivo. Gli imprenditori elvetici avevano ribattuto che un salario minimo cosi’ alto avrebbe bloccato le assunzioni di giovani e la crescita.

Per quanto riguarda gli altri due quesiti associati a questa tornata di referendum, emerge la bocciatura dell’acquisto di 22 caccia Gripen dal gruppo aerospaziale svedese Saab che avrebbe richiesto tagli in altri settori tra cui l’istruzione. Come previsto, e’ stato invece approvato il divieto per i pedofili di lavorare accanto ai bambini.

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13 Comments

  1. CARLO BUTTI says:

    Bene che le cose siano andate così, secondo il buon senso e non in base all’ideologia, ma continua a farmi paura un sistema in cui si possono sottoporre al giudizio del “popolo” (di fatto, molto spesso, dato l’alto numero delle astensioni, alla maggioranza dei votanti, ma a una minoranza degli aventi diritto al voto) questioni che dovrebbero essere lasciate all’autonomia privata. Si dirà che anche i parlamenti si arrogano il medesimo potere. Innegabile; ma allora dov’è la differenza? Il popolo è sempre più saggio dei suoi rappresentanti? Tutto da dimostrare. Gli svizzeri sono più perspicaci degli altri popoli? Tutto da dimostrare anche questo. La strada della libertà non passa attraverso continui plebisciti.

  2. Luke says:

    Che bello! Un Paese dove i cittadini possono decidere!
    Sogno o son desto?

  3. Amilcare says:

    Io prego ogni sera che la Svizzera si decida ad invadere la Lombardia e il Veneto e creare altri 2 nuovi cantoni.
    Noi da parte nostra saremmo ben felici di regalargli il 50% dei soldi che ora regaliamo a Roma, solo per ringraziarli.
    Che Dio preservi per sempre questa piccola grande nazione.

  4. Albert Nextein says:

    Servirà ad esempio?

  5. Paul Brembilla says:

    grande Svizzera

  6. Mister Libertarian says:

    E’ ufficiale: gli svizzeri sono superiori per cultura, mentalità, istituzioni, tutto.

  7. Dan says:

    Cazzo, ero pronto a correre a fare il frontaliere anzi no il parassita: se lo stipendio minimo era di tremila e passa euro a quanto sarebbe ammontato l’assegno sociale ?

    Ero pronto a sbarcare sul lago di ginevra con un barcone, dichiararmi rifugiato politico, prendere la pensione e tornare 100km sotto il confine.

    Ma porc… che certe cose riescono solo ai maomao…

  8. Albert1 says:

    Questo è quel che succede quando si ha il cervello. Inserito.

  9. Mauro Gargaglione says:

    La Svizzera ha votato CONTRO il salario minimo garantito.

    Me ne compiaccio, ma se per connazionali invece degli svizzeri hai gli italioti, questi ti trascinano nel pozzo senza poterti opporre, come sta accadendo. Te ne puoi solo andare.

    Quindi la democrazia è un terno al lotto, ma si sa, alle lotterie, chi vince è sempre il banco.

  10. Gianfrancesco says:

    quello che sorprende non è tanto la materia del contendere, bensì la facilità e la frequenza con cui la Svizzera va a referendum e la velocità con cui lo fanno: sono le 17 del pomeriggio e ci sono già i risultati!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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