La sceneggiata italiana di Della Valle contro Marchionne

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

La dichiarazione anti-Marchionne di Della Valle mi ha lasciato basito. Vorrei che qualcuno, anzitutto, mi spiegasse perché Briatore “che fa i soldi sui ricchi” è uno “sporco approfittatore” ed è un bene che se ne vada da questo paese zeppo di “virtù” chiamato Italia, mentre Della Valle, che pure lui fa i soldi su i ricchi, e in aggiunta  fa lavorare un sacco di cinesini, può sparare impunemente su chiunque, purché si dia l’aria di parteggiare per i sinistri.

Questo è proprio un ameno paese dove la FIAT, che ha sempre fatto i comodi suoi, danneggiando e non poco i piccoli imprenditori, favorendo sfacciatamente la CGIL esaudendone tutte le richieste anche più folli, non è mai stata toccata. Nel momento che essendo arrivata proprio sull’orlo del fallimento  e un manager di riconosciuto valore internazionale (non romano) come Marchionne ha dovuto tirare robustamente i freni, è diventata una calamità nazionale. Tra l’altro si invitano gli azionisti (come si fa quando durante la tombola familiare uno si  alza e se ne va restituendo i fagioli) ad andarsene dall’Italia “perché così arriverà una qualche serie azienda straniera a governare saggiamente il complesso industriale”. Come se ci fosse fuori della porta una lunga fila di investitori stranieri ansiosi di venire a foraggiare sindacati e politici.

E perchè, addirittura, non ricostituire l’IRI e quindi statalizzare il tutto? Con il risultato economico-ambientalista dell’ILVA? Certamente il risultato economico è stato molto positivo (per i pochi amici) e negativo, ambientalmente parlando, per molti, ma tant’è gli amici se ne sono guardati bene dall’abitare a Taranto.

Quindi perché non sognare di fare altrettanto conla Fiat? Le vergini di sinistra blaterano, ora, anche per bocca di Della Valle. Si ricordano i sinistri che un loro esponente, Prodi, ha regalato alla Fiat l’Alfa Romeo (che a quelle condizioni avrei potuto comperare anch’io), decretandone la fine, scartando un concorrente (Ford) che invece avrebbe pagato con moneta sonante? E la Lancia, concorrente di grande qualità della Mercedes? E il punto unico di contingenza? E la cassa integrazione nazionale , che favoriva sfacciatamente la Fiat? (Ricordo a tal proposito che una proposta di Legge che avrebbe localizzato nelle Regioni i fondi della cassa integrazione, bloccando così i travasi a favore dei grandi, è stato bloccato dal PD).

Con tutte queste concessionila CGIL è diventata sempre più ingorda e la Fiat, pure, a spese dell’Italia sino alla disastrosa conclusione attuale. Ora un gaudente Della Valle , che deve non poco del suo iniziale successo al da lui vituperato Gianni Agnelli (vi ricordate le Tod’s che l’avvocato vistosamente calzava in ogni situazione) spara a zero su Marchionne, dandogli dell’incompetente, il quale dichiara semplicemente che la festa è finita. Alla sceneggiata si è unito Luchino nostro, socio e sodale di Diego dicendo, molto sommessamente: “Diego, non esagerare”! Il Luchino che, insieme a Diego, ebbe ad inventare la formula salva tutto: “Bisogna fare squadra”! Che pensata magistrale!

Allora è proprio vero, il Merola della sceneggiata è stato un precursore, ma gli allievi hanno superato il maestro! Pensano proprio, sindacalisti e politici, che gli italiani siano proprio smemorati e rimbambiti? Fiat ha sicuramente approfittato del “magna magna”, ma il banchetto è stato approntato da quei signori i quali hanno pensato, e forse qualcuno lo pensa ancora, che la festa potesse continuare dato che “basta aumentare le tasse” e tutto ridiventa normale (per loro). Non si dimentichino, i signori sinistri, che tutte le applicazioni delle loro malsane teorie sono finite a fucilate tirate dagli “imbecilli smemorati”.

Diceva mia nonna: “Chi ha la faccia di tolla e non se ne serve dovrà rendere conto a Dio”.

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8 Comments

  1. Sandro says:

    Grande Della Valle, ce ne vorrebbero di più di veri imprenditori come lui, che non ha mai chiesto un euro allo Stato, ma che a Luglio 2012 ha regalato ai suoi oltre 3000 dipendenti, 1800 euro a testa, per ringraziarli della buona produttività e delle vendite. Chiaro che una persona così, susciti invidie e gelosie.

  2. Roberto Porcù says:

    Ve lo ricordate il comunista trinariciuto di Guareschi? “Contrordine compagni!” , ebbene, siamo sempre lì.
    Qualcuno ha ordinato alla magistratura di colpire il tale e non il taaltro. Ricordo di un Prodi che andò a genuflettersi da Scalfaro ed entrò nella cerchia degli intoccabili. Anche Dalla Valle è un intoccabile del quale si può solo parlare bene. Mettetevela via e non ragionateci troppo su.
    Ovviamente fino al contrordine compagni!

  3. Perfettamente d’accordo con GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI, dalla prima all’ultima parola.
    La Fiat è l’ultima icona a disposizione dei comunisti di sempre per dimostrare che esiste una classe operaia che di fatto non esiste più da tempo.

  4. carcanello says:

    Non offendete Della Valle altrimenti Paragone vi fulminà o vi strozza con i suoi mille braccialetti Tod’s

  5. Giorgio says:

    “manager di riconosciuto valore internazionale” ahaah

    • lombardi-cerri says:

      Guardi che il valore gestionale di una persona, non lo assegnamo ne lei ne io, lo assegnano gli stipendi che le industrie sono liberamente disposte a pagare per avere la collaborazione di una certa persona.
      Il suo ahaah quanto vale in Italia e all’estero ?

  6. Diego Tagliabue says:

    La FIAT è sempre stata una sovvenzione unica, una manipolazione di mercato, per foraggiare un po’ tutte le lobby fallitagliote: politici (sx, dx, prima e seconda repubblica di banane), sindacalisti ecc.

    Ora è definitivamente fallita.

    Solo modelli come Panda e Cinquecento hanno un grande successo: il resto è perdita.

  7. Alberto Pento says:

    Sto scarparo nol val na onja de on socolaro veneto:
    http://imageshack.us/a/img839/3599/socolaro.jpg
    [img]http://imageshack.us/a/img839/3599/socolaro.jpg[/img]

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