DEL POPOLO E DELLA DEMOCRAZIA E DELLA REPUBBLICA

di GIORGIO BARGNA

Da anni ormai, almeno a parole, nessuno mette in dubbio la necessità dello “status” di democrazia; si è consolidato un appiattimento pure sulle sfumature dell’intendere la democrazia e fatte salve le rare eccezioni, ai nostri giorni la contrapposizione non è più tra sostenitori e avversari della democrazia, ma esclusivamente tra suoi sostenitori, in nome dei diversi modi di concepirla. Credo di aver già scritto più volte, in linea col pensiero di Alain de Benoist, che la democrazia non è uno strumento atto a determinare la verità, ma bensi quel regime che legittima il potere sovrano del popolo.

L’ultima affermazione ci obbliga a pensare che esista un popolo, ma definiamo, con una certa precisione, di cosa stiamo parlando, in senso politico. Il Popolo, politicamente, è una comunità di persone, residenti in un dato spazio, considerate eguali in potere che sono vincolate da una regola comune.

La Democrazia, fondata sul Popolo, è un diritto che consente a tutti i cittadini di partecipare alla vita pubblica, ma un dovere che li obbliga (obbligherebbe) a farlo; sostanzialmente non è semplicemente un regime conclamato ma il mezzo per permettere al popolo di esercitare in prima persona il potere. L’homo democraticus (ho carpito da de Benoist il vezzo di utilizzare questa locuzione), al contrario dell’essere umano, non può essere considerato semplicemente un individuo: esso è un cittadino. I concetti di individualismo e democrazia cozzano pesantemente tra loro, la seconda di fatto riporta ad uno spazio pubblico di deliberazione e di decisione, di fatto una palestra di Educazione Civica e Morale oltre che il mezzo (politicamente) correttivo che consente alle Classi più modeste (la maggioranza dei Cittadini) di limitare la strapotenza del “potere del denaro”. Questa la descrizione politica, in sostanza la realtà, ciò che a volte è stato realmente, ma quello che ora non è più, la Democrazia infatti più si è imposta, più è stata snaturata, sino al risultato che il “popolo sovrano” è ormai il primo a prenderne le distanze, col rischio insito inoltre degli eventi che potrebbero svilupparsi quando questa dissidenza sceglierà di esprimersi al di fuori del campo elettorale.

Come negli anni è stata snaturata la Democrazia?

In primis ci hanno (permettetemi vi hanno) che anziché essere una forma di società, sia una forma di regime politico, cosa che, in seconda battuta, sarebbe, ma povera di contenuti, senza il primo valore. Poi ci hanno spacciato come democratici alcuni indirizzi societari … ad esempio è passato il pensiero che “democratizzare” significherebbe produrre e vendere a strati sempre più ampi prodotti dal forte valore aggiunto.

La terza azione la lascio descrivere direttamente dalle parole di de Benoist: “Un terzo modo consiste nel tentare di creare le condizioni di una riproduzione in forme identiche del disordine costituito, consacrato come unico ordine veramente possibile, come qualcosa che dipende da una necessità storica dinanzi alla quale chiunque, per “realismo”, dovrebbe inchinarsi. È l’ideale della governance, che potrebbe essere definita come una maniera di rendere non democratica una società democratica senza per questo combattere frontalmente la democrazia: non si sopprime formalmente la democrazia, ma si mette in piedi un sistema che consenta di governare senza il popolo, e se necessario contro di esso”.

Oggi si limita la Sovranità Popolare trasformando la “società civile” in un mercato, la democrazia diventa mercantile, spoliticizzata, neutralizzata, affidata agli esperti e sottratta ai cittadini: un’ intera società messa a servizio del capitalismo liberale. Non si tratta di buoni e cattivi, la storia ha scritto anche di errori madornali e malvagi perpetrati dal Popolo, ma va citato quanto scritto da Simone Weil: “Il vero spirito del 1789 consiste nel pensare non che una cosa è giusta perché il popolo la vuole, ma che a certe condizioni il volere del popolo ha più probabilità di ogni altro volere di essere conforme alla giustizia”.

Spesso le dittature si nascondevano (vedi Weimar, Salò o l’est europeo del dopoguerra) dietro al titolo Repubblica, spacciandosi per democratiche, oggi di contro viviamo in società oligarchiche nelle quali tutti sono democratici, ma non vi è più democrazia.

 

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Devo ripetermi all’infinito:

    mai il popolo e’ stato sovrano.

    Visto l’andazzo non lo sara’ mai e poi mai.

    Eppoi, quando lo portano a votare egli scegliera’ BARABBAS e MAI IL GIUSTO.

    I veri governanti sono stati sempre loro: CAPITRIBU’ e STREGONI.

    Non invento mai nulla.

    Comunque e’ vero: democrazia oggi vuol dire tutto e niente. Si e’ snaturalizzato il concetto. Credo pero’ che non fosse mai raggiunto pienamente e per l’appunto.

    Condivido il suo pensiero.

    LB

    • “La Democrazia, fondata sul Popolo, è un diritto che consente a tutti i cittadini di partecipare alla vita pubblica, ma un dovere che li obbliga (obbligherebbe) a farlo; sostanzialmente non è semplicemente un regime conclamato ma il mezzo per permettere al popolo di esercitare in prima persona il potere.”

      La quadratura del cerchio gira (oddio, una quadratura non gira) tutta attorno a questo punto…aspettarsi che la classe dirigente lasci anche un solo cm del proprio è utopia…occorre armarsi di voglia politica e partecipare attivamete allo scenario.

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