DE MAGISTRIS FA LA “REVOLUCION” CON BLATTE E PREFETTO

di LUCIANO CAPONE*

Luigi De Magistris non finirà mai di stupire. Qualche giorno fa esclamava su twitter con spirito ribelle: “È ora di scassare l’ordine costituito neo-liberista che abusa del potere e realizzare una società fondata sulla giustizia: W la rivoluzione” e oggi nomina come consulente un prefetto. E non un prefetto qualsiasi, ma il collaboratore del commissario Calabresi, questore, vice capo della polizia, ex deputato di Forza Italia e ora senatore dell’Udc Achille Serra. L’abbattimento del capitalismo è un punto fondamentale della mission di De Magistris, che twitta “si deve scassare l’ordine liberista in modo che l’umanità giunga al libero svolgimento delle sue forze, all’uguaglianza e alla felicità”. E lui ci sta provando in tutti i modi, partendo da quelli più bizzarri, come ad esempio fare l’europarlamentare per i liberal-democratici ( l’agente Giggino agiva da infiltrato per minare il capitalismo dall’interno) oppure guidare la rivoluzione sotto la supervisione di un prefetto.

È evidente che l’uomo ha una difficoltà a commisurare i mezzi ai fini, a distinguere l’etica delle intenzioni dall’etica della responsabilità e una tendenza a confondere la rivoluzione con l’ammuina. In campagna elettorale il suo programma per risolvere l’emergenza rifiuti prevedeva: niente discariche, niente termovalorizzatori e differenziata spinta, “Napoli arriverà al 70% di raccolta differenziata in sei mesi. Ce la facciamo sicuro, non forse”. Il sindaco non si rendeva conto che quell’obiettivo era impossibile da realizzare con i mezzi a disposizione, nello scontro tra le sue convinzioni e la realtà sarebbe stata quest’ultima a doversi adeguare. Quando i fatti non si sono piegati ai suoi voleri, la rivoluzione si è trasformata in ammuina: “nei sei mesi raggiungeremo il 40%”, “il 70% si riferisce solo ai quartieri in cui abbiamo avviato il porta a porta” Ma la monnezza liberista, capitalista, indifferenziata e controrivoluzionaria ha sabotato il piano del sindaco: la raccolta differenziata è ancora inchiodata al 25%. Il sindaco non cambia il suo piano: niente termovalorizzatore e niente discarica perché causano malattie. Napoli è l’unica area metropolitana italiana che non ha né termovalorizzatori, né discariche e pertanto non è autosufficiente. Se non ci sono cumuli di rifiuti per le strade è solo perché vengono sotterrati nelle discariche pugliesi o spediti via nave in Olanda per la termovalorizzazione, al prezzo di 109 euro a tonnellata. In pratica De Magistris, convinto di avvelenarli, spedisce rifiuti agli olandesi, ma loro che sono uno dei popoli più sensibili alla questione ambientale non se ne curano e incassano 109 euro a tonnellata ricavandone anche energia elettrica.

La rivoluzione non si fermerà davanti alle barricate dei rifiuti indifferenziati, né tantomeno sarà l’invasione di blatte che in questi giorni infesta Napoli ad impedire la venuta del radioso sol dell’avvenire. Il sindaco ha tranquillizzato  la popolazione: “so che in alcune città importanti del nostro Paese alcuni negozi stanno chiudendo per le blatte, mentre a Napoli la situazione igienico-sanitaria è completamente sotto controllo”. De Magistris non è rimasto nell’angolo ed è passato al contrattacco avviando “azioni civili nei confronti di tutti coloro che stanno danneggiando l’immagine della nostra città. A cominciare da alcuni articoli apparsi sulla stampa francese” Secondo il sindaco dietro gli attacchi si cela un complotto: “C’è una regia politica, è evidente che il riscatto di Napoli dà fastidio a qualcuno. Al Nord non è vista di buon occhio la crescita nel Mezzogiorno di una classe dirigente pulita”.

C’è da giurare che De Magistris non si farà intimorire dalla propaganda d’oltralpe e debellerà quest’invasione di agenti a sei zampe del capitalismo. Si ispirerà al rivoluzionario per eccellenza, Vladimir Lenin, che nel 1918 in Come organizzare l’emulazione? scriveva: «Nessuna pietà per questi nemici del popolo, nemici del socialismo, nemici dei lavoratori. […] L’obbiettivo comune e unico [è]: ripulire il suolo della Russia di qualsiasi insetto nocivo”.

*Tratto da www.loccidentale.it

 

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5 Comments

  1. Antonio says:

    Vi rendete conto di quello che scrivete? L’area metropolitana non ha un inceneritore? Se non hanno spostato Acerra stanotte, Napoli l’inceneritore ce l’ha e come e si incenerisce l’immondizia di tutta la Campania, del resto non è una novità, dagli anni 50, cioè gli anni di Lauro fino al 93 l’inizio dell’era Bassolino, tutta la regione ha sversato a Pianura, area ovest della città, è con la chiusura di Pianura che nasce la crisi e il meccanismo criminale dei rifiuti, Napoli è il territorio più piccolo e più densamente edificato e abitato della regione, la Campania è piena di deserti veri e propri lontani dai centri abitati, se proprio si deve fare il termovalorizzatore lo si faccia altrove Napoli ha già dato, non è per l’egoismo di 4 cafoncelli delle altre province che si debba accollare tutto Napoli, quel pacchiano del sindaco di Salerno lo voleva nella sua città, come mai adesso non lo vuole più, ha capito che forse nelle sue tasche non entra niente?

  2. fabio says:

    sono bugie…su bugie…su bugie…parlare del pericolo blatte a Napoli è come parlare del pericolo cacche di piccione cancerogene a Venezia, non vedo alcuna testata giornalistica nazionale (come il novella…mi scuso il tg5) aprire con una notiza di testa: morti in russia, merkel e lo spread, cacche di piccione venete è allarme cancro! siamo di fronte ad una notiza demenzialpolentonica iniziata da un manipolo di venduti napoletani (dopo 150 anni non è cambiato nulla) ed ampliata da novella 2000 alias tg 5 (il telegiornale della lega padrona o meglio ladrona) ed ancora continuata da cognome quale “Capone”, manco fosse Brambilla.

  3. Luciano says:

    L’inceneritore di Acerra serve l’intera regione e non solo Napoli (che comunque è l’unica area metropolitana in Italia a non avere discariche). Ognuno può fare le proprie scelte, ma se non riesce a smaltire l’immondizia poi se la deve tenere in strada o deve mandarla all’estero a proprie spese.
    De Magistris ha fatto promesse a cui solo i napoletani potevano credere (sicuri che se non le avesse mantenute non sarebbero stati loro a pagare, ma le altre parti della regione o d’Italia che devono accollarsi i loro rifiuti). Se è utopico raggiungere il 70% (in sei mesi tra l’altro) o fai discariche e inceneritori oppure l’immondizia te la tieni senza ammorbare gli altri. Non è vergognoso dire che discariche e termovalorizzatori uccidono e smaltire i propri rifiuti in discariche e termovalorizzatori di altre città?

    Capitolo blatte: sono stati i lavoratori dell’Asl di Napoli a dire che c’è un’emergenza blatte e non è stata la stampa francese ad inventare tutto.
    Repubblica Napoli:
    “Invasione di blatte, allarme e polemiche”
    “Come al Vomero anche a Fuorigrotta è allarme blatte e topi”

    Corriere del Mezzogiorno:
    “Napoli, invasione di blatte: rischio tifo”
    “Blatte anche sul palazzo della prefettura”
    “Blatte, scatta piano di intervento”

    Il Mattino:
    “Città invasa dalle blatte rosse «Epatite e tifo, rischio infezioni»”
    “Allarme blatte: domani vertice tra sindaco e Asl”
    “Piazzetta Carolina: blatte e disinfestazione. Gruppo di turisti si trasferisce ad Avellino”

    Se non le hai viste di mando il link di una fotogalley

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/fotogallery/campania/2012/07/blatte/blatte-pressi-via-chiaia-2011002012854.shtml#1

    • Giacomo says:

      “L’inceneritore di Acerra serve l’intera regione”, molto interessante, e perchè non costruiscono qualche inceneritore nelle altre province e la loro immondizia non se la smaltiscono nei loro inceneritori, visto che tra l’altro hanno un’infinità di spazio? Comunque non credo sia come dici tu, dato che, essendo lo smaltimento dei rifiuti provincializzato, le altre province NON POSSONO smaltire in provincia di Napoli, così come Napoli non può smaltire nelle discariche di altre province (se non per “decreti emergenziali” e roba del genere).

      Di discariche ce ne sono state due fino a poco fa: Terzigno e Chiaiano (che è ancora attiva, anche se dovrebbe star per chiudere). Per farle è stato necessario trasformare l’area in zona militare con decreto del governo, perchè a norma di legge italiana non era possibile crearle in quei luoghi. Questo ti fa capire che non esistono luoghi a norma di legge nella provincia di Napoli in cui si possano creare discariche. Peraltro la discarica di Pianura ha servito tutta la Campania per 30 anni. Altre ce n’erano e nel tempo hanno chiuso (del resto non è che si possano fare discariche in riserve naturali e con densità abitative pazzesche).

      “L’immondizia te la tieni senza ammorbare gli altri”, sono d’accordo, peccato che esordisci dicendo che è giusto che il resto della regione debba smaltire in un inceneritore in provincia di Napoli… mah, misteri della mente “umana”

      Quelle foto si riferiscono a un intervento di deblattizzazione, ci credo che se apri il tombino e getti il veleno quelle povere bestie saltano fuori; credi che esistano fogne in qualsiasi luogo che non siano piene di scarafaggi ed altri animali? E comunque io parlo per esperienza personale, non cambia nulla se me lo dice un giornale. Se era emergenza quest’anno era come minimo cataclisma 2 anni fa. La disinfestazione nelle cantine del mio condominio l’abbiamo dovuta fare allora, mica adesso.
      L’ASL peraltro non parla di “emergenza”

      http://www.liberoquotidiano.it/news/1055411/Napoli-Asl-eccessivo-paventare-epidemie-per-blatte.html

  4. Giacomo says:

    Ma cosa diavolo scrivete? Napoli non è “l’unica area metropolitana italiana che non ha un inceneritore”, è semmai l’unica che ha già un megainceneritore della portata di circa 3 inceneritori veneti. Acerra secondo voi non fa parte dell’area metropolitana di Napoli??? In tutto il sud Italia ci sono 2 inceneritori, di cui 1 di provincia di Napoli.

    Per quanto riguarda le blatte, l’emergenza è tale che ancora devo vederne una… quando le altre estati effettivamente (di notte) giravano per le strade, ma nessuno ne ha mai parlato. Intanto, a Torino, in un solo stabile in corso Dante Alighieri ne ho contate 3 alcune settimane fa.

    Circa la differenziata… è sempre stato utopico pensare di di raggiungere il 70% quando l’area metropolitana che raggiunge livelli migliori in Italia (quella di Milano) è ferma al 37%, tuttavia finchè non arivano i fondi regionali è ovvio che il porta a porta non può nemmeno partire. Comunque si stanno costruendo impianti di compostaggio e digestori anaerobici (o almeno il piano è questo…)

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